Pisa: licenziamenti a camp darby
| Movimento |
Cosa si nasconde dietro i licenziamenti a camp
darby?
Comunicato stampa della confederazione cobas di PISA
Sono stati annunciati alcuni licenziamenti alla base militare di Camp Darby.
La prima considerazione è che le basi militari non portano occupazione, del
resto non è la prima volta che le istituzioni locali e nazionali
intervengono per salvaguardare \ ricollocare lavoratori e lavoratrici che
dentro le basi, ricordiamolo sempre, non sono liberi di scegliere la
propria organizzazione sindacale con i sindacati "di sinistra" privi di
agibilità e diritti. Che dire poi della militarizzazione dei territori e i
rischi per la popolazione civile?
La Uil dice che il Comando Usa sta ridimensionando la base militare e per
questo arrivano i licenziamenti. Niente di più falso, semmai sta
diversificando l'uso e la funzione di Camp Darby pensando alla costruzione
di una grande area logistica all'interporto di Guasticce (Livorno), gestita
da qualche multinazionale che opererà alle dipendenze del Pentagono. Non un
parola sulle esternalizzazioni dei servizi operate dal Comando Usa che
preferisce ricorrere a manodopera sottopagata e non a personale di ruolo con
regolare contratto, si preferisce ridurre il numero dei civili che operano
all'interno delle basi militari: un problema di "sicurezza" (che ci fa
preoccupare ancora di più visto che nessuno sa quanti e quali armi siano
presenti nella base tra Pisa e Livorno), ma anche di segretezza visto e
considerato che Camp Darby continua ad essere la base con il più grande
arsenale di armi e svolge una funzione logistica e di supporto a tutte le
missioni militari USA nel Medio Oriente e nei Balcani.
Gli Usa chiedono poi nuove aree da destinare a villaggi per civili e
militari Usa, aree extraterritoriali che determinerebbero un ulteriore
innalzamento dei prezzi delle case in aree dove già oggi un monolocale in
affitto costa 6\700 euro.
Il Governo Berlusconi , ma anche la Regione e gli enti locali, non dicono
una parola sulle reali proposte del Pentagono riguardo l'allargamento di
Camp Darby e sulla proposta di decine di miliardi di dollari da investire
per potenziare la logistica civile, permettendo alla base militare di camp
Darby l'uso del Porto di Livorno, dell'aeroporto, del Fosso dei Navicelli.
Vogliamo maggiore chiarezza anche dalla Regione Toscana che negli anni
passati ha operato scelte non sempre coerenti con la smilitarizzazione dei
territori. Ma quello che desta perplessità è il mancato collegamento tra
licenziamenti annunciati , esternalizzazioni e la privatizzazione a tutto
campo operata dagli Usa, tanto è vero che alcune multinazionali sono
passate dal cibo in scatola e dalle forniture sanitarie al mercato della
guerra guerreggiata. Le Pmc, «compagnie militari private, hanno un giro di
affari pari a 100 miliardi di dollari annui, filiali di aziende quotate in
borsa che ingaggiano mercenari anche in Italia nonostante la legge lo
proibisca.
Un modello economico e sociale, quello americano che entusiasma la Uil e il
centrodestra (ma anche settori dell'Unione), eppure sono sotto i nostri
occhi le tragiche immagini dell'America sommersa dall'Uragano, migliaia di
morti e di sfollati, una protezione civile inesistente, l' esercito che
interviene a ripristinare l'ordine prima ancora di soccorrere le migliaia di
uomini e donne senza casa, assistenza e cibo.
Confederazione Cobas di Pisa
Tel 0508312172 email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Comunicato stampa della confederazione cobas di PISA
Sono stati annunciati alcuni licenziamenti alla base militare di Camp Darby.
La prima considerazione è che le basi militari non portano occupazione, del
resto non è la prima volta che le istituzioni locali e nazionali
intervengono per salvaguardare \ ricollocare lavoratori e lavoratrici che
dentro le basi, ricordiamolo sempre, non sono liberi di scegliere la
propria organizzazione sindacale con i sindacati "di sinistra" privi di
agibilità e diritti. Che dire poi della militarizzazione dei territori e i
rischi per la popolazione civile?
La Uil dice che il Comando Usa sta ridimensionando la base militare e per
questo arrivano i licenziamenti. Niente di più falso, semmai sta
diversificando l'uso e la funzione di Camp Darby pensando alla costruzione
di una grande area logistica all'interporto di Guasticce (Livorno), gestita
da qualche multinazionale che opererà alle dipendenze del Pentagono. Non un
parola sulle esternalizzazioni dei servizi operate dal Comando Usa che
preferisce ricorrere a manodopera sottopagata e non a personale di ruolo con
regolare contratto, si preferisce ridurre il numero dei civili che operano
all'interno delle basi militari: un problema di "sicurezza" (che ci fa
preoccupare ancora di più visto che nessuno sa quanti e quali armi siano
presenti nella base tra Pisa e Livorno), ma anche di segretezza visto e
considerato che Camp Darby continua ad essere la base con il più grande
arsenale di armi e svolge una funzione logistica e di supporto a tutte le
missioni militari USA nel Medio Oriente e nei Balcani.
Gli Usa chiedono poi nuove aree da destinare a villaggi per civili e
militari Usa, aree extraterritoriali che determinerebbero un ulteriore
innalzamento dei prezzi delle case in aree dove già oggi un monolocale in
affitto costa 6\700 euro.
Il Governo Berlusconi , ma anche la Regione e gli enti locali, non dicono
una parola sulle reali proposte del Pentagono riguardo l'allargamento di
Camp Darby e sulla proposta di decine di miliardi di dollari da investire
per potenziare la logistica civile, permettendo alla base militare di camp
Darby l'uso del Porto di Livorno, dell'aeroporto, del Fosso dei Navicelli.
Vogliamo maggiore chiarezza anche dalla Regione Toscana che negli anni
passati ha operato scelte non sempre coerenti con la smilitarizzazione dei
territori. Ma quello che desta perplessità è il mancato collegamento tra
licenziamenti annunciati , esternalizzazioni e la privatizzazione a tutto
campo operata dagli Usa, tanto è vero che alcune multinazionali sono
passate dal cibo in scatola e dalle forniture sanitarie al mercato della
guerra guerreggiata. Le Pmc, «compagnie militari private, hanno un giro di
affari pari a 100 miliardi di dollari annui, filiali di aziende quotate in
borsa che ingaggiano mercenari anche in Italia nonostante la legge lo
proibisca.
Un modello economico e sociale, quello americano che entusiasma la Uil e il
centrodestra (ma anche settori dell'Unione), eppure sono sotto i nostri
occhi le tragiche immagini dell'America sommersa dall'Uragano, migliaia di
morti e di sfollati, una protezione civile inesistente, l' esercito che
interviene a ripristinare l'ordine prima ancora di soccorrere le migliaia di
uomini e donne senza casa, assistenza e cibo.
Confederazione Cobas di Pisa
Tel 0508312172 email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.




