Joomla TemplatesBest Web HostingBest Joomla Hosting
Login
Calendario Eventi
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3
Statistiche
Total Members : 2892
Members Online : 0
Top List
Feed RSS

Sottoscrivi il feed

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

palazzina laf ILVA

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Movimento
Dossier sulla palazzina laf
la cronaca di una grande lotta e di una grande vittoria
imposta dai lavoratori con l'appoggio del solo slai cobas per il sindacato
di classe

richiedere a

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Confermata la sentenza d'appello che aveva
condannato 11 persone dello stabilimento
siderurgico di Taranto per aver confinato 60
lavoratori nella ex palazzina Laf.

TARANTO - La sesta sezione penale della
Cassazione ha confermato la sentenza della Corte
di appello di Taranto che aveva condannato undici
persone, fra titolari, dirigenti e quadri dello
stabilimento Ilva, per la vicenda di mobbing
riguardante 60 lavoratori che nel 1998 vennero
confinati nella ex palazzina Laf del siderurgico.
Gli imputati rispondono di tentata violenza
privata e, tre di loro, fra cui il presidente del
consiglio di amministrazione dell’Ilva, Emilio
Riva, e il direttore dello stabilimento di
Taranto, Luigi Capogrosso, anche di frode
processuale. Fra due mesi per i reati sarebbe intervenuta la prescrizione.
L’unica riduzione di pena - da un anno e dieci
mesi ad un anno e sei mesi di reclusione - è
stata concessa ad Emilio Riva; confermata invece
la condanna a un anno e otto mesi per Capogrosso.
In primo grado, il 7 dicembre 2001, i giudici
avevano condannato entrambi a due anni e tre mesi
di reclusione ciascuno. Per gli altri imputati le
pene variano tra i quattro mesi e un anno e tre
mesi di reclusione (pena sospesa).
La Cassazione ha inoltre confermato la condanna
degli imputati al risarcimento dei danni in
separata sede in favore della Uil e di nove
lavoratori all’epoca ’mobbizzatì (assistiti dagli
avvocati Carlo Petrone, Adelaide Uva, Franco De
Feis, Luca Balistreri e Stefano Sperti), che si erano costituiti parte
civile.
Secondo la ricostruzione dell’accusa (l’inchiesta
fu condotta dal procuratore aggiunto Francesco
Sebastio e dal sostituto procuratore Alessio
Coccioli), la dirigenza dell’Ilva collocò nella
ex palazzina Laf, senza alcune mansione, i
lavoratori maggiormente sindacalizzati; una
situazione che provocò ad alcuni di loro anche
conseguenze sul piano psichico. Scattata
l’inchiesta della Procura dopo la denuncia degli
stessi lavoratori, dodici persone finirono sotto
processo per tentata violenza privata e frode
processuale. Ipotesi di reato, quest’ultima,
legata ad una ispezione della magistratura nella
palazzina Laf prima della quale l’Ilva mutò lo
stato dei luoghi per far sembrare il reparto più vivibile.

8/3/2006
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna