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Lo slai cobas non è indagato

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Movimento
SLAI COBAS
sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale ­ www.slaicobas.it

Sede legale: Via Masseria Crispi 4, 80038 Pomigliano d¹Arco (Na), tel.fax:
081/8037023, @mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117, @mail:
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Comunicato stampa
Operazione ³Antiterrorismo²: lo Slai Cobas non è indagato ad alcun titolo

A proposito dell¹inchiesta della magistratura di Potenza sullo ³Slai Cobasper il sindacato di classe² e delle notizie riportate dai mass media dopo le perquisizioni effettuate in alcune città italiane il 16/10/2007, finalizzate a coinvolgere senza alcun fondamento lo Slai Cobas (senza nessun'altra
dizione):

1.    Premesso che lo ³Slai Cobas per il sindacato di classe² non ha niente a che fare con lo Slai Cobas e che la sigla ³Slai Cobas², nonostante nostre ripetute diffide, viene utilizzata da alcuni degli indagati che da anni hanno interrotto qualsiasi rapporto politico e organizzativo con lo Slai Cobas
2.    Premesso che questa diversità organizzativa è nota sia ai mezzi d¹informazione (cui abbiamo chiesto la rettifica ai sensi della legge sulla stampa), sia agli inquirenti (che nonostante ciò nel decreto di perquisizione dell¹11/10/2007 hanno chiesto che la stessa fosse effettuata anche nella nostra sede di Viale Liguria a Milano, come se fosse una sede
dello ³Slai Cobas per il sindacato di classe², ma poi non eseguita)
3.    Premesso che tra gli indagati non vi è nessuno dello Slai Cobas e solamente un nostro iscritto è stato oggetto di perquisizione, ma è estraneo alla vicenda in oggetto

Lo Slai Cobas ritiene che:

1.    Il proprio coinvolgimento nella vicenda non sia semplicemente un caso di ³mala-informazione², ma un tentativo di criminalizzazione dello Slai Cobas per la sua opposizione alle politiche neo-liberiste del governo Prodi e alla concertazione. Criminalizzazione politica che si coniuga alla
repressione padronale con i licenziamenti politici cui sono stati recentemente sottoposti nostri militanti operai negli stabilimenti Fiat di Termoli e Arese, dopo il licenziamento, cassato dalla stessa magistratura, di 8 operai a Pomigliano d¹Arco nel 2006 per la loro opposizione al contratto integrativo dei metalmeccanici.
2.    Il proprio coinvolgimento nella vicenda abbia anche il fine di ostacolare la nostra presenza nelle prossime elezioni RSU del pubblico impiego, diffondendo false notizie su un¹inesistente infiltrazione ³terroristica².
3.    L¹uso dell¹articolo 272 del C.P. (Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale), ereditato dal codice fascista Rocco, permette di perseguire tutti i comunisti addirittura sulla base di un semplice reato di opinione.
4.    L¹uso dell¹articolo 270 bis del C.P. (Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico) non è sorretto da alcun fatto a supporto di un¹imputazione così grave.
5.    Siano inaccettabili sia la campagna di ³disinformazione² a mezzo stampa, sia una tale operazione poliziesca, dispiegata platealmente a livello nazionale. Che queste servano a perseguire quanti si oppongono alle politiche antiproletarie del governo Prodi, a criminalizzare il rifiuto della concertazione, a impedire che i proletari si autorganizzino contro le politiche subordinate agli interessi e alle compatibilità capitaliste, spacciate per ³interessi nazionali².

Lo Slai Cobas, tanto più di fronte a questa vicenda, ribadisce la necessità di una lotta aperta, pubblica, indipendente e di massa dei lavoratori contro le politiche neo-liberiste del centro destra e del centro sinistra, contro la concertazione e per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro dei
proletari, a partire dalla lotta contro la precarietà, per i salari, contro la privatizzazione e la riduzione delle pensioni, per la salvaguardia e l¹estensione dei diritti a tutti i lavoratori.

Milano, 17/10/2007

L¹Esecutivo Nazionale dello Slai Cobas
 

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