Torino: comunicato sul corteo del 28 luglio
| Movimento |
La Torino che resiste al
fascismo che avanza, al clima di guerra, alle
leggi speciali, alla criminalizzazione dell'opposizione sociale, agli
sgomberi dei posti liberati, alla
devastazione del territorio, alle
leggi razziste, ad un modello di città ancora targato Fiat si è data
appuntamento ieri sera davanti al Fenix
sgomberato. Eravamo in tanti a
gridare che l'antifascismo non si arresta, che gli antifascisti
incarcerati il 20 luglio li vogliamo liberi e subito.
Un corteo comunicativo in cui si sono ritrovate le molte anime in cui si articola l'opposizione sociale sotto la Mole, la dimostrazione che chi crede che Torino sia ormai pacificata, chiusa nella rassegnazione, piegata di fronte ad un presente fatto di precarietà, ingiustizia e repressione ha fatto i conti senza il movimento. Ha fatto i conti senza gli uomini e le donne che vogliono una città diversa e la stanno costruendo.
Il momento è difficile. Siamo in guerra: in nostro nome truppe tricolori occupano il territorio iracheno e quello afgano, contribuendo attivamente ad un bagno di sangue senza fine, che non risponde alla follia integralista, alla barbarie kamikaze, ma la alimenta quotidianamente, cancellando qualsiasi prospettiva di libertà e giustizia. Il terrorismo di stato che bombarda, opprime ed uccide in Iraq e Afganistan, qui, sul fronte della guerra sociale, ruba a ciascuno di noi le esili libertà e tutele di cui godiamo. Le leggi speciali di Pisanu non fermeranno nessun kamikaze ma sono rivolte contro noi tutti, contro quelli che alzano la testa e rifiutano un ordine sociale ingiusto.
Nella Torino preolimpica il governo della città, in concorrenza con i (post) fascisti per una medaglia alle olimpiadi della repressione, ha trovato una magistratura come sempre disponibile, un Tatangelo che da mesi sta avocando a se tutti i processi "politici" in città, che ha tirato fuori accuse al limite del ridicolo pur di cacciare in galera un po' di anarchici e comunisti, pur di sgomberare un posto che esibiva uno striscione in cui si ricordava che "lo stato uccide".
Dopo il corteo del 2 luglio, ieri sera è stata un'importante occasione per dimostrare a Chiamparino, Pisanu e soci che la pacificazione olimpica non passerà, che la repressione non ferma la volontà di chi lotta per un riprendersi in mano il proprio presente e per dare l'assalto al proprio futuro.
I poteri forti in questa città sono avvertiti: non bastano le botte, le cariche, le denunce, la criminalizzazione, il carcere a fermare chi vuole una società di liberi ed eguali.
Libertà per gli antifascisti, libertà per tutti.
Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46
Per info:
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011 857850
338 6594361
Un corteo comunicativo in cui si sono ritrovate le molte anime in cui si articola l'opposizione sociale sotto la Mole, la dimostrazione che chi crede che Torino sia ormai pacificata, chiusa nella rassegnazione, piegata di fronte ad un presente fatto di precarietà, ingiustizia e repressione ha fatto i conti senza il movimento. Ha fatto i conti senza gli uomini e le donne che vogliono una città diversa e la stanno costruendo.
Il momento è difficile. Siamo in guerra: in nostro nome truppe tricolori occupano il territorio iracheno e quello afgano, contribuendo attivamente ad un bagno di sangue senza fine, che non risponde alla follia integralista, alla barbarie kamikaze, ma la alimenta quotidianamente, cancellando qualsiasi prospettiva di libertà e giustizia. Il terrorismo di stato che bombarda, opprime ed uccide in Iraq e Afganistan, qui, sul fronte della guerra sociale, ruba a ciascuno di noi le esili libertà e tutele di cui godiamo. Le leggi speciali di Pisanu non fermeranno nessun kamikaze ma sono rivolte contro noi tutti, contro quelli che alzano la testa e rifiutano un ordine sociale ingiusto.
Nella Torino preolimpica il governo della città, in concorrenza con i (post) fascisti per una medaglia alle olimpiadi della repressione, ha trovato una magistratura come sempre disponibile, un Tatangelo che da mesi sta avocando a se tutti i processi "politici" in città, che ha tirato fuori accuse al limite del ridicolo pur di cacciare in galera un po' di anarchici e comunisti, pur di sgomberare un posto che esibiva uno striscione in cui si ricordava che "lo stato uccide".
Dopo il corteo del 2 luglio, ieri sera è stata un'importante occasione per dimostrare a Chiamparino, Pisanu e soci che la pacificazione olimpica non passerà, che la repressione non ferma la volontà di chi lotta per un riprendersi in mano il proprio presente e per dare l'assalto al proprio futuro.
I poteri forti in questa città sono avvertiti: non bastano le botte, le cariche, le denunce, la criminalizzazione, il carcere a fermare chi vuole una società di liberi ed eguali.
Libertà per gli antifascisti, libertà per tutti.
Federazione Anarchica Torinese - FAI
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