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VIGILANZA OPERAIA DEI MIGRANTI E DEGLI INDIGENI UNITI

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Movimento

STRUTTURE MISTE DI VIGILANZA OPERAIA E POPOLARE CONTRO LA CRIMINALITA' DI
OGNI COLORE (17 Febbraio 2010)

Gli scontri interetnici di viale Padova a Milano sono il nuovo brodo di
coltura di una campagna sicuritaria contro i migranti. Gli stessi ambienti
dominanti che gestiscono le politiche di emarginazione e oppressione dei
migranti, provano a indirizzare contro di essi i risultati delle proprie
politiche. Gli stessi propugnatori delle politiche dei ghetti, recitano "lo
scandalo" per il degrado dei ghetti, e invocano "pulizia".
E' un campionario di ipocrisia. La verità è che quanto è accaduto in viale
Padova è lo specchio delle politiche reazionarie che centrodestra e
centrosinistra hanno praticato contro i migranti, dentro le ciniche leggi
del mercato. L'esclusione sociale spinge tanti migranti a ripiegare
nell'appartenenza etnica e comunitaria, in ricorrente contrapposizione ad
altre comunità migranti. Il sovraffollamento in piccole stanze , gli
ostacoli ai ricongiungimento familiare, il degrado sociale spingono i
migranti verso la strada, talvolta verso la pratica delle bande e delle
gang, a difesa del "proprio" territorio. Miseria e disoccupazione gettano
una parte di loro fra le braccia della vera e propria criminalità ( italiana
e "straniera") che penetra nelle comunità, vi recluta propri fiduciari e
teste di ponte, vi introduce nuovi codici gerarchici di ricatto e comando.
Il risultato è che parte grande di migranti vive non solo l'oppressione di
leggi reazionarie e gli abusi quotidiani della polizia, ma anche angherie e
soprusi di bande e di gang della propria comunità o di comunità etniche
"rivali".
Le classi dominanti sfruttano le contrapposizioni etniche tra migranti come
ulteriore strumento della loro disgregazione; usano di fatto la malavita
quale mezzo di controllo e subordinazione sociale delle comunità migranti
all'ordine costituito; sfruttano ogni episodio criminale che coinvolga i
migranti ( persino quelli che li vedono vittima, come in viale Padova) per
giustificare e rafforzare le leggi reazionarie anti immigrati. Salvo
lanciare sotto elezioni l' immancabile invocazione di "ordine e sicurezza".
Noi crediamo che i lavoratori e il movimento operaio debbano fare l'opposto.
Anche noi chiediamo "pulizia". Ma non la pulizia delle retate poliziesche e
squadriste contro i migranti come vorrebbe Salvini ( Lega). Bensì l' azione
organizzata di strutture miste di lavoratori italiani e migranti contro la
criminalità del quartiere, qualunque sia il suo colore. Contro la
criminalità dello spaccio di droga pesante, italiana o "straniera". Ma anche
contro la criminalità dei proprietari di casa (prevalentemente italiani, ma
non solo) che impongono affitti insostenibili a migranti ammucchiati nelle
loro stamberghe; contro la criminalità multicolore degli sfruttatori di
lavoro nero, italiano e migrante; contro la criminalità degli italianissimi
usurai che fanno ordinario strozzinaggio contro i piccoli esercenti del
quartiere, specie se immigrati; contro la criminalità della malavita,
italiana e "straniera", che impone il pizzo sulle attività di quartiere. E
infine naturalmente contro le provocazioni e aggressioni di bande razziste o
di gang comunitarie, ai danni di lavoratori migranti o italiani.
Alla logica reazionaria della contrapposizione etnica e interetnica
opponiamo la contrapposizione di classe. Alla logica dei rastrellamenti
contro i lavoratori migranti opponiamo il "rastrellamento" dei loro
sfruttatori. Alla logica dell'"appello" alla polizia opponiamo
l'autorganizzazione dei lavoratori migranti e italiani, in piena autonomia
dallo Stato.
MARCO FERRANDO

http://www.pclavoratori.it
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Sez. prov. di Bologna
http://sites.google.com/site/pclbologna
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