Bologna fa piazza pulita: sgomberato il campo nomadi di via Bignardi
| Movimento |
Traferite 123 persone, tra cui 35 bambini e donne incinte
(Fonte: Agenzia Redattore Sociale)
A 40 giorni dall'ingresso di Bulgaria e Romania nell"Unione Europea,
prevista per gennaio 2007, il Comune di Bologna ha fatto sgomberare, alle 5
di questa mattina, il campo nomadi di via Bignardi e dell'area che costeggia
il canale Navile, popolato da rom bulgari e rumeni. Le persone, ora
trasferite in Questura e nelle Caserma dei Carabinieri, sono in tutto 123,
tra cui 35 bambini e 14 donne incinte.
"Questo sgombero - commenta Sebastian Zlotea della Lega per i diritti delle
persone comunitarie, extracomunitarie e dei rifugiati politici - risulta
ancora più disumano se si considera l'ingresso della Romania e della
Bulgaria nell'Unione Europea previsto per l'inizio dell'anno prossimo. Alla
luce di questo, che senso ha continuare a trattare il problema dei rom con
sgomberi, espulsioni e Cpt?". Mentre sono ancora in corso le
identificazioni, infatti, c'è già un aereo pronto a volare verso la Romania,
per riportare a casa gli irregolari. Chi non dovesse poi essere
identificato, come prevede la legge Bossi-Fini, verrà rinchiuso al Cpt,
mentre chi ha già un precedente decreto di espulsione rischia il carcere.
Lo sgombero del campo, nella zona da oltre un anno, è partito da
un'ordinanza del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, per fare fronte, come
si legge nel documento, "a un'area che presenta grandi quantità di rifiuti
abbandonati che generano una situazione di notevole rischio
igienico-sanitario per le persone occupanti e per quelle che vivono e
lavorano nelle aree circostanti". Le ruspe, quindi, questa mattina hanno
spazzato via tutto: "voglio sottolineare - ha spiegato l'avvocato Andrea
Ronchi, che ha seguito la fasi dello sgombero -, che le strutture del campo
sono state demolite e non rimosse come prevede l'ordinanza, e che i beni
all'interno delle baracche sono stati distrutti invece che depositati nei
magazzini comunali".
Insieme alle baracche, quindi, sono stati demoliti anche stufe, oggetti,
pentolame, oltre ai giochi e i ai libri di ragazzini che avevano cominciato
percorsi di inserimento scolastico. "Con questo sgombero - precisa il
consigliere indipendente di Rifondazione, Valerio Monteventi, che insieme
all'Altra sinistra (l'asse Prc-Verdi-Cantiere in Comune) ha subito preso
posizione contro le modalità dell'operazione - si sono gettati via anche
quei percorsi scolastici per i ragazzi, attivati tra mille difficoltà.
Incomincia davvero a filtrare il messaggio politico di una città che mette
in atto un'accoglienza disincentivante". Ora l'Altra sinistra chiede
l'immediata convocazione del tavolo interistituzionale sull'immigrazione per
affrontare il tema e realizzare un progetto per queste persone: per offrire
un tetto agli "sfollati", ad esempio, ci sarebbero le strutture di Borgo
Panigale, dove sorge un villaggio allestito per gli operai impegnati nei
lavori dell'Alta velocità.
(Fonte: Agenzia Redattore Sociale)
A 40 giorni dall'ingresso di Bulgaria e Romania nell"Unione Europea,
prevista per gennaio 2007, il Comune di Bologna ha fatto sgomberare, alle 5
di questa mattina, il campo nomadi di via Bignardi e dell'area che costeggia
il canale Navile, popolato da rom bulgari e rumeni. Le persone, ora
trasferite in Questura e nelle Caserma dei Carabinieri, sono in tutto 123,
tra cui 35 bambini e 14 donne incinte.
"Questo sgombero - commenta Sebastian Zlotea della Lega per i diritti delle
persone comunitarie, extracomunitarie e dei rifugiati politici - risulta
ancora più disumano se si considera l'ingresso della Romania e della
Bulgaria nell'Unione Europea previsto per l'inizio dell'anno prossimo. Alla
luce di questo, che senso ha continuare a trattare il problema dei rom con
sgomberi, espulsioni e Cpt?". Mentre sono ancora in corso le
identificazioni, infatti, c'è già un aereo pronto a volare verso la Romania,
per riportare a casa gli irregolari. Chi non dovesse poi essere
identificato, come prevede la legge Bossi-Fini, verrà rinchiuso al Cpt,
mentre chi ha già un precedente decreto di espulsione rischia il carcere.
Lo sgombero del campo, nella zona da oltre un anno, è partito da
un'ordinanza del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, per fare fronte, come
si legge nel documento, "a un'area che presenta grandi quantità di rifiuti
abbandonati che generano una situazione di notevole rischio
igienico-sanitario per le persone occupanti e per quelle che vivono e
lavorano nelle aree circostanti". Le ruspe, quindi, questa mattina hanno
spazzato via tutto: "voglio sottolineare - ha spiegato l'avvocato Andrea
Ronchi, che ha seguito la fasi dello sgombero -, che le strutture del campo
sono state demolite e non rimosse come prevede l'ordinanza, e che i beni
all'interno delle baracche sono stati distrutti invece che depositati nei
magazzini comunali".
Insieme alle baracche, quindi, sono stati demoliti anche stufe, oggetti,
pentolame, oltre ai giochi e i ai libri di ragazzini che avevano cominciato
percorsi di inserimento scolastico. "Con questo sgombero - precisa il
consigliere indipendente di Rifondazione, Valerio Monteventi, che insieme
all'Altra sinistra (l'asse Prc-Verdi-Cantiere in Comune) ha subito preso
posizione contro le modalità dell'operazione - si sono gettati via anche
quei percorsi scolastici per i ragazzi, attivati tra mille difficoltà.
Incomincia davvero a filtrare il messaggio politico di una città che mette
in atto un'accoglienza disincentivante". Ora l'Altra sinistra chiede
l'immediata convocazione del tavolo interistituzionale sull'immigrazione per
affrontare il tema e realizzare un progetto per queste persone: per offrire
un tetto agli "sfollati", ad esempio, ci sarebbero le strutture di Borgo
Panigale, dove sorge un villaggio allestito per gli operai impegnati nei
lavori dell'Alta velocità.




