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sciopero del 17 a Ravenna

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Movimento
Una straordinaria partecipazione studentesca ha segnato il presidio sotto la Prefettura a Ravenna nel corso dello sciopero generale dei sindacati di base. 200 studenti hanno scioperato portando la freschezza e l'energia delle lotte contro la controriforma Gelmini voluta da questo governo e si sono uniti al presidio indetto dallo Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna.

La manifestazionedi Ravenna aderisce e sostiene quelle nazionali di Roma e Milano e ha inteso rafforzare le ragioni dello sciopero in sede locale.

Ancora una volta i sindacati di base e di classe hanno confermato di essere gli unici portavoce del malcontento dei lavoratori e delle masse popolari.

Il presidio si è trasformato subito in un'assemblea aperta con interventi al megafono di lavoratori e studenti, tutti contro un padronato avido di profitti mentre i salari e gli stipendi non bastano contro il carovita, gli affitti, i mutui per la casa, il caroscuola, il carosanità, il carotariffe. Un padronato che vuole mantenere bassi i salari e licenziare, che attacca diritti e la sicurezza nei luoghi di lavoro. La protesta è contro questo governo, uno dei peggiori dal dopoguerra, rappresentante di un padronato reazionario e sovversivo, in marcia verso la costruzione di un regime.

L' attacco alla scuola pubblica è uno dei passaggi: la controriforma Gelmini non solo è in continuità con tutti i governi succedutesi in questi anni che hanno picconato la scuola pubblica dirottando risorse verso quella privata accontentando padroni e Vaticano, ma è portatrice di un disegno oscurantista e reazionario, autoritario e repressivo verso una scuola di regime, selezionata per classi sociali e, addirittura, che discrimina per razza, dove non può trovare spazio il sapere critico. E' la scuola di lor signori che vuole la visione del mondo dei padroni. Una scuola colpita dai tagli al personale, dai tagli alle scuole con meno di 500 studenti e ai finanziamenti, con strutture fatiscenti e aule inagibili che mettono a rischio la sicurezza, in alcuni casi prive anche di palestre.

I lavoratori della Rete per la sicurezza sul lavoro hanno invitato alla partecipazione alla manifestazione del 6 dicembre a Torino, anniversario della strage degli operai della ThyssenKrupp, contro le morti sul lavoro.

I lavoratori delle cooperative sociali hanno protestato contro lo sfruttamento delle cooperative, la precarietà dei vari tipi di contratti (a termine, cocopro) che colpisce soprattutto le donne lavoratrici e contro i provvedimenti di questo governo in materia di lavoro con leggi che non permettono il reintegro del lavoratore e contro i tagli allo stato sociale che tolgono il personale di sostegno nelle scuole per i bambini con handicap.

Gli operai dell'Enichem hanno denunciato la divisione dei lavoratori in diversi contratti per sfruttarli meglio, la necessità di maggiori controlli per la sicurezza dei lavoratori e lo scandalo di risorse pubbliche destinate al salvataggio di banchieri oppure alle politiche militari .

La manifestazione ha ribadito la necessità dell'unità tra i lavoratori e le loro organizzazioni di base e di classe con gli studenti  la controriforma della scuola voluta da questo governo e di continuare la lotta fuori e contro tutti coloro, dai confederali ai partiti della sinistra ex-parlamentare, che sono espressione della conciliazione della lotta di classe.

Al termine una delegazione di lavoratori e studenti è stata ricevuta dal prefetto di Ravenna che ha ascoltato le ragioni degli scioperanti e si è impegnato a portare in sede di governo nazionale le istanze che sono venute da questa manifestazione-presidio e per le scuole si è impegnato a inoltrare una lettera di segnalazione dei disagi per la sicurezza degli edifici scolastici.

Ma la manifestazione non si è fermata quì perchè gli studenti hanno fatto un corteo per le vie del centro e hanno annunciato le prossime occupazioni delle scuole.

 

 

SLAI Cobas  per il sindacato di classe

 

Sede provinciale: Ravenna  v. G. Di Vittorio,32.

Tel: 339/8911853 e mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 

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