uova palermitane contro Ferrara
| Movimento |
martedì 8 Aprile Palermo
Arriviamo in corso V.Emanuele, una delle vie pricipali del centro storico di
Palermo alle 17,30 e scopriamo che il posto dell'"incontro" non è più
l'Oratorio previsto (veniamo a sapere dopo che la Curia non ha dato il
permesso) e che tutta la baracca si è trasferita in un vicoletto interno di
fronte dove vi è il Nuovo Teatro Montevergini (ex chiesa
sconsacrata).L'ingresso del vicolo naturalmente è già pesantemente
presidiato da poliziotti in divisa e agenti in borghese e il teatro risulta
troppo distante.
Andiamo avanti e cerchiamo di aggirare l'ostacolo entrando in una viuzza
successiva, non presidiata, e arriviamo velocemente nella piazzetta
antistante il teatro già transennata e con un folto cordone di polizia ma lì
la posizione è alquanto favorevole avendo la visuale piena dell'ingresso del
teatro.
Al nostro arrivo i poliziotti iniziano ad agitarsi sbarrando ancora di più
il passaggio, vogliono controllare gli zaini e le borse, non glielo
permettiamo affatto.
Sono intanto le 18,00 e inizia un po' di movimento davanti il teatro,
usciamo allora il nostro striscione largo quanto tutto il vicolo "IL DIRITTO
D'ABORTO NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA" e dei pannelli di carta
con su scritto "LA DONNA NON E' UN'INCUBATRICE IL FETO NON E' UNA PERSONA" "
CI DITE DI FARE FIGLI E POI MANCA IL LAVORO, I SERVIZI. LE CASE",
distribuiamo il volantino a chi nel frattempo si avvicina dal vicolo, alcune
lavoratrici di una scuola vicina si avvicinano e ce lo chiedono.
Arrivano nel frattempo le compagne e i compagni dei centri sociali con
striscioni e pannelli e il vicolo si riempie.
Da lì inizia un coro di slogan che durerà di seguito per circa due ore in
in'atmosfera combattiva e determinata caratterizzata dalla presenza di
diverse/i giovani: " IL CORPO DELLE DONNE NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA
LOTTA" "L'INTEGRALISMO NON E' LONTANO IN ITALIA ABBIAMO IL VATICANO",
FERRARA FERRARA SEI UN MAIALE MA QUALE MORATORIA SEI UN ABORTO SOCIALE",
"ABORTO CALNDESTINO PROFITTI DI MILIONI E' QUESTA LA MORALE DI PRESTI E
PADRONI" "FERRARA CAROGNA RITORNA NELLA FOGNA", "ANTICONCEZIONALI PER NON
ABORTIRE ABORTO LIBERO PER NON MORIRE", "FASCISTA REAZIONARIO STAI ATTENTO
NON HAI FATTO I CONTI CON LE DONNE IN MOVIMENTO"...
Gli slogan diventano ancora più forti all'arrivo dello squadrista
mediatico/politico e scoppia il parapiglia: lancio di uova e fumogeni rossi
accesi, ferrara esce dalla macchina tutto rannicchiato su sè stesso e si
rifugia dentro il teatro, i poliziotti si lanciano subito contro la
transenna spintonandoci e minacciandoci a destra e a manca di rompere teste
e sferrare pugni, cercando di toglierci lo striscione che tenevamo ben alto
e visibile, non ci riescono e rispondiamo al loro attacco tenendo la nostra
posizione e denunciando sempre più forte lo stato di polizia al servizio del
moderno fascismo, clerico fascismo e moderno medioevo che avanza. Tutti
all'unisono "MA QUALE LIBERTA' MA CHE DEMOCRAZIA QUESTO E' UNO STATO DI
POLIZIA".
Ferrara alla fine non è uscito dall'ingresso principale ma è scappato da una
porta laterale.
Dopo aver continuato per un po' a fare slogan e a gridare "VERGOGNA" a chi
usciva dal teatro correndo cercando di schivare il nuovo lancio di uova e
pomodori abbiamo raggiunto velocemente il corso principale bloccando il
traffico per una buona mezz'ora con gli striscioni aperti e spikerando
contro i "fedeli" ferrariani che di corsa si allontanavano dal vicolo.
IL DIRITTO D'ABORTO NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA
movimento femminista proletario rivoluzionario palermo
Arriviamo in corso V.Emanuele, una delle vie pricipali del centro storico di
Palermo alle 17,30 e scopriamo che il posto dell'"incontro" non è più
l'Oratorio previsto (veniamo a sapere dopo che la Curia non ha dato il
permesso) e che tutta la baracca si è trasferita in un vicoletto interno di
fronte dove vi è il Nuovo Teatro Montevergini (ex chiesa
sconsacrata).L'ingresso del vicolo naturalmente è già pesantemente
presidiato da poliziotti in divisa e agenti in borghese e il teatro risulta
troppo distante.
Andiamo avanti e cerchiamo di aggirare l'ostacolo entrando in una viuzza
successiva, non presidiata, e arriviamo velocemente nella piazzetta
antistante il teatro già transennata e con un folto cordone di polizia ma lì
la posizione è alquanto favorevole avendo la visuale piena dell'ingresso del
teatro.
Al nostro arrivo i poliziotti iniziano ad agitarsi sbarrando ancora di più
il passaggio, vogliono controllare gli zaini e le borse, non glielo
permettiamo affatto.
Sono intanto le 18,00 e inizia un po' di movimento davanti il teatro,
usciamo allora il nostro striscione largo quanto tutto il vicolo "IL DIRITTO
D'ABORTO NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA" e dei pannelli di carta
con su scritto "LA DONNA NON E' UN'INCUBATRICE IL FETO NON E' UNA PERSONA" "
CI DITE DI FARE FIGLI E POI MANCA IL LAVORO, I SERVIZI. LE CASE",
distribuiamo il volantino a chi nel frattempo si avvicina dal vicolo, alcune
lavoratrici di una scuola vicina si avvicinano e ce lo chiedono.
Arrivano nel frattempo le compagne e i compagni dei centri sociali con
striscioni e pannelli e il vicolo si riempie.
Da lì inizia un coro di slogan che durerà di seguito per circa due ore in
in'atmosfera combattiva e determinata caratterizzata dalla presenza di
diverse/i giovani: " IL CORPO DELLE DONNE NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA
LOTTA" "L'INTEGRALISMO NON E' LONTANO IN ITALIA ABBIAMO IL VATICANO",
FERRARA FERRARA SEI UN MAIALE MA QUALE MORATORIA SEI UN ABORTO SOCIALE",
"ABORTO CALNDESTINO PROFITTI DI MILIONI E' QUESTA LA MORALE DI PRESTI E
PADRONI" "FERRARA CAROGNA RITORNA NELLA FOGNA", "ANTICONCEZIONALI PER NON
ABORTIRE ABORTO LIBERO PER NON MORIRE", "FASCISTA REAZIONARIO STAI ATTENTO
NON HAI FATTO I CONTI CON LE DONNE IN MOVIMENTO"...
Gli slogan diventano ancora più forti all'arrivo dello squadrista
mediatico/politico e scoppia il parapiglia: lancio di uova e fumogeni rossi
accesi, ferrara esce dalla macchina tutto rannicchiato su sè stesso e si
rifugia dentro il teatro, i poliziotti si lanciano subito contro la
transenna spintonandoci e minacciandoci a destra e a manca di rompere teste
e sferrare pugni, cercando di toglierci lo striscione che tenevamo ben alto
e visibile, non ci riescono e rispondiamo al loro attacco tenendo la nostra
posizione e denunciando sempre più forte lo stato di polizia al servizio del
moderno fascismo, clerico fascismo e moderno medioevo che avanza. Tutti
all'unisono "MA QUALE LIBERTA' MA CHE DEMOCRAZIA QUESTO E' UNO STATO DI
POLIZIA".
Ferrara alla fine non è uscito dall'ingresso principale ma è scappato da una
porta laterale.
Dopo aver continuato per un po' a fare slogan e a gridare "VERGOGNA" a chi
usciva dal teatro correndo cercando di schivare il nuovo lancio di uova e
pomodori abbiamo raggiunto velocemente il corso principale bloccando il
traffico per una buona mezz'ora con gli striscioni aperti e spikerando
contro i "fedeli" ferrariani che di corsa si allontanavano dal vicolo.
IL DIRITTO D'ABORTO NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA
movimento femminista proletario rivoluzionario palermo




