strage di v. Gobetti TARANTO
| Movimento |
LETTERA APERTA AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
Egr. direttore,
Dopo il dolore per la morte di AnnaMaria e delle sue figlie, Cristina e
Rossella, stiamo leggendo, con un certo sconcerto, su alcuni giornali degli
interventi che ora sembrano quasi accantonare la tragica fine, l'assassinio
della donna e di due bambine e indirizzano tutta l'attenzione verso il
marito e padre massacratore, verso i suoi problemi psichici, di depressione,
quasi a voler trovare una "giustificazione", fino ad arrivare a ipotizzare
una certa responsabilità per i problemi dell'uomo da parte della donna che
aveva subito molestie sessuali in ospedale e che giustamente lo aveva
denunciato.
Siamo indignate. Alla fine andrà a finire che la colpa è stata della donna
molestata, della moglie che lo aveva lasciato. Come siamo indignate del
silenzio che vi è stato sulla stampa e televisioni nazionali, quando per
altri avvenimenti si resta e specula sulla notizia per settimane o
addirittura mesi.
Noi donne, purtroppo, in questo massacro della "persona per bene" E.
Brandimarte non vediamo come aspetto principale nessun fatto di "pazzia"; nè
pensiamo che si debba circoscrivere, individualizzare, per trovare le
ragioni solo e soltanto nello stato psichico della persona. Non lo vediamo,
perchè di queste "pazzie" ne succedono contro le donne a centinaia, quasi
una al giorno (per quelle che si sanno), e queste "pazzie" trovano la loro
espressione principale proprio nelle famiglie, nelle famiglie "da cui non te
lo aspetti": i dati nazionali stanno lì a dimostrarlo.
E, allora, forse non si tratta di "pazzi", e ci mettiamo l'animo in pace!
Chi alimenta queste "pazzie"? In questo sistema sociale nonostante sempre
più donne vengono violentate e uccise in famiglia, governi, istituzioni,
Vaticano, e tanti partiti esaltano questa famiglia, attaccano i diritti
acquisiti delle donne, vogliono riportarle nelle condizioni di vita e di
lavoro indietro di decenni; questo non fa che alimentare a livello di massa
una ideologia maschilista in cui l’uomo consideri normale che la moglie, i
figli siano sua proprietà e in cui non è ammissibile che la donna possa
lasciarlo e decidere un’altra vita, come stava facendo Anna Maria, in cui la
famiglia deve apparire all’esterno per bene e normale mentre cova le
peggiori brutalità. Nello stesso tempo di fronte alle violenze, invece di
capire le ragioni sociali, viene diffuso a piene mani un humus “securitario”
per spingere la gente a rinchiudersi ognuna nelle quattro mura, proprio in
quella "quattro mura" in cui le donne trovano più violenza e morte. Così la
“sicurezza” diventa l’insicurezza permanente che uccide.
Noi invece pensiamo che noi donne troviamo la nostra forza quando ci uniamo,
quando usciamo nelle strade e lottiamo, e pensiamo che le donne possano
difendere la loro vita solo se escono dalla prigione che spesso diventa la
casa, la famiglia, quando diventano collettivamente protagoniste di un
cambiamento radicale, pratico e ideologico di questo sistema sociale.
Lavoratrici Slai COBAS per il sindacato di classe.
3475301704
TA. 11.3.08
Egr. direttore,
Dopo il dolore per la morte di AnnaMaria e delle sue figlie, Cristina e
Rossella, stiamo leggendo, con un certo sconcerto, su alcuni giornali degli
interventi che ora sembrano quasi accantonare la tragica fine, l'assassinio
della donna e di due bambine e indirizzano tutta l'attenzione verso il
marito e padre massacratore, verso i suoi problemi psichici, di depressione,
quasi a voler trovare una "giustificazione", fino ad arrivare a ipotizzare
una certa responsabilità per i problemi dell'uomo da parte della donna che
aveva subito molestie sessuali in ospedale e che giustamente lo aveva
denunciato.
Siamo indignate. Alla fine andrà a finire che la colpa è stata della donna
molestata, della moglie che lo aveva lasciato. Come siamo indignate del
silenzio che vi è stato sulla stampa e televisioni nazionali, quando per
altri avvenimenti si resta e specula sulla notizia per settimane o
addirittura mesi.
Noi donne, purtroppo, in questo massacro della "persona per bene" E.
Brandimarte non vediamo come aspetto principale nessun fatto di "pazzia"; nè
pensiamo che si debba circoscrivere, individualizzare, per trovare le
ragioni solo e soltanto nello stato psichico della persona. Non lo vediamo,
perchè di queste "pazzie" ne succedono contro le donne a centinaia, quasi
una al giorno (per quelle che si sanno), e queste "pazzie" trovano la loro
espressione principale proprio nelle famiglie, nelle famiglie "da cui non te
lo aspetti": i dati nazionali stanno lì a dimostrarlo.
E, allora, forse non si tratta di "pazzi", e ci mettiamo l'animo in pace!
Chi alimenta queste "pazzie"? In questo sistema sociale nonostante sempre
più donne vengono violentate e uccise in famiglia, governi, istituzioni,
Vaticano, e tanti partiti esaltano questa famiglia, attaccano i diritti
acquisiti delle donne, vogliono riportarle nelle condizioni di vita e di
lavoro indietro di decenni; questo non fa che alimentare a livello di massa
una ideologia maschilista in cui l’uomo consideri normale che la moglie, i
figli siano sua proprietà e in cui non è ammissibile che la donna possa
lasciarlo e decidere un’altra vita, come stava facendo Anna Maria, in cui la
famiglia deve apparire all’esterno per bene e normale mentre cova le
peggiori brutalità. Nello stesso tempo di fronte alle violenze, invece di
capire le ragioni sociali, viene diffuso a piene mani un humus “securitario”
per spingere la gente a rinchiudersi ognuna nelle quattro mura, proprio in
quella "quattro mura" in cui le donne trovano più violenza e morte. Così la
“sicurezza” diventa l’insicurezza permanente che uccide.
Noi invece pensiamo che noi donne troviamo la nostra forza quando ci uniamo,
quando usciamo nelle strade e lottiamo, e pensiamo che le donne possano
difendere la loro vita solo se escono dalla prigione che spesso diventa la
casa, la famiglia, quando diventano collettivamente protagoniste di un
cambiamento radicale, pratico e ideologico di questo sistema sociale.
Lavoratrici Slai COBAS per il sindacato di classe.
3475301704
TA. 11.3.08




