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Occupazione provveditorato a Pisa da parte dei precari

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Occupazione provveditorato a Pisa da parte dei precari

http://www.youtube. com/watch? v=1YOBlTqjf4U


Dopo l'occupazione del Provveditorato di ieri, gli studenti medi pisani scendono nuovamente in piazza nel giorno della mobilitazione nazionale contro la riforma, per dire no allo smantellamento della scuola pubblica.

Circa trecento studenti provenienti da tutte le scuole pisane hanno bloccato la città per tutta la mattina, nonostante la pioggia battente. Fin da subito è stato chiaro lo spirito del corteo, determinato nel riconquistare spazi e visibilità: infatti, molti studenti hanno raggiunto il concentramento in piazza Sant'Antonio con cortei non autorizzati partiti dalle singole scuole.

Poco dopo la partenza il corteo ha deviato il percorso, andando a portare la propria voce al Provveditorato, dove si stava svolgendo una riunione dei presidi della provincia, proprio sull'applicazione della riforma. Al rifiuto di far entrare anche solo una delegazione per leggere un documento, gli studenti hanno sfondato il cordone di forze dell'ordine che bloccava l'entrata, entrando in massa negli uffici del provveditore. All'interno dell'edificio, nuovi tafferugli, che costringono i presidi a spostare la riunione altrove...gli studenti e le studentesse hanno ottenuto la prima vittoria della giornata!

Al grido di "Questa riforma non si discute, si combatte!" gli studenti hanno poi ripreso il corteo, passando sotto le finestre del CEPU, dove sono state lanciate uova e vernice contro uno dei simboli più evidenti del profitto dei privati su una scuola pubblica sempre più incapace di garantire il diritto allo studio per i continui tagli.

Il corteo ha poi attraversato tutti i lungarni, mentre dal camion si sono susseguiti numerosi interventi, soprattutto da parte degli istituti tecnici e professionali, i più colpiti da questa riforma che taglia le ore di lezione e di laboratorio, ma aumenta a dismisura le ore di lavoro non retribuito (mascherato da stage) presso le aziende, rendendo la scuola non più un luogo di saperi critici, ma una palestra di addestramento per i futuri precari.

Per questo gli studenti hanno deciso di andare a colpire con un'azione i diretti "beneficiari" delle loro ore di lavoro gratuito, per dimostrare con forza che non sono disposti a nessun tipo di sfruttamento: all'altezza di ponte Solferino il corteo ha allungato il percorso con un'altra deviazione non autorizzata, arrivando sotto la sede Confindustria. Qui è stato chiuso con una catena il portone del palazzo mentre dal corteo sono partiti slogan e lanci di uova e fumogeni.

Il corteo ha poi continuato a bloccare i lungarni proseguendo il suo lungo percorso fino alla Prefettura, dove gli interventi conclusivi sono stati unanimi nel valutare come un successo la giornata di oggi e nel dire che questo è solo l'inizio della mobilitazione.

Quello di oggi è stato un corteo come non se ne vedevano da tempo: l'entusiasmo e la voglia di bloccare questa riforma sono emersi con una determinazione e una consapevolezza degli obiettivi e delle pratiche di lotta che, dopo un autunno sterile, fanno presagire una primavera all'insegna del conflitto.

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