Mobilitazione della Rete per la sicurezza sul lavoro dopo l'ennesimo infortunio alla Marcegaglia di Ravenna
| Movimento |
Il principale “fattore di rischio” per la sicurezza degli operai è il profitto dei padroni
La Rete per la sicurezza sul lavoro esprime la sua solidarietà all’operaio Giuseppe Luzzi, di 51 anni di Porto Torres (Sassari), precipitato, venerdì scorso, da un ponteggio. Nella caduta di dieci metri ha riportato un grave trauma addominale e numerose fratture ed ha subito un intervento chirurgico.
Quest’ennesimo infortunio grave conferma che nella fabbrica della presidente della Confindustria c’è un’emergenza-sicurezza e che, ancora una volta, dalle forze sindacali esistenti all’interno non la si vuole affrontare seriamente.
E’ emergenza-sicurezza perché si continua a lavorare in un sistema di appalti e subappalti dove la sicurezza è un’ostacolo ai ritmi di lavoro che, in questo caso, riguardano la costruzione del nuovo impianto di zincatura (l’operaio è dipendente di una ditta mantovana, la Omicron's di Serravalle a Po a cui era stato subappaltato l'intervento da parte della Danieli Group a cui la Marcegaglia aveva affidato i lavori), perché, come conferma il sopralluogo della medicina del lavoro, nell'allestimento del cantiere non sarebbero state adottate tutte le misure necessarie ad eliminare i fattori di rischio, perché manca la formazione per gli operai (l’operaio non era agganciato con la cintura), perché il sistema di comando padronale non è che manchi di coordinamento sulla sicurezza, ma semplicemente perché si basa sul profitto esclusivo.
E’ forse un caso che padron Marcegaglia sarà processato a Ravenna l’11 novembre prossimo per una serie di infortuni accaduti nello stabilimento fra il 1996 e il 2003 (di cui uno è avvenuto il 14 gennaio 2003 e perse la vita l'operaio Antonio Rauso, di appena 28 anni, assunto con un contratto di formazione lavoro nel reparto zincatura)?
La presidente della Confindustria e padrona dello stabilimento di Ravenna (“fiore all’occhiello” per tutte le amministrazioni di “sinistra” a livello locale) ha sborsato ingenti risorse per potenziare le linee ed aumentare i suoi profitti ed è la stessa che ha chiesto al governo Berlusconi di rivedere il Testo Unico: troppe sanzioni, troppi controlli!
Inoltre la firma del contratto separato rappresenta un duro attacco alla condizione degli operai metalmeccanici che avrà conseguenze ancora pesanti dal punto di vista della sicurezza sul lavoro.
La parola adesso spetta agli operai con gli scioperi con una piattaforma che difenda il diritto alla sicurezza, il miglioramento del Testo Unico, l’elezione e il potenziamento degli RLS.
Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- Ravenna
c/o Slai Cobas per il sindacato di classe via G. Di Vittorio, 32 (Bassette)
tel. 339/8911853 e mail: cobasravenna@ libero.it




