Patofisiologia dell'Addiction e Trattamento della Doppia Diagnosi - in memoria di Vincent P. Dole
| Movimento |
Con la partecipazione di alcuni fra
i farmacologi e ricercatori di base più prestigiosi (Gessa - Cagliari,
Tagliamonte - Siena, Gambarana - Siena, Romualdi - Bologna, Kreek - New
York), di eminenti psichiatri (Perugi, Maremmani) e del Presidente nazionale
della Società Italiana Tossicodipendenze (Pani), si è concluso l'incontro
del 18 Novembre 2006 al centro Universitario San Miniato di Siena
"Patofisiologia dell'Addiction e Trattamento della Doppia Diagnosi - in memoria
di Vincent P. Dole", pioniere insieme a Marie Nyswander della clinica medica
sulla tossicodipendenza
Le annotazioni più recenti della ricerca di base
hanno di fatto confermato le posizioni dei due storici ricercatori e clinici e
ribadito, senza sminuirne gli elementi ambientali e sociali, l'essenza
fisica delle dipendenze, la loro natura patologica, incoraggiando tutti coloro
che ne tengono presenti gli insegnamenti, a proseguire nel loro impegno sul
terreno della ricerca e dell'assistenza.
Fra queste stupende presentazini è toccato al
sottoscritto il compito di sottolineare il valore di "Vince" al di là dei meriti
scientifici, della sua prestigiosa presenza e carriera alla Rockefeller
University. Vince è stato un lottatore, un "advocate" per i diritti dei
tossicodipendenti, riconosciuti come ammalati anche seguito delle felici
intuizioni della Nyswander. Egli non capiva ne tollerava i pregiudizi, gli
ostacoli, le persecuzioni e le ideologie che la cura al tossicodipendente
portava e porta con sé, senza mai accennare, da quel gran signore che è stato,
agli interessi volgari che stanno dietro al preteso recupero di soggetti
relegati al ruolo di incontenibili viziosi e criminali.
Forse se avessse potuto disporre di una lettura più
profonda della situazione italiana, allora avrebbe meglio compreso quanto questa
questione sia anche e soprattutto, una questione di bassi e
squallidi interessi.
Ho così accennato anche alle difficoltà delle quali
nel tempo siamo stati fatti oggetto e i rischi che abbiamo corso nel perseverare
nella nostra impostazione pur avendo contro organizzazioni che con la
ricerca scientifica non hanno niente a che fare, che pure erano
perfino riuscite in certe fasi ad avere il totale appoggio della nostra
regione. Elemento base che ci ha accomunati alle attitudini coraggiose di
Vincent P. Dole, che mi hanno meritato la sua profonda amicizia e
condivisione, amicizia ben consolidata nello sforzo comune, ognuno nella propria
realtà, di andare oltre il pensiero oscuro che ancora attraversa prepotente il
campo del recupero dei tossicodipendenti.
Ho brevemente parlato della retorica delle leggi,
delle omissioni e degli abusi in molti servizi pubblici, letteralmente sottratti
all'uso pubblico e dedicati essenzialmente agli interessi di operatori
tutt'altro che motivati alla reale assistenza degli utenti. Macchine
perfettamente attrezzate per la "guerra" contro i drogati, per farne carne
da retta, oltre a sfruttarli per teneri in piedi strutture blindate, in quanto
istituzioni, nel disimpegno, nell'arroganza e nel disprezzo delle leggi laddove
stabiliscono i diritti degli utenti.
Ho concluso che l'inconto con Dole ci
impone l'obbligo morale di continuare in questa battaglia, ed il supporto
della ricerca di base, le conferme che ci giungono puntuali dalle evidenze
scientifiche, non ci lasciano altra via possibile. E il mondo scientifico DEVE
essere presente anche su questo terreno.
L'abbraccio di Gessa e della Kreek alla conclusione
del mio intervento, unitamente ai cenni di condivisione di molti
altri, sono stati per me decisivi elementi di gratificazione: NON SI VIVE
DI SOLO PANE!!!!
Gruppo S.I.M.S.
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