MAY DAY: PIÙ LOTTE
MENO BOTTE!
Riteniamo grave e ingiustificabile quanto accaduto ai margini del
moltitudinario e partecipatissimo corteo che ha attraversato Milano
il
pomeriggio del 1° maggio.
Bastonate e botte tra compagni è uno spettacolo a cui non avremmo voluto
assistere!
Pur essendo solo semplici
partecipanti e non organizzatori della May Day,
ci sentiamo vicini e chiediamo scusa ai compagni di Acrobax e di altre
realtà che hanno pagato in
prima persona l’incapacità della piazza
milanese di risolvere diversamente scazzi e litigi.
In questi giorni abbiamo letto e ascoltato diverse
versioni dei fatti, ma
più che soffermarci sulla corretta ricostruzione degli eventi, vorremmo
fosse chiaro a tutti che simili episodi oltre a
svuotare le piazze,
rappresentano un pesante fardello ereditato dal passato, di cui occorre
liberarsi al più presto, da bandire senza
esitazione.
La May Day è sempre stata un occasione per incontrare realtà e soggetti
assolutamente diversi tra loro e probabilmente anche per
questo è così
partecipata.
Parlare di orizzontalità, molteplicità, ricchezza nella diversità, se si è
davvero
sinceri, significa imparare a gestire le divergenze... e sia
chiaro, la diversità non riguarda semplicemente le differenti posizioni
politiche, ma i
soggetti sociali nel loro insieme.
Diverse sono le nostre vite, diversi sono i luoghi ed i modi con cui le
singole esistenze vengono messe in produzione,
diversi sono i soggetti di
questa produzione e mai come ora è necessario ragionare e sperimentare
percorsi e metodologie nuove.
Ridurre il
molteplice all’unico ci sembra un errore, anche se fatto a
colpi di maggioranza, semmai bisognerebbe ricercare il comune senza
“soffocare”
la ricchezza delle singolarità.
Invece lo scontro sul posizionamento dei carri nella May Day, ci sembra
figlio di un agire politico basato soprattutto
sugli eventi, in cui la
ricerca di visibilità (massmediatica) conta più che i percorsi
territoriali.
Saremo strani, ma per noi rimane
centrale come affrontare gli altri 364
giorni, come costruire lotte sul reddito, come realizzare esperienze di
cooperazione altra, come produrre mutamento e
cambiamento delle e nelle
nostre esistenze quotidiane.
Ci piacerebbe che la solita ridondante voce di rappresentanti e portavoce
venisse finalmente
sostituita dal molteplice coro della moltitudine.
Altro che litigare per qualche metro in più... magari nascessero
molteplici esperienze territoriali
diverse dalle nostre, ci sentiremmo più
ricchi, non meno visibili!
Ai litigi per conquistare la testa del corteo, preferiamo i cortei senza
capo ne
coda, assai più utili per veicolare trasversalmente la
comunicazione nella metropoli.
Perché, allora, alla prossima May Day non facciamo una
bella estrazione
(tipo lotteria) in piazza, prima della partenza, in cui si definisce la
disposizione dei carri?
Purtroppo, e speriamo di sbagliarci, ci
sembra che per molti
l’orizzontalità assomigli più ad un vuoto discorso retorico che non ad una
pratica reale e visto il tono di messaggi
e comunicati che girano in rete,
non possiamo certo nascondere la nostra preoccupazione.
Vorremmo evitare di assistere in futuro a cortei che rischiano
di
terminare nello stesso luogo del concentramento, ed anche per questo nei
prossimi giorni ci piacerebbe leggere comunicati, con relativo impegno,
da
parte di tutti/e, ad iniziare dalle situazioni coinvolte, ad evitare in
futuro le botte in piazza tra compagni.
Su questo ci sembra sia davvero
necessario essere chiari!
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