Fuori i compagni antifascisti dalle galere!
| Movimento |
FUORI I COMPAGNI ANTIFASCISTI DALLE GALERE!
Il primo grado del processo, con rito abbreviato, agli antifascisti arrestati l'11 marzo si è concluso con 9 assoluzioni e tutti gli altri condannati a 4 anni.
L'11 marzo diversi compagni scesero in piazza per impedire la marcia della Fiamma Tricolore, una delle frazioni più oltranziste della destra nazionale.
La campagna massmediatica e le prese di posizioni delle forze politiche hanno quasi esclusivamente posto l'accento sui "disordini" provocati dalla contromanifestazione antifascista. Non una parola fu spesa sulla reale violenza: quella propria dell'ideologia reazionaria, xenofoba e razzista, misogina e omofobica dei neofascisti della Fiamma Tricolore. Allo stesso modo, nessuna indignazione fu espressa in merito al fatto che la manifestazione di questi neonazifascisti fosse regolarmente autorizzata dalle istituzioni.
L'obiettivo della lunga carcerazione preventiva per 25 antifascisti, prima e la sentenza, oggi è chiaro: si vuole condannare l'antifascismo per cancellare la Resistenza e i suoi insegnamenti, al fine di costruire un modello di società fondato sulla sopraffazione, l'autoritarismo.
Il processo si è basato su due elementi sproporzionati ed ingiustificati: il reato di devastazione e saccheggio ed il concorso morale, la sentenza a cui si è pervenuti è una sentenza esemplare che, da un lato, condanna l'antifascismo militante e, dall'altro, costituisce un deterrente per tutti gli operai, i proletari, gli antifascisti, le donne che osano ribellarsi, manifestare il proprio dissenso. Condannati perché in piazza! Colpito è stato il diritto di manifestare!
La campagna seguita all'11 marzo ha aggiunto l'ennesimo tassello al "moderno fascismo" che avanza: moderno fascismo che, negli anni scorsi, è stato facilmente individuabile nelle forze fasciste del governo Berlusconi e che, ora, anche se in modi e forme diverse, non cessa di manifestarsi nelle scelte politiche antiproletarie e neo-imperialiste del governo Prodi.
Oggi bisogna mobilitarsi con ancora maggiore determinazione fino alla completa liberazione di tutti gli antifascisti con una campagna che sia effettivamente in grado di contrastare gli attacchi politici, ideologici che si sono scatenati sull'11 marzo e che sono parte integrante dell'humus reazionario, da Moderno Fascismo che si sta affermando!
20/07/06
Proletari comunisti- Milano
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Il primo grado del processo, con rito abbreviato, agli antifascisti arrestati l'11 marzo si è concluso con 9 assoluzioni e tutti gli altri condannati a 4 anni.
L'11 marzo diversi compagni scesero in piazza per impedire la marcia della Fiamma Tricolore, una delle frazioni più oltranziste della destra nazionale.
La campagna massmediatica e le prese di posizioni delle forze politiche hanno quasi esclusivamente posto l'accento sui "disordini" provocati dalla contromanifestazione antifascista. Non una parola fu spesa sulla reale violenza: quella propria dell'ideologia reazionaria, xenofoba e razzista, misogina e omofobica dei neofascisti della Fiamma Tricolore. Allo stesso modo, nessuna indignazione fu espressa in merito al fatto che la manifestazione di questi neonazifascisti fosse regolarmente autorizzata dalle istituzioni.
L'obiettivo della lunga carcerazione preventiva per 25 antifascisti, prima e la sentenza, oggi è chiaro: si vuole condannare l'antifascismo per cancellare la Resistenza e i suoi insegnamenti, al fine di costruire un modello di società fondato sulla sopraffazione, l'autoritarismo.
Il processo si è basato su due elementi sproporzionati ed ingiustificati: il reato di devastazione e saccheggio ed il concorso morale, la sentenza a cui si è pervenuti è una sentenza esemplare che, da un lato, condanna l'antifascismo militante e, dall'altro, costituisce un deterrente per tutti gli operai, i proletari, gli antifascisti, le donne che osano ribellarsi, manifestare il proprio dissenso. Condannati perché in piazza! Colpito è stato il diritto di manifestare!
La campagna seguita all'11 marzo ha aggiunto l'ennesimo tassello al "moderno fascismo" che avanza: moderno fascismo che, negli anni scorsi, è stato facilmente individuabile nelle forze fasciste del governo Berlusconi e che, ora, anche se in modi e forme diverse, non cessa di manifestarsi nelle scelte politiche antiproletarie e neo-imperialiste del governo Prodi.
Oggi bisogna mobilitarsi con ancora maggiore determinazione fino alla completa liberazione di tutti gli antifascisti con una campagna che sia effettivamente in grado di contrastare gli attacchi politici, ideologici che si sono scatenati sull'11 marzo e che sono parte integrante dell'humus reazionario, da Moderno Fascismo che si sta affermando!
20/07/06
Proletari comunisti- Milano
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 20 Settembre 2006 11:52)




