COMUNICATO STAMPA DELL'INIZIATIVA ::RE_STYLING DEL MURO DI CARLO GIULIANI::
| Movimento |
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CON RABBIA CON AMORE*
*CARLO VIVE!*
Nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 settembre, un gruppo di giovani attivisti e artisti ha indetto un presidio, autorizzato dalla Questura, in via Bramante a Milano, davanti al muro che ricorda la morte di Carlo Giuliani, il giovane assassinato dai carabinieri durante il G8 a Genova.
Lo scopo dell'iniziativa era finire il restauro del murales iniziato il 21 luglio 2007, in occasione del sesto anniversario dell'omicidio di Carlo.
La domenica, le pagine milanesi di quasi tutte le testate giornalistiche riportavano le dichiarazioni di alcuni esponenti della giunta comunale milanese, con in testa il vice-sindaco De Corato, che affermano di voler cancellare il murales in via Bramante, a meno di un mese di distanza dalla rimozione, in Darsena, di quello in memoria di Dax, compagno ucciso dalle lame fasciste nel 2003.
Questi muri rappresentano per tutti noi, per Milano e per il movimento internazionale il ricordo collettivo dei nostri compagni assassinati e per questo hanno un valore inestimabile, non solo dal punto di vista artistico.
Cancellarli significa cercare di rimuovere un pezzo di storia, evidentemente sgradita ad alcuni componenti di questa città.
Da una parte i writers vengono invitati dalle istituzioni a partecipare ed organizzare grandi eventi, mentre dall'altra la libertà d'espressione e di agibilità politica vengono messe in discussione, come se solo alcune tematiche potessero essere affrontate, come se solo ad alcuni circoscritti contesti potessero essere relegate le iniziative culturali e artistiche.
Ma arte e memoria storica procedono spesso in parallelo: numerosi sono gli esempi internazionali di graffiti con soggetti politici, spesso, per fortuna, riconosciuti e tutelati anche dalle istituzioni.
Ma a Milano questo non avviene, anzi, in una Milano che aspira a diventare nuova avanguardia europea, le istituzioni scelgono politiche che non fanno altro che limitare la creatività artistica e giovanile, non ponendo la città ai livelli di quelle metropoli europee, come Barcellona e Berlino, prese ad esempio in questi anni dalle varie giunte meneghine.
Sabato 13 ottobre, continuando questa operazione di salvaguardia della memoria storica, saremo in Darsena per rifare il graffito dedicato a Dax e se le autorità decideranno di cancellarlo ancora, come stanno minacciando
di fare col murales per Carlo, li rifaremo più e più volte in altri punti della città.
*Dipingiamo la storia per la memoria!
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CON RABBIA CON AMORE*
*CARLO VIVE!*
Nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 settembre, un gruppo di giovani attivisti e artisti ha indetto un presidio, autorizzato dalla Questura, in via Bramante a Milano, davanti al muro che ricorda la morte di Carlo Giuliani, il giovane assassinato dai carabinieri durante il G8 a Genova.
Lo scopo dell'iniziativa era finire il restauro del murales iniziato il 21 luglio 2007, in occasione del sesto anniversario dell'omicidio di Carlo.
La domenica, le pagine milanesi di quasi tutte le testate giornalistiche riportavano le dichiarazioni di alcuni esponenti della giunta comunale milanese, con in testa il vice-sindaco De Corato, che affermano di voler cancellare il murales in via Bramante, a meno di un mese di distanza dalla rimozione, in Darsena, di quello in memoria di Dax, compagno ucciso dalle lame fasciste nel 2003.
Questi muri rappresentano per tutti noi, per Milano e per il movimento internazionale il ricordo collettivo dei nostri compagni assassinati e per questo hanno un valore inestimabile, non solo dal punto di vista artistico.
Cancellarli significa cercare di rimuovere un pezzo di storia, evidentemente sgradita ad alcuni componenti di questa città.
Da una parte i writers vengono invitati dalle istituzioni a partecipare ed organizzare grandi eventi, mentre dall'altra la libertà d'espressione e di agibilità politica vengono messe in discussione, come se solo alcune tematiche potessero essere affrontate, come se solo ad alcuni circoscritti contesti potessero essere relegate le iniziative culturali e artistiche.
Ma arte e memoria storica procedono spesso in parallelo: numerosi sono gli esempi internazionali di graffiti con soggetti politici, spesso, per fortuna, riconosciuti e tutelati anche dalle istituzioni.
Ma a Milano questo non avviene, anzi, in una Milano che aspira a diventare nuova avanguardia europea, le istituzioni scelgono politiche che non fanno altro che limitare la creatività artistica e giovanile, non ponendo la città ai livelli di quelle metropoli europee, come Barcellona e Berlino, prese ad esempio in questi anni dalle varie giunte meneghine.
Sabato 13 ottobre, continuando questa operazione di salvaguardia della memoria storica, saremo in Darsena per rifare il graffito dedicato a Dax e se le autorità decideranno di cancellarlo ancora, come stanno minacciando
di fare col murales per Carlo, li rifaremo più e più volte in altri punti della città.
*Dipingiamo la storia per la memoria!
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