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Cronaca e inno del 4 aprile a Milano

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Cronaca e inno del 4 aprile a Milano


Breve cronaca del presidio che ha cercato di impedire al Ferrara il suo
ignobile comizio a Milano. Circa cento tra compagne e compagni che
andavano e venivano (con un nucleo duro di una 50ina). Ferrara è
costretto a fare comizi blindati nelle sale parrocchiali, a entrare di
soppiatto dalle porte di servizio. Abbiamo cercato di entrare anche
noi, ma un termitaio di
poliziotti (nonostante ci fossime vestite tutte per benino) non ci ha
fatto entrare. Solo due, travestite da madri di famiglia, hanno potuto
accedere. Appena hanno osato contestare Ferrara, sono state sollevate
di forza, identificate e trascinate fuori. Noi con megafoni e
striscione [1] ci siamo sgolate, ci venivano parole d'ordine [2] in
continuazione e armate di prezzemolo abbiamo atteso che la bieca
assemblea dei partecipanti uscisse per far loro l'omaggio floreale.
Ferrara è stato costretto ad uscire da una porta di servizio, quando
siamo accorse l'auto è scattata a tutta velocità e un feccio della sua
scorta privata ha preso un giovane che aveva lanciato un uovo e l'ha
sequestrato per una diecina di minuti dietro un cancello chiuso a cui
non potevamo accedere perchè presidiato da pulotti. Sono stati
costretti a rilasciarlo, ora anche la digos privata di Ferrara è
autorizzata all'arresto, se questo non è fascismo, dimmi tu cos'è. Le
facce di coloro che uscivano dalla sala parrocchiale erano vomitanti
livore contro di noi, ci volevano al rogo. Anche dalle finestre dei
palazzi lì attorno varie famiglie urlavano alla polizia di intervenire,
avevano il terrore che le loro automobili fossero toccate dai giovani.
Le ragazze sono dei cuor di leone, non hanno paura di niente, si sono
lanciate contro la polizia con l'orgoglio di chi sa di essere dalla
parte del giusto. Eravamo in pochi, è vero, ma il cuore e la
combattività non sono mancate. Purtroppo io vivo in questa città,
Milano, blindata dalla finanza, la sua borghesia è qualcosa di
vomitevole, crudele, altezzosa, sprezzante, orribile. Essa ha in mano
la città e per i giovani e i proletari qui è più dura che altrove. Ma
sono tanto felice, abbiamo fatto anche noi, la nostra parte.
---------------
[1] Lo striscione diceva: "Il feto non è persona, l'aborto non è
omicidio (MFPR-Donna Proletaria)".
[2] Tra le tante: "Ferrara non è figlio di Maria, ma è figlio della
CIA"; "aborto libero e gratuito"; "a morte la santa inquisizione";
"fascisti, reazionari, passerete un guaio, noi non torneremo a
prezzemolo e cucchiaio".
Inno cantato sull'aria di bandiera rossa:
Avanti donne
alla riscossa
la moratoria
la moratoria
avanti donne
alla riscossa
la moratoria noi non la vogliam!
la moratoria noi non la vogliam
la moratoria noi non la vogliam
la moratoria noi non la vogliam!
il Papa e Ferrara noi vogliam castrar!!

emma
circolo femminista donnaproletaria- mi
 

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