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comunicato del cpo fucina sugli ultimi avvenimenti

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Movimento
SBATTI IL
MOSTRO IN PRIMA PAGINA
Fermati, perquisiti, denunciati con capi d’
imputazione ed articoli del codice penale inesistenti, arrestati e
bollati come terroristi, sbattuti sulle prime pagine dei giornali e sui
TG nazionali a pochi giorni dalla partecipatissima manifestazione
popolare contro la costruzione della base militare statunitense del Dal-
Molin a Vicenza.
Questa storia ha riguardato alcuni di noi, militanti
del Centro Popolare “La Fucina” di Sesto San Giovanni, arrestati la
mattina del 14 febbraio nel corso di un attacchinaggio e scarcerati nel
pomeriggio del 17 successivo. Una storia non dissimile da quella che
nel corso di questi anni, a partire da contesti e vicissitudine
differenti, ha riguardato tanti altri compagni che fanno attività
politica, sociale e sindacale, nei territori e nei luoghi di lavoro.
Colpiti dalla repressione, criminalizzati con lo scopo di alimentare il
casus belli, l’allarme terrorismo in questo caso, per far terra
bruciata intorno a chi si batte e fa opposizione in questo paese fuori
dai palazzi del potere.
All’indomani della nostra scarcerazione e
della notevole quantità di notizie-spazzatura apparse nei mass-media
sull’onda della denominata “operazione tramonto” contro quelle che sono
state definite “le nuove BR”, l’azione di linciaggio mediatico è
proseguita ricalcando le funzionali veline stilate dai servizi segreti
di questo paese. Il tentativo di criminalizzare in modo preventivo
tutto ciò che si muove al di fuori e a sinistra delle istituzioni è
proseguito secondo copione, contro molti attivisti politici e
sindacali, organismi di lotta, movimenti d’opposizione popolare e
quindi anche contro la nostra esperienza. L’accusa sostanziale: essere
potenzialmente violenti.
Nonostante il flop dell’allarmismo sulla
manifestazione di Vicenza, dove si auspicavano violenze di piazza che
non si sono verificate, i professionisti della strategia della tensione
non si sono scoraggiati ed hanno proseguito a ricamare con l’intento di
criminalizzare e colpire tutti quelli che, per la loro manifesta
opposizione ad un sistema che sfrutta e fa le guerre di rapina in nome
della “libertà” e della “democrazia”, si battono quotidianamente
promuovendo la denuncia, l’informazione, la mobilitazione e la lotta
quando ne esistono le condizioni.
Il “colpo gobbo” del pericolo
“terrorsmo”, far sviare l’attenzione dai problemi politici e sociali
all’ordine del giorno e creare desolidarizzazione e divisione nei
movimenti di lotta, questa volta, però, non è passato. La grande
manifestazione di Vicenza e la lettura politica degli avvenimenti che
il movimento di opposizione popolare ha espresso lo hanno evidenziato.
Sarà forse che il leit-motiv della “lotta al terrorismo internazionale”
è stata la giustificazione dalle potenze occidentali per scatenare le
guerre imperialiste? Sarà forse che in alcuni momenti della storia del
nostro paese operazioni simili si sono consumate con le stragi di stato
che hanno visto mandanti ed esecutori farla franca? Sarà forse perché
la CIA in questo paese si permette di organizzare rapimenti e di far
spallucce al suo alleato italiano, negando ogni ipotesi di estradizioni
dei suoi agenti, mai chieste peraltro, ed incassa la formale
autorizzazione dal governo Prodi di costruire la base militare USA a
Vicenza? Probabilmente, a questi motivi, ne vano aggiunti molti altri.
Chi, più di altri, ha fatto strumentale uso dell’”allarme terrorismo”
sono stati proprio i politici di questa sinistra liberale, riformista e
sedicente radicale, ed i sindacati compiacenti che invece di difendere
i lavoratori dal continuo attacco alle condizioni di vita e di lavoro,
si slanciano nel mercato finanziario attraverso lo scippo del TFR.
Adesso alcuni di noi oltre ai conseguenti carichi pendenti, sono stati
sospesi dal lavoro, dai loro ruoli sindacali maturati non per
compiacenza di qualche bonzo ma attraverso il favore e la decisione dei
lavoratori. Alla fine di tanto clamore, questa pantomima giudiziaria ha
visto contestarci l’istigazione a delinquere, art. 414, comma 3 e 4 del
c.p. Un’accusa basata su un “pericoloso” corpo di reato, un manifesto
con scritto “GOVERNO DI GUERRA E SFRUTTAMENTO, LA LOTTA NON SI
ARRESTA”. Una decisione, quella del GIP, presa, a nostro avviso, per
salvare la faccia all’operato di DIGOS e polizia.
Le nostre idee le
ribadiremo cento e mille volte ancora, attraverso il nostro impegno
politico, portato avanti nel territorio dopo una giornata di lavoro,
mettendo a disposizione di tale impegno quei pochi soldi che riusciamo
a strappare da un salario già misero di suo ed avvalendoci del sostegno
e della collaborazione di chi partecipa alle attività politiche e
sociali del Centro popolare.
I mercanti della politica, attaccati alle
poltrone e alle pensioni d’oro, che fanno affari e guerre sulla pelle
della gente, non possono insegnarci nulla di civile e realmente
democratico. La crisi politica che li investe, in questo squallido
modello bi-partisan, è legato al fatto che la sinistra è liberale ed
atlantista e che il sindacato è consociativo e competitivo. La
differenza con la destra? Provate a spiegarcela!

Sesto San Giovanni,
01/03/07
C.P.O La Fucina
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VENERDI’ 09-02-07 ore 21 presso
CPO La Fucina
Via Falck 44 Sesto S. Giovanni (MI) – MM1 SESTO FS
PROIEZIONE DEL FILM
“SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA”



Un altro mondo e' possibile... e' il socialismo!

CPO la Fucina
via Falck 44 Sesto san Giovanni (MI)
MM1 Sesto FS e 5 minuti a piedi
 

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