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Rivolta operaia: la verità sulla lotta all'IVECO di Suzzara (MN)

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Movimento
Rivolta operaia: la verità sulla lotta all'IVECO di Suzzara (MN)


Purtroppo, le cose non stanno proprio così, anche se sono altrettanto gravi.

Iveco di Suzzara (MN) otto mesi fa aveva propagandato l'ampliamento dello
stabilimento e le nuove assunzioni (tutte precarie).
La giunta a guida PD aveva detto di si a tutte le richieste (molte delle
quali di carattere urbamistico) avanzate dalla direzione.
Quest'estate 400 contratti interinali non sono stati rinnovati e, in modo
stupefaciente, la presdeinte del consiglio comunale di Suzzara (Roberta
Rasio del PD) si chiedeva dove fossero andati a finire quei lavoratori
(!?!?), dopo che il suo sindaco (sempre del PD) non aveva istituito i
richiesti asili interaziendali perchè gli operai non erano disposti a pagare
la retta (ma 400 euro al mese per chi ne prende 1000,  non erano
precisamente la richeista della RSU).
La settiamana scorsa IVECO non rinnovava  61 contratti a tempo deterninato
anche se aveva promesso di farlo, purchè i sindacati  accettassero 15 giorni
di cassa integrazione, considerato che  i furgoni Daily prodotti in eccesso,
erano  tutti stoccati nel parcheggio (che il Comune ha permesso di costruire
prima di rilasciare le necessarie concessioni!) e il mercato "non tira".
I sindacati hanno accettato la cassa, ma non solo i 61 sono rimasti a casa,
da lunedì altri 49 faranno la stessa fine.
Sono stata al picchetto insieme all'assessore al lavoro Carlo Grassi e ad
altri compagni di Pdci, PRC e Sinistra Critica per l'intera durata della
protesta, abbiamo fatto cronache da Radio Onda d'Urto, investito della
gravità della situazione il consiglio provinciale, dove il PD la fa da
padrone, ma il risultato è stato che la proposta da noi inoltrata
(costituire un fondo urgente per le crisi a favore dei lavoratori, come del
resto già operato dal presidente della Provincia di Milano Penati, oltre che
attivare le poche previdenze previste dalle legge e dalla Regione
Lombardia),   è stata bocciata (a mezzo stampa, senza nemmeno andare in
giunta, dallo stesso Presidente della Provincia Fontanili) perchè
"assistenzialistica" e  non è di competenza della Provincia di Mantova! Di
certo non ci arrendiamo e siamo intenzionati ad ottenere l'istituzione del
fondo così come degli ammortizzatori sociali in deroga perchè i precari, al
riguardo, noin hanno nessun diritto, ma la verità è che i lavoratori non ce
la fanno più e lo sciopero è rientrato.
Tanti di loro non son  sindacalizzatI e non vogliono esserlo, oppure
arrivano dal sud, inquadrati dalle agenzie, arrivano già iscritti a CISL o
UIL;   non  possono permettrersi tre giorni consecutivi di sciopero perchè
guadagnano 1000 euro al mese, sono precari e spesso lavorano  all'IVECO
insieme alla  moglie. A Suzzara non hanno  famiglia, hanno  comprato casa
oppure sono in affitto dalle agenzie che lo stesso sindacato o addirittura
la ditta gli hanno indicato.
La classe, dunque, è stata finalmente divisa, proprio come voleva fortemente
il padronato; il sindacato fatica e a fronte dell'impegno della FIOM,
sempre davanti ai cancelli, è la CISL a fare sintesi, addiritttura
rispondendo politicamente e con acrimonia dalle colonne dei giornali locali
e con l'acquiscenza del PD (poco conta che il deputato stia dalla parte dei
lavoratori), a chi rivendica come unica soluzione per tutelare i diritti dei
lavoratori, il conflitto, la lotta sociale, la ripresa di una autentica
rappresentanza politica della classe operaia.
La classe operaia, purtroppo, non è all'attacco e per di più fatica a
difendersi:  anche fra gli operai, pur di mantenere il posto di lavoro, sta
prevalendo la rassegnazione e quindi l'abbandono degli oltre 100 operai a
cui l'IVECO aveva promesso un  rinnovo che non rispetterà,  mentre manterrà
fede alla cassa integrazione di 15 giorni per gli operai a tempo
indeterninato.
Ma oltre a tutto questo, è gravissimo che i corresponsabili politici dello
scempio, a partire dal sindaco di Suzzara, si sentano immuni da ogni colpa,
anzi si atteggino a fautori di proposte programmatiche.
Otto mesi fa decantavano la bontà di questi bravi padroni che assumevano
(precari),  oggi chiedono, anche nelle aule dei consigli,  di lasciare fare
a loro,  che risolveranno i problemi.
La faccia tosta non gli manca, vanno persino davanti ai cancelli col
megafono!  e poi possono  contare su benevolenza e connivenza della stampa
locale e nazionale che ne decanta le virtù.
Rispondere per noi  non è facile:  certo non ci faremo da parte e cercheremo
di unire tutte le esperienze anticapitaliste e della sinistra di classe,
innanzitutto  per svelare la miseria della politica prevalente, non solo a
Mantova,  poi  per  essere solidali con i lavoratori, letteralmente
abbandonati e presi per i fondelli, facendo in modo che si usino tutte le
possibilità, e non sono poche, che le pubbliche amministrazioni prevedono
per sostenere i lavoratori,  prima che i padroni, svincolandoci da  quegli
meccanismo  incrostati della politica detatti dal centro sinistra che, in
troppi casi, ci ha fatto smarrire la nostra stessa bussola.
Laddove siamo presenti, in tutti i contesti amministrativi e politici, nella
società, nel movimento, dobbiamo lottare per rivendicare i diritti dei
lavoratori e delle lavoratrici,  svelare la connivevanza fra i due grandi
poli di riferimento della borghesia e del capitale, il PDL come il PD,
rivendicando la necessità di una nuova rappresentanza politica autonomana e
alternativa della classe operaia e dei suoi interessi.
Ricodiamo però di dar voce a chi sta effettivamente nei luoghi del conflitto
e non a resoconti mediati che,  se anche in buona fede, compromettono
l'autorevolezza della stessa lotta e ne complicano le diffcioltà.

monica perugini
capogruppo Partito dei Comunisti  Italiani Provincia di Mantova

www.comunisti-italiani-mantova.it
www.comunisti-italiani-mantova.blogspot.com
 

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