incinta licenziata e riassunta
| Movimento |
COMUNICATO STAMPA
Palermo 29 ottobre 2005
Incinta licenziata e riassunta
Finalmente! siamo contente, ma…
A fronte di un’operaia, bracciante agricola stagionale di Villafrati, in provincia di Palermo, riassunta al lavoro, dopo essere stata sospesa perché incinta, tante altre vengono discriminate quotidianamente nei posti di lavoro, e si passa dal semplice invito, più o meno velato, a dimettersi, al licenziamento nudo e crudo, confermando ancora una volta che se gli operai e i lavoratori hanno problemi, le donne nei posti di lavoro, di qualsiasi settore produttivo, questi problemi li hanno raddoppiati, e non è una battuta!
Se solo la metà dei lavoratori è di sesso femminile, se le donne in media guadagnano circa la metà degli uomini (altra “innovazione” confermata dalla legge Biagi), se le angherie subite dalle donne sono sicuramente il doppio, se il mobbing (per molestie sessuali o di altro tipo) sta diventando la norma “scoperta” di recente, è vero oppure no che le donne sono doppiamente oppresse? Sono o no, essenzialmente donne proletarie? Come denunciamo da tempo!
E stiamo ancora parlando di donne ITALIANE, quando si passa alle donne immigrate si deve raddoppiare ancora: “riduzione in schiavitù”!
Tutto ciò dimostra in quale Stato reazionario, soprattutto nei confronti delle donne, viviamo…
Contro tutto questo noi continueremo a lottare e invitiamo le altre donne a seguirci su questa strada, sulla strada della lotta organizzata, impegnandoci anche a costituirci come parte civile negli eventuali processi per difendere gli interessi e i diritti delle donne.
Per le iniziative giovedì 3 novembre h. 17 presso la sede
Lavoratrici Slai Cobas - per il sindacato di classe
Via G. del Duca, 4 - Palermo
Tel/fax 091/6716883 - 340.84029376
Palermo 29 ottobre 2005
Incinta licenziata e riassunta
Finalmente! siamo contente, ma…
A fronte di un’operaia, bracciante agricola stagionale di Villafrati, in provincia di Palermo, riassunta al lavoro, dopo essere stata sospesa perché incinta, tante altre vengono discriminate quotidianamente nei posti di lavoro, e si passa dal semplice invito, più o meno velato, a dimettersi, al licenziamento nudo e crudo, confermando ancora una volta che se gli operai e i lavoratori hanno problemi, le donne nei posti di lavoro, di qualsiasi settore produttivo, questi problemi li hanno raddoppiati, e non è una battuta!
Se solo la metà dei lavoratori è di sesso femminile, se le donne in media guadagnano circa la metà degli uomini (altra “innovazione” confermata dalla legge Biagi), se le angherie subite dalle donne sono sicuramente il doppio, se il mobbing (per molestie sessuali o di altro tipo) sta diventando la norma “scoperta” di recente, è vero oppure no che le donne sono doppiamente oppresse? Sono o no, essenzialmente donne proletarie? Come denunciamo da tempo!
E stiamo ancora parlando di donne ITALIANE, quando si passa alle donne immigrate si deve raddoppiare ancora: “riduzione in schiavitù”!
Tutto ciò dimostra in quale Stato reazionario, soprattutto nei confronti delle donne, viviamo…
Contro tutto questo noi continueremo a lottare e invitiamo le altre donne a seguirci su questa strada, sulla strada della lotta organizzata, impegnandoci anche a costituirci come parte civile negli eventuali processi per difendere gli interessi e i diritti delle donne.
Per le iniziative giovedì 3 novembre h. 17 presso la sede
Lavoratrici Slai Cobas - per il sindacato di classe
Via G. del Duca, 4 - Palermo
Tel/fax 091/6716883 - 340.84029376




