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FIRENZE - PER LA LIBERTA’ DI MOVIMENTO

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Movimento
FIRENZE - PER LA LIBERTA’ DI MOVIMENTO

La straordinaria giornata del Bush push out lascia negli occhi e nei cuori i colori e la forza dei centomila contro Bush, Prodi, la guerra globale. Lo stesso movimento, lo stesso linguaggio dello “smash G8” di Rostock: quello dell’autonomia dei movimenti.
Ma nel cuore e negli occhi restano le cariche, gli arresti come quello di Chiara, studentessa di Firenze, prelevata dal corteo e riempita di botte, portata all'ospedale, trasferita in questura, arrestata.
Chiara libera, liberi tutti adesso!
Le compagne, i compagni di Chiara che non si sono fermati a Roma, l’asilo occupato sentono subito la necessità di mobilitarsi e convocano per domenica 10 giugno alle 18, davanti alla Prefettura, un presidio che si trasforma in corteo spontaneo che finisce alla stazione di Firenze per denunciare la gestione delirante di Trenitalia/Ministero degli Interni che ha ritardato e ostacolato per ore gli spostamenti dei manifestanti in arrivo e partenza da diverse città trasformando le stazioni, comprese quelle di Firenze, in zone rosse.
Martedì 12 alla Festa nazionale di Liberazione era in programma il dibattito "La Sinistra che sarà" con la partecipazione di Giordano e Mussi. Un centinaio di compagn@, distribuiva un volantino (le/i manifestanti di Roma)contro la guerra e per il diritto a manifestare dopo i fatti del 9 giugno, si è recato sotto il palco. Dopo un tira e molla sullo striscione il dibattito è stato interrotto e alcuni compagn@ sono saliti sul palco srotolandolo ed intervenendo. Il bailamme successo e gli insulti di qualche rifondato non attenuano il messaggio: rompere il silenzio attorno all'operato del governo (e al ruolo del PRC), disturbare il manovratore, togliere il silenziatore alle critiche al governo "amico".
La moltitudine del corteo, e la solitudine di piazza del Popolo, rappresentano il capolinea politico di un governo che si intestardisce a raddoppiare la base USA di Vicenza, a finanziare spese militari e missioni di guerra/polizia internazionale...
Tutti questi contenuti sono stati riaffermati giovedì 14 giugno con un nuovo presidio contro la guerra globale permanente e per il diritto a manifestare sempre sotto la prefettura con successivo corteo fino alla stazione. La conferma di un desiderio di libertà che accompagna una nuova  stagione di mobilitazioni.
La libertà di movimento si conquista nella sfida continua ai dispositivi del comando, mettendo in gioco i propri corpi nei blocchi alle stazioni o di fronte alle ruspe Tav e Dal Molin,  ai Cpt.
Il prossimo 11 luglio è prevista la prima udienza contro gli arrestati di Roma; sono in arrivo centinaia di procedimenti penali per gli attivisti che hanno conquistato i treni. Battersi per la liberazione di tutti e contro l’accanimento giudiziario, è naturale e giusto.
 

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