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Indignati dalle offese di Borghezio. Comunicato stampa di PeaceLink Abruzzo e Ass. Antimafie Rita Atria

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Movimento

Indignati dalle offese di Borghezio

L'europarlamentare leghista si è lasciato andare ad esternazioni
gravissime e offensive della dignità delle popolazioni colpite dal
terremoto e dell'intero Abruzzo.

Una lettura strumentale e distorta della realtà


Arrabbiati, indignati, offesi. Sono tante le sensazioni che affollano
la mente e il cuore dopo aver ascoltato le parole di Borghezio. Un
insulto gravissimo a chi ha sofferto sulla propria pelle una terribile
tragedia, e si vede rubato quotidianamente il proprio futuro. Parole
ancora più gravi considerando che vengono da chi dovrebbe
rappresentare l'Italia in un importantissimo consesso internazionale
come il Parlamento Europeo.

Borghezio è mai stato nel centro storico del capoluogo abruzzese? Ha
visitato le tendopoli? Sa quante persone sono ancora oggi costrette a
sopravvivere lontanissime dai propri luoghi d'origine? Ha forse
vissuto sulla sua pelle il post-terremoto e l'emergenza retta da
Bertolaso e dalla Protezione Civile? La risposta a queste domande è
totalmente negativa.  Borghezio non l'abbiamo visto tra le macerie,
non l'abbiamo sentito alzare la voce contro una ricostruzione che non
ricostruisce, ma che sta lasciando spazio alla speculazione e persino
a personaggi in odor di mafia.

Si domandi Borghezio, al posto di insultare i cittadini, perché tutte
le opere (persino scuole e ponti) inaugurate negli ultimi mesi sono
stati tutti ricostruiti da raccolte fondi tedesche, dalla Provincia di
Bolzano, da privati o dalla Caritas. Si chieda il perché e chieda a
chi di dovere perché la ricostruzione ufficiale, quella di cui si
dovevano interessare le istituzioni, è totalmente ferma e ostaggio di
veti contrapposti, di inefficienze e gravissime inadempienze.

Borghezio ignora, o fa finta di ignorare, che una delle prime presenze
della criminalità organizzata in Abruzzo fu sgominata oltre 10 anni
dall'inchiesta giudiziaria "Ebano". Un'inchiesta che colpì un
criminoso traffico di rifiuti solidi urbani che finivano nelle cave
abbandonate in provincia de L'Aquila. Quei rifiuti provenivano dalla
Lombardia.

Nei mesi in cui bisognava dar forza, finanziare, avviare, la
ricostruzione non furono gli abruzzesi a volere il G8 e le sue
imponenti, quanto inutili, opere. Non furono i terremotati e gli
sfollati a pavoneggiarsi in misere passerelle mentre migliaia di
anziani morivano, nell'afoso caldo del luglio 2009, nelle tendopoli.
Abbandonati a loro stessi e al loro destino. Non furono i terremotati
e gli sfollati a rinchiudersi da soli, sotto un regime militarista e
calato dall'alto, nelle tende. Impossibilitati a curare le loro
attività, a progettare la rinascita mentre anche i pasti quotidiani
venivano affidati a industrie lombarde. Dov'era Borghezio in quei
giorni? Dov'era Borghezio mentre le macerie rimanevano lì,
accompagnati dalla quotidiana litania "non sappiamo dove metterli"?
Anche se, nei giorni immediatamente successivi alla maledetta notte
del 6 aprile 2009, prima dell'avvio delle inchieste della
magistratura, la rimozione era iniziata.

Quindi in base a cosa Borghezio si permette di dileggiare e insultare
i terremotati aquilani? Come può definire l'Abruzzo "un peso morto"?
Quale distorta e strumentale lettura delle vicende dell'ultimo anno e
mezzo l'hanno portato a ciò?

Alessio Di Florio
Responsabile PeaceLink Abruzzo
Ass. Antimafie Rita Atria

Contatti:
3494254406
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.peacelink.it/abruzzo
http://www.ritaatria.it

 

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