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anche all'Ilva vince il NO

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Movimento
Anche all'ILVA il NO è stato in realtà massiccio: se pensiamo che anche dai
dati ufficiali meno di 5 mila (esattamente 4941) su 13.500 operai ha votato
all¹Ilva e su questi il 30% ha votato NO (1435), vuol dire che ben 10 mila
operai dell¹Ilva ha detto NO al referendum farsa e all¹accordo; per non
parlare di brogli veri e propri, come è successo al TUBIFICIO dove gli
operai non hanno potuto votare e poi sono usciti improvvisamente 150 voti
del SI (su questo e altri imbrogli, invitiamo gli operai a denunciarcelo, a
mandare lettere ai giornali); per non parlare che in alcune assemblee i
sindacalisti sono stati contestati o lasciati da soli a parlare.
Ma per le segreterie cgil, cisl, uil questo referendum come e' nato doveva
finire: un referendum da regime in cui mostrare il consenso forzoso al loro
patto col governo.
Per questo hanno utilizzato assemblee blindate in cui era vietato spiegare
le ragioni del NO, minacce e diktat ai delegati scomodi, soprattutto la cgil
di Epifani, fino agli imbrogli delle votazioni e dei dati.
Questo si chiama sindacato governativo, da moderno fascismo.
Questo non ha piu' neanche l'odore di un normale sindacato dei lavoratori.
Ora c'è anche la truffa sulla truffa: ora Epifani, Angeletti e Bonanno,
dicono che il governo vuole modificare in peggio quel protocollo; e allora
SU CHE COSA SI E' CHESTO IL SI?
Di fronte a questo imbroglio, che cosa fa la FIOM nazionale e locale che
aveva detto di votare NO?
Si limita a contare i propri voti, litigando solo su qualche punto in
percentuale in più in meno, accettando di fatto le regole imposte dalla
cgil. Invece di chiamare le grandi fabbriche del NO subito ad aprire una
forte lotta contro l'accordo e il governo, e ad essere l'avanguardia di
tutto il fronte del NO.
A Taranto e all'Ilva poi si fa di peggio! La segreteria Fiusco accetta i
dati dei voti e non dice una parola sul non voto e i brogli denunciati dagli
operai, emargina già prima del referendum i delegati fiom scomodi e più
attivi (compresi i due ex licenziati), imponendo: o dentro, o fuori senza
³copertura sindacale².
OPERAI, SI PUO' ANDARE ANCORA AVANTI IN QUESTA SITUAZIONE?
Qui occorre fare chiarezza sulla possibilità di costruire
all'Ilva e nell¹indotto lo Slai cobas.
Decine e decine di operai all'Ilva e alle ditte dell'appalto, in alcuni
reparti anche centinaia, dicono che ci vuole lo slai cobas in fabbrica,
anche ora hanno denunciato a noi i brogli che stavano avvenendo perchè sanno
che solo lo slai cobas raccoglie le proteste e fa le denunce ­ ma ancora non
si fa il passo di iscrizione per l'organizzazione nei reparti e nelle ditte
dello slai cobas (dato che, chiaramente, possiamo ³entrare² solo se gli
operai si iscrivono allo slai cobas).
PERCHE' QUESTO? Perchè appena qualcosa si muove c'è sempre chi tira
indietro, soprattutto delegati, dicendo che lo slai cobas non è riconosciuto
e non garantisce la copertura, difesa in fabbrica.
La prima cosa è falsa: lo slai cobas è riconosciuto e partecipa a tavoli di
trattativa sia a livello locale, con aziende, anche grandi, a Tavoli presso
il Comune, Prefettura per es. per i lavoratori degli appalti dei servizi, ma
é successo anche sulla sicurezza per l'Ilva; sia a livello nazionale, lo
slai cobas è convocato dalla Presidenza del Consiglio (il Prof. Boccia,
consigliere economico di Prodi ha dovuto dire che a Taranto non si può fare
a meno di convocare lo slai cobas). Lo slai cobas ha tenuto in scacco
quest'estate tutte le istituzioni e mezza città, non facendo passare
centinaia di mobilità e licenziamenti già approvati da cgil, cisl e uil, ha
fatto modificare provvedimenti del governo, ecc
Circa la seconda questione, oggi sono Fim, Uilm e la stessa Fiom che NON
garantiscono neanche la difesa minima degli operai in fabbrica. Altrimenti
tra gli operai non nasceva l'esigenza dei cobas! Riva continua a fare ciò
che vuole, dov'è la difesa grande o piccola?! Fino a prova contraria Riva ha
avuto batoste vere solo dall'azione di gruppi di operai e dello slai cobas,
con condanne in Tribunale su sicurezza, Nuova siet, nella stessa vicenda
³Pal. Laf².
Certo che la situazione non è facile, ma quando è stato possibile fare
qualcosa, su mensa e cambio tuta per es., i sindacati l¹hanno impedito;
anche i pochissimi delegati attivi non possono pretendere di avere il
'piatto pronto' e di muoversi solo 'sotto copertura'; così si gestisce al
massimo il piccolissimo problema mentre l'edificio sta bruciando, così si
contribuisce a non far nascere mai il nuovo all'Ilva, si diventa di fatto
propagandisti della ³forza di Riva², e non si fa nessun passo per costruire
la forza degli operai.
Quando il sindacato diventa da regime, bisogna ricostruire dalle fabbriche
il sindacato degli operai, perche' c¹e¹ bisogno di un vero sindacato di
classe.

A chi è stanco di questa situazione, diciamo: ORA bisogna iscriversi allo
slai cobas (non c'è un minimo di iscrizioni per ufficializzarne la presenza
in Ilva e alle ditte). Questo è il primo passo, insieme poi affronteremo i
problemi organizzativi, dei rappresentanti di reparto, della presenza nelle
rsu.

SLAI COBAS Ilva/appalto- v. Rintone, 22 TA - 0994792086 - 3475301704 -
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