dall'ilva taranto
| Movimento |
comunicato stampa
con gli operai Ilva
con lo slai cobas per il sindacato di classe taranto
gli operai e lavoratori dello slai cobas dell'ilava ta e della dalmine di
bergamo diffondono in tutti gli stabilimenti
siderurgici italiani un volantino
dopo l'ultima morte operaia all'ilva di taranto
.Da Lunedi 31 ottobre effettueremo un presidio
ai cancelli ddi tutte le fabbriche siderurgiche in cui siamo presenti
per incominciare la mobilitazione in vista dello sciopero sulla siderurgia
previsto per l'8 novembre
i lavoratori esprimono la volontà di una grande manifestazione nazionale a
taranto e lo richiedono a tutte le OO.SS confederali ed extraconfederali
come slai cobas per il sindacato di classe prepariamo per novembre comunque
un convegno operaio con
rappresentanze nazionali delle fabbriche siderurgiche a taranto.
Un altro operaio caduto nella quotidiana guerra dei padroni, tante,troppe
vite spezzate,sacrificate,
per il profitto dei padroni.
Il sistema del profitto della “concorrenza “ che ci espone al rischio della
vita in fabbrica, non merita di esistere questo è scritto sulla scia di
sangue di chi lavora ,ma dove viene perpetrato nella collaborazione
sindacato-padroni-governo a garanzia dei profitti di pochi contro una vita
di sacrificio e morte di molti.
Sono troppi i lavoratori che lasciano la propria vita nelle fabbriche,sono
troppi gli incidenti a cui i lavoratori sono esposti e non è accettabile
come non è accettabile la cappa di silenzio che viene imposta dai mass-media
,dai padroni , dal sindacato
La nostra solidarietà ai lavoratori dell’Ilva di Taranto, che debbono
piangere un’altra morte di un compagno di lavoro ed alla famiglia lontana.
Che anche questo omicidio bianco ci insegni la massima determinazione di cui
siamo capaci per combattere nei nostri rispettivi luoghi di lavoro le
barbarie di una produzione che bada solo al profitto, non ci ritiene uomini
ma solo appendici che devono garantirne la produzione.
Anche nelle nostre fabbriche ,rischiamo la vita capitano incidenti e si
cerca di insabbiarli e dove non siamo fortunati ed un nostro compagno di
lavoro è rimasto ucciso è la determinazione dei lavoratori che lottano e si
organizzano nel cobas a costruire e sostenere gli esposti per non fare
archiviare l'accaduto in morte "accidentale".
Che mettono i padroni siderurgici sotto accusa perchà le morti sono il
frutto dell'organizzazione del lavoro in fabbrica.
I capi sono artefici di questa situazione dove a pochi giorni da questo
omicidio bianco basta rallentare per pochi minuti il lavoro per non mettere
a rischio un compagno di lavoro e si viene perseguitati
La collusione frequente dei delegati alla sicurezza confederali in
fabbrica a generano in fabbrica un sistema di potere e di comando che
schiaccia i lavoratori ad essere solo appendici della produzione.
Per contare in fabbrica perché ci si contrapponga a questo potere serve che
gli operai si autorganizzino direttamente in cobas di fabbrica, si
colleghino nazionalmente tra di loro
serve un sindacato di classe che con
determinazione ed attaccamento difenda le condizioni dei lavoratori
perché non si debba restare a quardare il nostro destino solo come appendici
di una macchina ma si lotti e si impongano condizioni di lavoro che non
siano sacrificio della nostra stessa vita ma ne siano a garanzia.
Perché il lavoro sia progresso per tutti come dovrebbe essere e non
sfruttamento e morte,come è ancora, grazie ai nostri padroni ed il sistema
che li mantiene.
Slai Cobas Ilva e Dalmine
per il sindacato di classe
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
28.Ottobre.2005
con gli operai Ilva
con lo slai cobas per il sindacato di classe taranto
gli operai e lavoratori dello slai cobas dell'ilava ta e della dalmine di
bergamo diffondono in tutti gli stabilimenti
siderurgici italiani un volantino
dopo l'ultima morte operaia all'ilva di taranto
.Da Lunedi 31 ottobre effettueremo un presidio
ai cancelli ddi tutte le fabbriche siderurgiche in cui siamo presenti
per incominciare la mobilitazione in vista dello sciopero sulla siderurgia
previsto per l'8 novembre
i lavoratori esprimono la volontà di una grande manifestazione nazionale a
taranto e lo richiedono a tutte le OO.SS confederali ed extraconfederali
come slai cobas per il sindacato di classe prepariamo per novembre comunque
un convegno operaio con
rappresentanze nazionali delle fabbriche siderurgiche a taranto.
Un altro operaio caduto nella quotidiana guerra dei padroni, tante,troppe
vite spezzate,sacrificate,
per il profitto dei padroni.
Il sistema del profitto della “concorrenza “ che ci espone al rischio della
vita in fabbrica, non merita di esistere questo è scritto sulla scia di
sangue di chi lavora ,ma dove viene perpetrato nella collaborazione
sindacato-padroni-governo a garanzia dei profitti di pochi contro una vita
di sacrificio e morte di molti.
Sono troppi i lavoratori che lasciano la propria vita nelle fabbriche,sono
troppi gli incidenti a cui i lavoratori sono esposti e non è accettabile
come non è accettabile la cappa di silenzio che viene imposta dai mass-media
,dai padroni , dal sindacato
La nostra solidarietà ai lavoratori dell’Ilva di Taranto, che debbono
piangere un’altra morte di un compagno di lavoro ed alla famiglia lontana.
Che anche questo omicidio bianco ci insegni la massima determinazione di cui
siamo capaci per combattere nei nostri rispettivi luoghi di lavoro le
barbarie di una produzione che bada solo al profitto, non ci ritiene uomini
ma solo appendici che devono garantirne la produzione.
Anche nelle nostre fabbriche ,rischiamo la vita capitano incidenti e si
cerca di insabbiarli e dove non siamo fortunati ed un nostro compagno di
lavoro è rimasto ucciso è la determinazione dei lavoratori che lottano e si
organizzano nel cobas a costruire e sostenere gli esposti per non fare
archiviare l'accaduto in morte "accidentale".
Che mettono i padroni siderurgici sotto accusa perchà le morti sono il
frutto dell'organizzazione del lavoro in fabbrica.
I capi sono artefici di questa situazione dove a pochi giorni da questo
omicidio bianco basta rallentare per pochi minuti il lavoro per non mettere
a rischio un compagno di lavoro e si viene perseguitati
La collusione frequente dei delegati alla sicurezza confederali in
fabbrica a generano in fabbrica un sistema di potere e di comando che
schiaccia i lavoratori ad essere solo appendici della produzione.
Per contare in fabbrica perché ci si contrapponga a questo potere serve che
gli operai si autorganizzino direttamente in cobas di fabbrica, si
colleghino nazionalmente tra di loro
serve un sindacato di classe che con
determinazione ed attaccamento difenda le condizioni dei lavoratori
perché non si debba restare a quardare il nostro destino solo come appendici
di una macchina ma si lotti e si impongano condizioni di lavoro che non
siano sacrificio della nostra stessa vita ma ne siano a garanzia.
Perché il lavoro sia progresso per tutti come dovrebbe essere e non
sfruttamento e morte,come è ancora, grazie ai nostri padroni ed il sistema
che li mantiene.
Slai Cobas Ilva e Dalmine
per il sindacato di classe
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
28.Ottobre.2005




