RICOLLOCATA LA LAPIDE DEDICATA A PINELLI
| Movimento |
RICOLLOCATA LA LAPIDE DEDICATA A PINELLI
Dopo l'incursione ad opera dei "vandali" comandati dal sindaco di
Milano Albertini, è stata ricollocata la lapide originale dedicata a
Giuseppe Pinelli nell'ambito di un presidio al quale hanno
partecipato centinaia e centinaia di persone.
Era necessario ristabilire la verità storica: l'assassinio di
Pinelli è strettamente legato alla strage di Stato del 12 dicembre
1969 e alle altre che seguirono con l'obiettivo reazionario di
piegare il movimento dei lavoratori e di riaffermare un assetto di
potere sempre più autoritario.
Perseguire gli anarchici e coprire la pista dei nazi-fascisti e dei
servizi segreti, non fu un "tragico incidente" bensì una precisa
volontà politica di cui il commissario Calabresi, il questore Guida
(già direttore del confino politico di Ventotene durante il
ventennio fascista) e la magistratura furono espressione, esecutori
ossequiosi di ordini che venivano dal ministro dell'interno e dal
governo in carica.
Di questa volontà politica il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli
fu una vittima: invitato per informazioni in questura, trattenuto
illegalmente e torchiato per tre giorni e tre notti, venne
scaraventato da una finestra del quarto piano.
Il tentativo mistificatorio della sostituzione della lapide dedicata
a Pinelli è avvenuto a distanza di una settimana dalla lugubre
parata fascista di Fiamma Tricolore.
Sicuramente tutto ciò fa parte di una precisa strategia in una
campagna elettorale in cui ogni arma è buona; infatti la partita che
si gioca a Milano e in Lombardia è una partita importante: quando
sono in discussione investimenti grandiosi, quando si disegnano
progetti faraonici, quando si vuole ridisegnare il territorio,
crescono gli appetiti e crescono i conflitti tra chi si vuole
spartire la torta.
E si sviluppa così anche la volontà di creare artificiosamente un
clima di violenza nel tentativo di riproporre all'opinione pubblica
la tesi degli opposti estremismi pur di raccattare un pugno di voti
da usare contro i lavoratori.
Bisogna rispedire al mittente ogni provocazione.
È necessario tenere alta la vigilanza in un momento in cui la classe
politica di questo paese si esprime ogni giorno attraverso il
terrorismo mediatico, la paranoia securitaria, la criminalizzazione
del dissenso sociale e politico in un crescendo di segnali
inquietanti che rimandano direttamente a un rinnovato impiego della
strategia della tensione.
Di fronte ad ogni provocazione la nostra risposta non sarà emotiva,
ma saprà ritorcere contro gli autori tutto il nostro disprezzo per
il potere, la sua violenza e la sua arroganza, attraverso le lotte
per la liberazione sociale, l'autogestione della società, la libertà
e l'uguaglianza fra tutte e tutti.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana -
FAI
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www.federazioneanarchica.org
25/03/2006
Dopo l'incursione ad opera dei "vandali" comandati dal sindaco di
Milano Albertini, è stata ricollocata la lapide originale dedicata a
Giuseppe Pinelli nell'ambito di un presidio al quale hanno
partecipato centinaia e centinaia di persone.
Era necessario ristabilire la verità storica: l'assassinio di
Pinelli è strettamente legato alla strage di Stato del 12 dicembre
1969 e alle altre che seguirono con l'obiettivo reazionario di
piegare il movimento dei lavoratori e di riaffermare un assetto di
potere sempre più autoritario.
Perseguire gli anarchici e coprire la pista dei nazi-fascisti e dei
servizi segreti, non fu un "tragico incidente" bensì una precisa
volontà politica di cui il commissario Calabresi, il questore Guida
(già direttore del confino politico di Ventotene durante il
ventennio fascista) e la magistratura furono espressione, esecutori
ossequiosi di ordini che venivano dal ministro dell'interno e dal
governo in carica.
Di questa volontà politica il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli
fu una vittima: invitato per informazioni in questura, trattenuto
illegalmente e torchiato per tre giorni e tre notti, venne
scaraventato da una finestra del quarto piano.
Il tentativo mistificatorio della sostituzione della lapide dedicata
a Pinelli è avvenuto a distanza di una settimana dalla lugubre
parata fascista di Fiamma Tricolore.
Sicuramente tutto ciò fa parte di una precisa strategia in una
campagna elettorale in cui ogni arma è buona; infatti la partita che
si gioca a Milano e in Lombardia è una partita importante: quando
sono in discussione investimenti grandiosi, quando si disegnano
progetti faraonici, quando si vuole ridisegnare il territorio,
crescono gli appetiti e crescono i conflitti tra chi si vuole
spartire la torta.
E si sviluppa così anche la volontà di creare artificiosamente un
clima di violenza nel tentativo di riproporre all'opinione pubblica
la tesi degli opposti estremismi pur di raccattare un pugno di voti
da usare contro i lavoratori.
Bisogna rispedire al mittente ogni provocazione.
È necessario tenere alta la vigilanza in un momento in cui la classe
politica di questo paese si esprime ogni giorno attraverso il
terrorismo mediatico, la paranoia securitaria, la criminalizzazione
del dissenso sociale e politico in un crescendo di segnali
inquietanti che rimandano direttamente a un rinnovato impiego della
strategia della tensione.
Di fronte ad ogni provocazione la nostra risposta non sarà emotiva,
ma saprà ritorcere contro gli autori tutto il nostro disprezzo per
il potere, la sua violenza e la sua arroganza, attraverso le lotte
per la liberazione sociale, l'autogestione della società, la libertà
e l'uguaglianza fra tutte e tutti.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana -
FAI
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25/03/2006




