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AL FIANCO DELLA RESISTENZA NO-TAV!

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Movimento
  AL FIANCO DELLA RESISTENZA NO-TAV!
   
  Quella a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane è, indiscutibilmente, una legittima e massiccia resistenza popolare. Il movimento contro il megaprogetto dell’Alta Velocità, con un radicamento valligiano ma -al contempo- un sostegno che va ben aldilà dei confini locali, regionali e nazionali, sta dimostrando che la mobilitazione e la resistenza popolari delle comunità della Val Susa si ergono ogni giorno di più come una poderosa muraglia umana contro la militarizzazione del territorio, le cariche delle forze del disordine e le imposizioni autoritarie dei patrocinatori senza scrupoli di interessi affaristici e speculativi.
  I blocchi stradali, i cortei, i presidi notte e giorno ai cantieri, e le mille altre forme di protesta del movimento contro il TAV dimostrano inappellabilmente che la popolazione valsusina non accetta di veder passivamente squartare la propria valle a colpi di ruspe, perforazioni e manganellate, e che i suoi bisogni reali -così come quelli di chi si batte per un mondo con giustizia sociale- sono diametralmente opposti agli interessi del gran capitale e dei suoi amministratori di turno.
  Conosciamo la caparbietà e la perseveranza della popolazione della Val Susa, pari solo alla sua vocazione solidale coi popoli oppressi che resistono alla barbarie imperialista. In tutti questi anni, diversi rappresentanti del movimento popolare colombiano sono stati ricevuti calorosamente a Susa, Chianocco, Bussoleno, ecc., per denunciare il terrorismo dello Stato colombiano -dal 2002 accentuato dalla politica del mini-fhürer Uribe Vélez- e raccontare le lotte di un popolo che si batte per la sua seconda e definitiva indipendenza. Il caso più recente ed emblematico è quello del giugno scorso, quando al termine di un partecipatissimo corteo contro il TAV partito da Susa e giunto a Venaus, oltre trentamila persone accolsero con un’ovazione straordinaria le parole di un dirigente contadino della Valle del fiume Cimitarra, che denunciò la devastazione ambientale a cui essa è sottoposta dalle fumigazioni aeree con glifosato e dall’impatto dell’estrazione mineraria dell’oro, e che portò
 la solidarietà della sua gente alla lotta dei valsusini per la difesa della loro terra.
  La resistenza del movimento contro il TAV è non solo legittima ma necessaria, al fine d’impedire quest’ennesimo scempio “sviluppista” e riaffermare il diritto delle popolazioni a decidere, direttamente e dal basso, delle loro sorti.
   
  SOLIDARIETA’ ALLA POPOLAZIONE DELLA VAL SUSA!
   
  IL TAV NON PASSERA’!
   
  Associazione nazionale Nuova Colombia
   
  Torino, dicembre 2005

Ultimo aggiornamento (Lunedì 12 Dicembre 2005 14:10)

 

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