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Presidio a Ravenna contro gli omicidi bianchi

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Movimento
Il presidio organizzato dallo SLAI COBAS di Ravenna è stato una forte
 
denuncia contro gli omicidi bianchi nei luoghi di lavoro, contro i padroni
 
che vogliono solo i profitti e tagliano sui costi per la sicurezza dei
 
lavoratori, contro il sistema di potere dei confederali che, come accade al
 
Porto di Ravenna, sono i nuovi caporali che mandano al macello i giovani
 
operai. Questo presidio è stata la risposta all'ennesimo omicidio bianco di
 
un giovane portuale, schiacciato da un rimorchio sovraccarico dentro la
 
stiva di una nave. Un giovane interinale assunto dai nuovi caporali
 
dell'agenzia INTEMPO in mano alla CGIL che invece di tutelarlo l'ha
 
mandato al macello, con sede proprio all'interno del Porto, ucciso al suo
 
primo giorno di lavoro, dopo appena un'ora di fatica, da un sistema di
 
sfruttamento che impone ritmi pesanti, tempi ridottissimi per le operazioni
 
di carico.
Un presidio organizzato davanti al monumento ai 13 caduti della Mecnavi,
 
lavoratori a nero, soffocati dentro una stiva per i profitti di un padrone
 
senza scrupoli. Un monumento che è vuota celebrazione per politici e
 
sindacalisti, visto che ancora oggi Ravenna è ai primi posti per incidenti e
 
omicidi bianchi, ma che è atto d'accusa vivo per chi lotta per la causa dei
 
lavoratori. Infatti non c'erano nè sindacati confederali, nè i partiti della
 
sinistra di palazzo al governo cittadino, contro cui queste vittime gridano
 
giustizia. Non c'erano gli RLS del Porto, come non c'erano quando è stato
 
schiacciato il giovane Luca Vertullo, non c'erano la Compagnia Potuale o le
 
istituzioni.
In compenso c'era qualche giovane amico di Luca che ha volantinato
 
assieme allo SLAI COBAS e qualche lavoratore portuale più anziano.
 
C'erano le RdB/CUB e il Cobas Scuola, il circolo di proletari comunisti e i
 
giovani di Red Block che hanno fatto un intervento contro la condizione di
 
precarietà che rende schiavi, senza diritti e tutele, i giovani operai, una
 
condizione voluta dalle politiche del governo di centro sinistra (pacchetto
 
Treu) e di centrodestra (legge Biagi) e fatte passare dalla concertazione
 
sindacale.
La mobilitazione proseguirà con il coinvolgimento dei giovani portuali per
 
una lotta che rivendichi la postazione fissa dell'Ispettorato del Lavoro, il
 
ripristino della pesa giudiziaria dei carichi, il controllo costante della
 
manutenzione dei rimorchi, le dimissioni degli RLS.
Contro il sistema di potere dei padroni "rossi" (di vergogna) solo 
 
l'autorganizzazione dei giovani operai, solo i COBAS, possono dare una
 
speranza e dignità a questa classe sfruttata, senza diritti e tutele, che non si
 
rassegna alla morte sul lavoro di uno di loro!
BASTA OMICIDI BIANCHI,
BASTA PRECARIETA',
BASTA CONFEDERALI-CAPORALI
 

SLAI COBAS per il sindacato di classe di Ravenna
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