violenza contro le donne
| Movimento |
Comunicato Stampa
E' con estremo dolore e rabbia che, dalle cronache quotidiane, constatiamo la recrudescenza e l'aumento esponenziale degli episodi di violenza contro le donne.
La dettagliata e cruda cronaca di episodi particolarmente efferati, attesta quale sia il livello di marciume di questa società.
Infatti, forme così brutali e diffuse di aggressioni contro le donne, dimostrano chiaramente che non di "raptus" episodici e individuali si tratta, ma delle conseguenze di concezioni maschiliste che, sempre più profondamente, si stanno radicando, anche con il contributo attivo, della Chiesa, di politici ed esponenti istituzionali (attraverso prese di posizione, leggi etc.), di intellettuali e opinionisti che diffondono e avvallano una "cultura" reazionaria e misogina
Siamo consapevoli che è necessario andare oltre la semplice, spontanea solidarietà che ci porta a stringerci al fianco delle tante, troppe donne violentate, massacrate di botte a cui viene negata ogni possibilità, l'idea stessa di diritto di scelta. Non possiamo non vedere, con estrema chiarezza, come sia necessario trasformare il nostro dolore in rabbia organizzata per cambiare lo stato di cose presenti.
Movimento femminista proletario rivoluzionario
C/o Centro Documentazione Proletaria
v. Bolzano, 18-Milano
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; cell: 333/9415168
c/o Slai Cobas per il sindacato di classe
v. S. Bernardino,24 Bergamo
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; cell:340-4694474
E' con estremo dolore e rabbia che, dalle cronache quotidiane, constatiamo la recrudescenza e l'aumento esponenziale degli episodi di violenza contro le donne.
La dettagliata e cruda cronaca di episodi particolarmente efferati, attesta quale sia il livello di marciume di questa società.
Infatti, forme così brutali e diffuse di aggressioni contro le donne, dimostrano chiaramente che non di "raptus" episodici e individuali si tratta, ma delle conseguenze di concezioni maschiliste che, sempre più profondamente, si stanno radicando, anche con il contributo attivo, della Chiesa, di politici ed esponenti istituzionali (attraverso prese di posizione, leggi etc.), di intellettuali e opinionisti che diffondono e avvallano una "cultura" reazionaria e misogina
Siamo consapevoli che è necessario andare oltre la semplice, spontanea solidarietà che ci porta a stringerci al fianco delle tante, troppe donne violentate, massacrate di botte a cui viene negata ogni possibilità, l'idea stessa di diritto di scelta. Non possiamo non vedere, con estrema chiarezza, come sia necessario trasformare il nostro dolore in rabbia organizzata per cambiare lo stato di cose presenti.
Movimento femminista proletario rivoluzionario
C/o Centro Documentazione Proletaria
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