Stato padroni e fiat sata
| Movimento |
STATO E PADRONI CONTRO LE LOTTE DEI LAVORATORI
La decisione del giudice di Melfi di respingere il ricorso di Tonino
Innocenti, ex delegato Rsu della Sata, contro il suo licenziamento
costituisce l¹ennesima dimostrazione che al Tribunale di Melfi esiste una
sorta di ³inquinamento ambientale² a favore della Fiat, e i diritti dei
lavoratori non sono tutelati.
Solo così si può spiegare il fatto che per ben tre volte un licenziamento
palesemente illegittimo, repressivo e intimidatorio, antisindacale viene
confermato.
Gli avvocati della Fiat, nel caso concreto l¹Avv. Amendolito la fa da
padroni e quindi può tranquillamente dichiarare al Tribunale e sulla stampa
con la massima faccia tosta che quello di Innocenti sarebbe stato ³un
atteggiamento arbitrario, aggressivo e sprezzante di tutte le regole² (La
nuova Basilicata 14/7/06), quando questo è stato invece esattamente
l¹atteggiamento della Fiat, in particolare fino alla lotta dei 21 giorni.
Per questo il terzo giudizio negativo lungi dal chiudere la vicenda la deve
riaprire, perchè è assolutamente inaccettabile.
Dobbiamo però rilevare che, al di là delle parole, Tonino Innocenti è stato
lasciato solo, perfino da quella organizzazione, la Fiom, in cui militava
quando è stato licenziato; ed è stato lasciato solo a partire dal 9 maggio,
dall¹accordo dei 21 giorni in cui si doveva imporre il ritiro dei
provvedimenti disciplinari, realmente, primo tra tutti il licenziamento di
Tonino.
Un forte numero di esponenti politici e parlamentari dell¹attuale
maggioranza di governo si sono espressi prima delle elezioni in maniera
solidale con Tonino; ora che sono nel governo e maggioranza parlamentare si
può e si deve pretendere di mettere in atto tutte le iniziative perchè
questa lesione ai diritti dei lavoratori non passi, compresa l¹²arma² di
mandare un¹ispezione al Tribunale di Melfi. Richiesta che ci riserviamo di
fare direttamente noi, dato che non abbiamo nessuna paura di affermare che
questa sentenza oltre che ingiusta è pilotata.
Per questo il Circolo operaio fa appello ai lavoratori e a tutte le
organizzazioni sindacali a prendere iniziative sulla questione. Nello stesso
tempo a settembre svilupperemo una campagna nazionale su questo, come
sull¹altra grave vicenda che riguarda la Fiat Sata.
La scorsa settimana è entrata in una fase ancora più operativa l¹inchiesta
della Procura della Repubblica contro la lotta dei 21 giorni, attraverso
l¹indagine su 18 rappresentanti sindacali, delegati e operai che di quella
lotta, insieme a tanti altri, sono stati protagonisti.
E¹ inaccettabile che una lotta in cui i lavoratori hanno esercitato il
diritto di sciopero ma anche altre forme più dure di protesta, a fronte
della situazione di intollerabile sfruttamento, vessazione, violazione dei
diritti dei lavoratori e della persona, che è stata alla base della rivolta
operaia e scosso il sistema Fiat e interessato i lavoratori di tutto il
paese, venga criminalizzata.
Ancora una volta non è la Fiat e il sistema di dittatura padronale al
servizio del massimo profitto ad essere messo sotto accusa ma i lavoratori.
Lo Stato che ha esercitato contro i lavoratori la violenza della cariche
poliziesche, cioé una violenza legalizzata al ³servizio del privato², padron
Fiat, pretende di accusare i lavoratori di ³violenza privata².
Questa inchiesta deve rapidamente cadere!
Ma per parlare chiaro, essa mostra a chi non l¹avesse capito che lo Stato e
la Fiat non hanno mai digerito la lotta dei 21 giorni e usano l¹inchiesta
giudiziaria come rappresaglia anche allo scopo di scongiurare il ripetersi
di una simile lotta che invece noi pensiamo assolutamente necessaria, perchè
nei risultati quella lotta è stata un¹incompiuta e richiede inevitabilmente
una ³seconda battuta².
Nell¹esprimere la nostra solidarietà a sindacalisti, delegati, operai
inquisiti, riteniamo che effettivamente la cosa non debba passare sotto
silenzio, qualunque sia l¹esito specifico dell¹indagine. Il circolo operaio
anche su questo a settembre svilupperà un¹iniziativa locale e nazionale.
Circolo operaio
Lavello v. G. Fortunato 111
slai cobas per il sindacato di classe
puglia basilicata
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La decisione del giudice di Melfi di respingere il ricorso di Tonino
Innocenti, ex delegato Rsu della Sata, contro il suo licenziamento
costituisce l¹ennesima dimostrazione che al Tribunale di Melfi esiste una
sorta di ³inquinamento ambientale² a favore della Fiat, e i diritti dei
lavoratori non sono tutelati.
Solo così si può spiegare il fatto che per ben tre volte un licenziamento
palesemente illegittimo, repressivo e intimidatorio, antisindacale viene
confermato.
Gli avvocati della Fiat, nel caso concreto l¹Avv. Amendolito la fa da
padroni e quindi può tranquillamente dichiarare al Tribunale e sulla stampa
con la massima faccia tosta che quello di Innocenti sarebbe stato ³un
atteggiamento arbitrario, aggressivo e sprezzante di tutte le regole² (La
nuova Basilicata 14/7/06), quando questo è stato invece esattamente
l¹atteggiamento della Fiat, in particolare fino alla lotta dei 21 giorni.
Per questo il terzo giudizio negativo lungi dal chiudere la vicenda la deve
riaprire, perchè è assolutamente inaccettabile.
Dobbiamo però rilevare che, al di là delle parole, Tonino Innocenti è stato
lasciato solo, perfino da quella organizzazione, la Fiom, in cui militava
quando è stato licenziato; ed è stato lasciato solo a partire dal 9 maggio,
dall¹accordo dei 21 giorni in cui si doveva imporre il ritiro dei
provvedimenti disciplinari, realmente, primo tra tutti il licenziamento di
Tonino.
Un forte numero di esponenti politici e parlamentari dell¹attuale
maggioranza di governo si sono espressi prima delle elezioni in maniera
solidale con Tonino; ora che sono nel governo e maggioranza parlamentare si
può e si deve pretendere di mettere in atto tutte le iniziative perchè
questa lesione ai diritti dei lavoratori non passi, compresa l¹²arma² di
mandare un¹ispezione al Tribunale di Melfi. Richiesta che ci riserviamo di
fare direttamente noi, dato che non abbiamo nessuna paura di affermare che
questa sentenza oltre che ingiusta è pilotata.
Per questo il Circolo operaio fa appello ai lavoratori e a tutte le
organizzazioni sindacali a prendere iniziative sulla questione. Nello stesso
tempo a settembre svilupperemo una campagna nazionale su questo, come
sull¹altra grave vicenda che riguarda la Fiat Sata.
La scorsa settimana è entrata in una fase ancora più operativa l¹inchiesta
della Procura della Repubblica contro la lotta dei 21 giorni, attraverso
l¹indagine su 18 rappresentanti sindacali, delegati e operai che di quella
lotta, insieme a tanti altri, sono stati protagonisti.
E¹ inaccettabile che una lotta in cui i lavoratori hanno esercitato il
diritto di sciopero ma anche altre forme più dure di protesta, a fronte
della situazione di intollerabile sfruttamento, vessazione, violazione dei
diritti dei lavoratori e della persona, che è stata alla base della rivolta
operaia e scosso il sistema Fiat e interessato i lavoratori di tutto il
paese, venga criminalizzata.
Ancora una volta non è la Fiat e il sistema di dittatura padronale al
servizio del massimo profitto ad essere messo sotto accusa ma i lavoratori.
Lo Stato che ha esercitato contro i lavoratori la violenza della cariche
poliziesche, cioé una violenza legalizzata al ³servizio del privato², padron
Fiat, pretende di accusare i lavoratori di ³violenza privata².
Questa inchiesta deve rapidamente cadere!
Ma per parlare chiaro, essa mostra a chi non l¹avesse capito che lo Stato e
la Fiat non hanno mai digerito la lotta dei 21 giorni e usano l¹inchiesta
giudiziaria come rappresaglia anche allo scopo di scongiurare il ripetersi
di una simile lotta che invece noi pensiamo assolutamente necessaria, perchè
nei risultati quella lotta è stata un¹incompiuta e richiede inevitabilmente
una ³seconda battuta².
Nell¹esprimere la nostra solidarietà a sindacalisti, delegati, operai
inquisiti, riteniamo che effettivamente la cosa non debba passare sotto
silenzio, qualunque sia l¹esito specifico dell¹indagine. Il circolo operaio
anche su questo a settembre svilupperà un¹iniziativa locale e nazionale.
Circolo operaio
Lavello v. G. Fortunato 111
slai cobas per il sindacato di classe
puglia basilicata
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.




