Joomla TemplatesBest Web HostingBest Joomla Hosting
Login
Calendario Eventi
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3
Statistiche
Total Members : 2892
Members Online : 0
Top List
Feed RSS

Sottoscrivi il feed

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

Pistoleri, servi e imbonitori

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Movimento
Pistoleri, servi e imbonitori

 

Un poliziotto spara in autogrill. Un ragazzo muore sul colpo.

Poco da chiarire.

 

Ma piuttosto che affrontare il problema alla radice, piuttosto che spiegare come mai tanti frustrati e psicopatici trovano riparo tra le forze dell’ordine, lo Stato italiano glissa. E attraverso l’uso criminale e irresponsabile dei pupazzi dell’informazione, costringe gli italiani a discutere d’altro. A crearsi un’opinione su argomenti paralleli, ininfluenti e completamente avulsi da quanto accaduto.

Così il problema si sposta sulla violenza delle curve, sulle trasferte a rischio, sui decreti anti-hooligans.

Addirittura si prevede di utilizzare il reato non meglio specificato (e per questo multiuso) di “terrorismo” per i fermati. Si parla di “eversione”, di “anarco-insurrezionalisti”, di “neofascisti”. Scenari inquietanti, ipotizzati per distrarre gli allocchi.

 

Adesso comincia a essere chiaro a molti: la svolta securitaria non è più “roba da comunisti”.

È un pericolo concreto per la libertà individuale, non una semplice invenzione.

È un mirino che cambia bersaglio continuamente, in base all’occorrenza: i rumeni, gli zingari, i lavoratori sindacalizzati di Melfi, gli ultras.

Categorie che preoccupano la brava gente, i benpensanti d’ogni dove, che non ne sa e non ne vuole sapere. Che invoca sicurezza ai governi. E la ottiene, sotto forma di stretta repressiva.

 

Siamo all’assurdo.

Lo Stato italiano si copre di vergogna tutelando il diritto dei suoi servitori di sparare mortali colpi “in aria”; il giornalismo italiano si rivela servile oltre ogni immaginazione, indicando all’uomo medio un nemico impalpabile eppure letale. Gli stadi rischiano di diventare, sempre più, il luogo del controllo e della repressione generalizzata. E la società rischia di assomigliare, in questo, sempre più a uno stadio.

 

Che nessuno si senta escluso.

È in ballo la libertà di tutti, non solo quella degli ultras.

 

12/11/07 - Laboratorio Politico Jacob

Via Mario Pagano, 38 – Foggia

www.agitproponline.com
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna