Torino e Val Susa: comunicato FAI su sgomberi e TAV
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Torino e Val
Susa: comunicato FAI su sgomberi e TAV
Il clima a Torino e in Val di Susa è sempre più incandescente.
Lunedì mattina con un ingente schieramento di polizia sgombera Alcova e Rosalia, due case occupate da oltre otto anni, la cui inaccettabile "colpa" era trovarsi nel perimetro dei giardini reali, a due passi dalla piazza delle premiazioni olimpiche di febbraio. Queste case, come il Fenix sgomberato e sequestrato a luglio, rischiavano di "sporcare" l'immagine linda del baraccone olimpico, un affare miliardario per i soliti pochi in una città che affonda nella melma del dopo Fiat, tra disoccupazione, lavoro precario e nero, servizi solo per chi paga. Una città dove i migranti muoiono durante "normali" controlli di polizia (quattro in meno di un anno), una città dove gli antifascisti scorazzano con mazze e coltelli mentre gli antifascisti sono criminalizzati.
Nessuno deve turbare gli affari dei soliti noti sotto la Mole e allora, con l'ausilio di una suadente campagna di criminalizzazione mediatica, quest'estate sono partite le grandi manovre repressive. 19 inquisiti, di cui 9 ancora agli arresti domiciliari accusati di devastazione e saccheggio. La loro colpa? Aver tentato di manifestare in centro per denunciare l'aggressione fascista contro due occupanti del Barocchio feriti da una squadraccia fascista che mirava ad uccidere. Contro gli antifascisti e contro gli antirazzisti che un mese prima avevano manifestato in solidarietà ai migranti in rivolta al CPT di Torino, si è scatenata prima la polizia, poi la magistratura. Il potere politico e la stampa hanno fatto il resto. Il sindaco si è distinto nel chiedere lo sgombero dei posti occupati e dei centri sociali e le forze del disordine statale hanno prontamente risposto con otto sgomberi: Osservatorio ecologico per tre volte, LSO,Tortuga, Fenix e, quest'ultima settimana, Alcova !
e Rros
alia. E, a sentire i velinari della questura, pare che non sia ancora finita.
In val Susa, dopo che Lunardi ha fatto saltare l'inciucio tra sindaci, Comunità Montana, e sinistri amministratori di Provincia e Regione, "La Stampa" di ieri annuncia che la parola passa alla celere.
Ma in Val Susa, come a Torino c'è gente che non è disposta a farsi intimorire, che giovedì e venerdì prossimo sarà a Venaus per bloccare, ancora una volta, l'inizio dei lavori.
Chi crede che la repressione basti a fermare le lotte sociali si sbaglia e di grosso: non ha fatto i conti con i tanti che credono che libertà, giustizia sociale, eguaglianza siano parole che hanno senso solo nella pratica quotidiana, solo nella realizzazione concreta, solo nell'azione diretta e non delegata ai politicanti di turno. Si tratti di difendere la propria vita e la propria salute, si tratti di uno spazio liberato murato dalla polizia.
I disperati di Ceuta e Melilla che a centinaia affrontano le pallottole della polizia marocchina e quella del "socialista" Zapatero dimostrano che non c'è muro abbastanza alto, non c'è violenza poliziesca che possa fermare la voglia di essere padroni della propria vita. Questo vale anche a Torino anche in Val Susa.
No agli sgomberi a Torino, no alla galleria TAV a Venaus!
Solidarietà a chi lotta.
Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 Torino
Info:
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338 6594361 oppure 011 857850
Il clima a Torino e in Val di Susa è sempre più incandescente.
Lunedì mattina con un ingente schieramento di polizia sgombera Alcova e Rosalia, due case occupate da oltre otto anni, la cui inaccettabile "colpa" era trovarsi nel perimetro dei giardini reali, a due passi dalla piazza delle premiazioni olimpiche di febbraio. Queste case, come il Fenix sgomberato e sequestrato a luglio, rischiavano di "sporcare" l'immagine linda del baraccone olimpico, un affare miliardario per i soliti pochi in una città che affonda nella melma del dopo Fiat, tra disoccupazione, lavoro precario e nero, servizi solo per chi paga. Una città dove i migranti muoiono durante "normali" controlli di polizia (quattro in meno di un anno), una città dove gli antifascisti scorazzano con mazze e coltelli mentre gli antifascisti sono criminalizzati.
Nessuno deve turbare gli affari dei soliti noti sotto la Mole e allora, con l'ausilio di una suadente campagna di criminalizzazione mediatica, quest'estate sono partite le grandi manovre repressive. 19 inquisiti, di cui 9 ancora agli arresti domiciliari accusati di devastazione e saccheggio. La loro colpa? Aver tentato di manifestare in centro per denunciare l'aggressione fascista contro due occupanti del Barocchio feriti da una squadraccia fascista che mirava ad uccidere. Contro gli antifascisti e contro gli antirazzisti che un mese prima avevano manifestato in solidarietà ai migranti in rivolta al CPT di Torino, si è scatenata prima la polizia, poi la magistratura. Il potere politico e la stampa hanno fatto il resto. Il sindaco si è distinto nel chiedere lo sgombero dei posti occupati e dei centri sociali e le forze del disordine statale hanno prontamente risposto con otto sgomberi: Osservatorio ecologico per tre volte, LSO,Tortuga, Fenix e, quest'ultima settimana, Alcova !
e Rros
alia. E, a sentire i velinari della questura, pare che non sia ancora finita.
In val Susa, dopo che Lunardi ha fatto saltare l'inciucio tra sindaci, Comunità Montana, e sinistri amministratori di Provincia e Regione, "La Stampa" di ieri annuncia che la parola passa alla celere.
Ma in Val Susa, come a Torino c'è gente che non è disposta a farsi intimorire, che giovedì e venerdì prossimo sarà a Venaus per bloccare, ancora una volta, l'inizio dei lavori.
Chi crede che la repressione basti a fermare le lotte sociali si sbaglia e di grosso: non ha fatto i conti con i tanti che credono che libertà, giustizia sociale, eguaglianza siano parole che hanno senso solo nella pratica quotidiana, solo nella realizzazione concreta, solo nell'azione diretta e non delegata ai politicanti di turno. Si tratti di difendere la propria vita e la propria salute, si tratti di uno spazio liberato murato dalla polizia.
I disperati di Ceuta e Melilla che a centinaia affrontano le pallottole della polizia marocchina e quella del "socialista" Zapatero dimostrano che non c'è muro abbastanza alto, non c'è violenza poliziesca che possa fermare la voglia di essere padroni della propria vita. Questo vale anche a Torino anche in Val Susa.
No agli sgomberi a Torino, no alla galleria TAV a Venaus!
Solidarietà a chi lotta.
Federazione Anarchica Torinese - FAI
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