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Taranto: veronica

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Movimento
  lavoratrici slai coabs /mfpr taranto
ricevono e trasmettono

LABORATORIO PER I DIRITTI DEI MIGRANTI
- COMUNICATO STAMPA -
Storie di ordinaria negazione di diritti
Veronica è una giovane donna ucraina attualmente reclusa nel Centro di
Permanenza Temporanea (CPT) di Restinco. Emblematica la sua storia di
migrante nel nostro così detto “bel paese”.
Veronica arriva in Italia tre anni fa per trovare un lavoro, per tentare
così di dare un avvenire ai suoi due figli. Lavora  a Napoli come badante di
un anziano ottantenne, in nero, di giorno e di notte, con una paga con cui è
difficile arrivare alla fine del mese. Il figlio dell’anziano ottantenne le
assicura, le promette una messa in regola che non arriverà mai!
Veronica prende coraggio e osa chiedere "qualcosa in più per Natale",
ottiene qualcosa in più, qualcosa che però svilisce la sua dignità di essere
umano: un “calcio nel sedere” e i suoi miseri beni gettati per strada. Ma
non è tutto. L’uomo chiama la polizia, dichiara di ospitare Veronica da soli
10 giorni e di non essere affatto al corrente della sua clandestinità. Gli
agenti del Commissariato credono alla versione del “rispettabile” cittadino
italiano, nonostante Veronica dichiari di trovarsi in Italia da anni e di
poterlo dimostrare attraverso numerosi testimoni oltre che con il possesso
della tessera sanitaria. Il Prefetto di Napoli, a quel punto, emette il
decreto di espulsione. Risultato: Veronica è reclusa nel CPT di Restinco, a
pochi chilometri da Brindisi. Tutto questo non è giusto!
La sorte di Veronica è nelle mani di un giudice di pace di Napoli , è stato
infatti presentato un ricorso al decreto di espulsione e l´udienza è fissata
per il 24 gennaio.
La situazione di Veronica è quella di migliaia di donne e di uomini che
raggiungono l´Italia per cercare un lavoro e condizioni di vita dignitose.
Da una parte essi vivono il trauma dello sradicamento dalla propria terra,
abbandono doloroso degli affetti e della propria cultura, dall’altra sono
spesso vittime di una realtà in cui precarietà, ricatto e sfruttamento sono
all’ordine del giorno.
Per quanto, infatti, i fenomeni migratori interessino le nostre città da più
di vent’anni, nessuna politica di accoglienza è attualmente predisposta.
Basti considerare che né la legge Bossi-Fini né la precedente
Turco-Napolitano hanno saputo comprendere e affrontare l’essenza del
fenomeno migratorio. Gli immigrati restano drammaticamente invisibili!
Invisibilità imposta da leggi che consentono libertà di movimento a merci e
capitali ma non agli esseri umani. Quello descritto non è un paradosso del
nostro sistema economico ma l'esempio eclatante della sua vera essenza.
Un’essenza che vede il dio denaro, l’economia, gli interessi e le rendite
prevaricare l’essere umano.
La storia di Veronica non dovrebbe apparirci distante. Nelle campagne, nelle
fabbriche o nei supermercati del nostro territorio, infatti, chi trova il
coraggio di ribellarsi a lavoro nero e sfruttamento rischia di perdere ogni
possibilità di lavoro.
Esprimere solidarietà a Veronica e mobilitarsi contro la sua espulsione
significa per tutti noi riappropriarci anche dei nostri diritti.

BRINDISI 21-01-06
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3497568038

Ultimo aggiornamento (Lunedì 30 Gennaio 2006 10:23)

 

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