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Verona: BESTIE SENZA TESTA!

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Movimento
VERONA
LUNEDI' 30: AGGRESSIONE FASCISTA A UN COMPAGNO DEL CSOA LA CHIMICA
SABATO 28: BOTTIGLIA INCENDIARIA CONTRO LA CHIMICA

BESTIE SENZA TESTA!

Ora basta. Ogni gesto di ribellione contro l'oscurantismo fascista
ha dentro di sé una scintilla di libertà, è un assioma che
difenderemo e diffonderemo sempre. Vigliacchi! Ancora 5 contro 1.
Vigliacchi! di notte a viso coperto. La notte di lunedì 30 gennaio,
un compagno del centro sociale la Chimica, all'uscita del concerto
di Massimo Bubola, al teatro filarmonico, è stato vigliaccamente
aggredito da un gruppo di 5 fascisti, che hanno infierito su di lui
con calci e tirapugni, anche una volta caduto a terra. Una modalità
nota di aggressione nonché una manifestazione clamorosa di
vigliaccheria, che dimostra sia l'incapacità di un confronto che non
sia quello della superiorità numerica e della violenza sia la
nullità umana di questi tristi figuri. Due giorni prima, sabato
notte, la Chimica ha subito un attentato incendiario (non
rivendicato ma la matrice è sicuramente fascista) con il lancio di
una bottiglia incendiaria; fortunatamente all'interno c'erano ancora
dei compagni
che sono intervenuti a spegnere l'incendio. Vogliamo sottolineare
che questi eventi si inseriscono in un preoccupante contesto
nazionale: pestaggi ai diversi, nazificazione delle curve da stadio,
escalation di aggressioni ad attivisti e luoghi del movimento
antagonista. Non possiamo far altro che registrare l'inconsistenza
creativa, sociale e politica dei neofascisti. L'unica loro attività
è il proselitismo e l'indottrinamento subdolo allo stadio,
strumentalizzando la curva e la tifoseria di Verona. Alla propria
incapacità reagiscono in maniera scomposta rincorrendo temi, idee e
pratiche a cui non sanno dare alcun contenuto se non quello della
discriminazione, dell'odio e della gerarchia.
I mezzi di comunicazione cittadini accettano come normalità le
azioni razziste e intimidatorie che ormai da mesi affliggono Verona.
Silenzio su: il magrebino legato e gettato in un bidone della
spazzatura e salvato solo per caso; l'africano prelevato da un
gruppo di neofascisti dalla propria casa e pestato a sangue; la
campagna di odio che la destra sta portando avanti, ricattando gli
abitanti del quartiere di San Zeno, costringendoli a firmare
petizioni razziste; le intimidazioni squadriste e della propaganda
razzista e fascista allo stadio (luogo di indottrinamento di
ragazzini); dell'indifferenza con cui vengono tollerate scritte
murali fasciste e naziste. L'aggressione fascista al
consigliere dei verdi Bertani (ottobre 2005) è diventata oggetto di
battute e viene catalogata come una qualsiasi zuffa da bar, così
come le intimidazioni avvenute durante l'elezione del "Papà del
gnocco", quelle quotidiane fatte agli immigrati… Anche da parte
della classe politica c'è una preoccupante diffusa volontà di
rimuovere il problema, per salvare la faccia perbenista della città,
quando invece l'unica maniera per far crescere una coscienza civile
è quella di denunciare i fatti intollerabili. A questo si può certo
aggiungere il numero allucinante di violenze e assassini avvenuti
nel territorio di Verona a danno di prostitute e immigrate, nel
corso degli ultimi anni: questi atti nascono dal terreno putrido
seminato di odio e disprezzo della subcultura fascista e leghista
che arriva a considerare nulla la vita umana di donne e migranti.
Così come i deliri da far west padano, che hanno già provocato un
assassinio a Sandrà. Vogliamo denunciare che le sedi di questi
fomentatori di odio dovrebbero essere chiuse perché la storia e la
coscienza civile hanno già detto NO alla loro assurdità. Vogliamo
denunciare giornali e mass media che hanno fatto passare un losco
figuro come Mancini, da tutti conosciuto come picchiatore e
agitatore razzista tra i più ributtanti, come un mite agnellino,
bravo lavoratore che ha tentato di sedare una rissa (nel corso della
quale gli si è sbucciato un dito; il fatto è poi passato come
accoltellamento, parificato dai giornali al tentato omicidio e alle
centinaia di coltellate subite da compagni in luglio, a volto
S.Luca). Siamo stanchi di ascolatre parole di rassegnazione alla
soffocante alleanza tra vecchia e nuova destra, leghismi,
integralismo cattolico. E' il momento di costruire una risposta
articolata e organizzare legami fra diverse forze sociali e
culturali che devono saper valorizzare la condivisione
dell'antifascismo e
saper costruire coesione sociale con nuove lotte portate avanti con
creatività, intelligenza. Cos'è il fascismo? Corriamo il rischio di
definire fascismo tutto ciò che ci fa ribrezzo, identificarlo come
partito dell'imbecillità, della violenza e del male. E questo non
funziona. I fascismi possono essere ricondotti all'ossessione
dell'identità nazionale e/o etnica, dell'appartenenza, dell'origine,
della
riconoscibilità. Da questo deriva la rigidità, il rifiuto del
diverso, della tenerezza e dell'ironia. Questa ossessione cresce
perché il nostro è il tempo della contaminazione vivificante, del
meticciamento, della transcultura. La reazione disorientata dei
fascisti è data dalla pulsione a riconoscersi come identici,
identificabili, appartenenti a una comunità (di fede, razza,
linguaggio…). Soltanto l'origine fa fede dell'appartenenza e come
sappiamo l'origine è un'illusione, una leggenda, un'attribuzione più
o meno condivisa ma infondata. Tutti proveniamo da una storia di
incroci e contaminazioni. La sensibilità che si contrappone al
fascismo, e a pensieri e pratiche reazionarie, deve essere
molteplice, contrastare le sue dinamiche sul piano comunicativo e
creativo ma quand'è necessario non rinunciare alla contrapposizione
fisica; ma saprà andare oltre: costruire spazi di libertà e
ricombinare socialità, desideri, culture e forze: questo è l'impegno
cui devono farsi carico gruppi culturali e forze politiche
antifasciste della città e del territorio. Da parte del csoa La
Chimica questa strada è già intrapresa, progetti di nuove
sensibilità e forme di vita antifasciste e antirazziste:
l'autogestione, la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, la
valorizzazione delle diversità di genere e di desiderio, l'impegno
per la giustizia sociale, contro la
condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la
produzione culturale non sottomessa, la creazione del mercato
autogestito (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi).
Costruire in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza.
Dall'aria all'acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.

CSOA LA CHIMICA, MOTORE RIBELLE ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA, VERONA
 

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