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BO:'ennesima indagine contro 12 attivisti

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Movimento
[Precog] *Bologna capitale dell'eversione

ricevo&inoltro.
GMDP
_____________
Bologna capitale dell'eversione?

Da un pò di tempo a Bologna, c'è un brutto clima, e non è solo la cappa
della calda estate emiliana.

E' stato reso pubblico ieri l'avviso di conclusione dell'ennesima indagine
contro 12 attivisti che fanno parte da anni dei movimenti sociali della
città e delle reti del Nord Est.
I capi d'accusa sono diversi ed aggravati dall'ipotesi di eversione.
Alcuni di noi sono già stati colpiti altre due volte da questa pesante
accusa, nell'inchiesta sull'autoriduzione al cinema Capitol dell'ottobre
2004 e nel caso dello sgombero di System_Error in zona universitaria che
il 18 maggio portò agli arresti di tre attivisti del collettivo
"Passepartout".

Tutti i provvedimenti fanno il paio con il giro di vite e la
normalizzazione della vita politica secondo i canoni della "legalità"
proposto dallo sceriffo Cofferati.

Le nuove accuse si riferiscono ai tafferugli avvenuti in Stazione Centrale
a Bologna mentre centinaia di persone, contrattando un'autoriduzione del
prezzo del biglietto, si dirigevano al treno per recarsi a Roma alla
manifestazione dei precari e delle precarie del 6 novembre 2004. In quella
occasione la polizia bloccò le persone nel sottopassaggio e, dopo alcuni
momenti di tensione ed una carica immotivata e gratuita, i manifestanti
riuscirono a raggiungere comunque il treno ed a partire.

La repressione condotta attraverso le leggi speciali del periodo
emergenziale degli anni 70 sta producendo un vertiginoso restringimento
della libertà di agibilità politica e sociale.
Tutti e tre i provvedimenti, che in alcuni casi hanno colpito per tre
volte le stesse persone, vengono dal Pubblico Ministero Paolo Giovagnoli,
ed almeno nel caso che ha condotto agli arresti di maggio, l'aggravante di
eversione è stata sconfessata dallo stesso Tribunale del Riesame di
Bologna, perchè "priva di fondamento logico e giuridico". Eppure questo
ennesimo atto di una parte della Magistratura bolognese insiste sulla
logica della tolleranza zero che criminalizza gli atti di ribellione ed i
percorsi di resistenza e mette una pesante ipoteca sul futuro di quanti
vogliano continuare a fare politica, agire il dissenso ed a lottare per i
diritti, a Bologna e in tutta Italia.

La Procura sembra decisa a continuare su questa linea, ed a scavare un
pericoloso fossato che divide la politica accettabile da quella
carcerabile. Va da sé che la seconda è quella dei "senza" cioè i migranti
senza diritti, i precari senza una casa dignitosa e senza prospettive, i
senza diritto allo studio e senza cultura, i senza voce e senza
rappresentazione mediatica, i senza pace e senza giustizia.

Cioé la maggior parte degli abitanti dell'Italia in questa calda estate
del 2005.
Bologna, 26072005
 

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