contro la precarietà a partire dai call-center e tlc
| Movimento |
Appello per la costruzione di una mobilitazione cittadina
contro la precarietà a partire dai call-center e
settore delle tlc.
Mentre continua la lotta all'UNICAB per il
rispetto della L. 626 e per contratti almeno a tempo determinato , la
USI AIT e i/le collaboratori e le collaboratrici hanno dato vita ad
una sezione sindacale nel più grosso call-center a livello nazionale:
ATESIA del gruppo COS.
Certi e certe che la lotta per rivendicare i
nostri diritti (migliori contratti, applicazione della legge 626/94,
diritti sindacali, ecc ) è stata e sarà dura, perché oltre ai continui
ricatti e attacchi che quotidianamente subiamo, alcuni sindacati
continuano a firmare accordi che non rispecchiano minimamente i bisogni
dei/lle operatori/trici (vedi accordo ASSIRM e per ultimo accordo CGIL,
CISL, UIL dell'undici aprile ad ATESIA), riteniamo importante dare vita
una struttura sindacale autorganizzata.
L'Unione Sindacale Italiana
ci è sembrata vicina alle nostre posizioni di lavoratori e lavoratrici,
per l'esperienza maturata nel precariato nazionale e cittadino (asili
nido e scuole d'infanzia, nelle biblioteche comunali, nei canili
comunali, nelle cooperative sociali).
Da mesi abbiamo assistito e
stiamo assistendo a lotte contro chi ci vuole precari/e dalle
cooperative sociali ai call center, per chi ritiene che la legge
30 non possa essere abrogata.
Nel settore delle telecomunicazioni
e in particolare dei call center constatiamo, in campagna elettorale,
un interesse parziale da parte delle Istituzioni e delle forze
politiche: NOI VOGLIAMO RISPOSTE CONCRETE ALLE NOSTRE RIVENDICAZIONI.
Il quadro che ci si presenta, in una metropoli come Roma, è
estremamente complesso per poter essere risolto con una lotta di
una sola azienda, per quanto grande possa essere. Ci sono centinaia di
“micro” call center organizzati in stanze di appartamento, che
raccolgono migliaia di precari/e, altri che svolgono servizi
pubblici per conto del Comune e di altre Istituzioni pubbliche e
potremmo continuare.
Consapevoli che i percorsi che si sono
sviluppati attraverso le lotte del Collettivo precari ad ATESIA e
quelle del Comitato autorganizzato USI alla UNICAB possano aver aperto
uno spiraglio minimo per poter agire e far valere i nostri diritti,
crediamo che sia necessario costruire per prima cosa un coordinamento
ad ATESIA e nel settore delle tlc, per poi collegarlo alle lotte contro
la precarietà che si stanno sviluppando in vari settori.
Pensiamo
pertanto di proporre a tutte le strutture, ai comitati ai collettivi e
a tutti/e i lavoratori e lavoratrici precari/e la costruzione di una
mobilitazione cittadina - per fine maggio - per porre la richiesta al
nuovo governo Prodi di un reale superamento della condizione di
precarietà e l'abrogazione della legge 30.
Per contatti:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tel. 06 70451981 fax 06 77201444
call.atesia@yahoo.
it
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CO.L.L.
(Comitato delle lavoratrici e lavoratori) UNICAB
Italia S.p.A. aderente all'USI-AIT
C.A.L.L. ATESIA aderente all'USI-AIT
(Comitato autorganizzato lavoratori e lavoratrici
ATESIA)
fotinprop.ViaIside12.Roma.maggio2006
HTTP://WWW.ECN.ORG
contro la precarietà a partire dai call-center e
settore delle tlc.
Mentre continua la lotta all'UNICAB per il
rispetto della L. 626 e per contratti almeno a tempo determinato , la
USI AIT e i/le collaboratori e le collaboratrici hanno dato vita ad
una sezione sindacale nel più grosso call-center a livello nazionale:
ATESIA del gruppo COS.
Certi e certe che la lotta per rivendicare i
nostri diritti (migliori contratti, applicazione della legge 626/94,
diritti sindacali, ecc ) è stata e sarà dura, perché oltre ai continui
ricatti e attacchi che quotidianamente subiamo, alcuni sindacati
continuano a firmare accordi che non rispecchiano minimamente i bisogni
dei/lle operatori/trici (vedi accordo ASSIRM e per ultimo accordo CGIL,
CISL, UIL dell'undici aprile ad ATESIA), riteniamo importante dare vita
una struttura sindacale autorganizzata.
L'Unione Sindacale Italiana
ci è sembrata vicina alle nostre posizioni di lavoratori e lavoratrici,
per l'esperienza maturata nel precariato nazionale e cittadino (asili
nido e scuole d'infanzia, nelle biblioteche comunali, nei canili
comunali, nelle cooperative sociali).
Da mesi abbiamo assistito e
stiamo assistendo a lotte contro chi ci vuole precari/e dalle
cooperative sociali ai call center, per chi ritiene che la legge
30 non possa essere abrogata.
Nel settore delle telecomunicazioni
e in particolare dei call center constatiamo, in campagna elettorale,
un interesse parziale da parte delle Istituzioni e delle forze
politiche: NOI VOGLIAMO RISPOSTE CONCRETE ALLE NOSTRE RIVENDICAZIONI.
Il quadro che ci si presenta, in una metropoli come Roma, è
estremamente complesso per poter essere risolto con una lotta di
una sola azienda, per quanto grande possa essere. Ci sono centinaia di
“micro” call center organizzati in stanze di appartamento, che
raccolgono migliaia di precari/e, altri che svolgono servizi
pubblici per conto del Comune e di altre Istituzioni pubbliche e
potremmo continuare.
Consapevoli che i percorsi che si sono
sviluppati attraverso le lotte del Collettivo precari ad ATESIA e
quelle del Comitato autorganizzato USI alla UNICAB possano aver aperto
uno spiraglio minimo per poter agire e far valere i nostri diritti,
crediamo che sia necessario costruire per prima cosa un coordinamento
ad ATESIA e nel settore delle tlc, per poi collegarlo alle lotte contro
la precarietà che si stanno sviluppando in vari settori.
Pensiamo
pertanto di proporre a tutte le strutture, ai comitati ai collettivi e
a tutti/e i lavoratori e lavoratrici precari/e la costruzione di una
mobilitazione cittadina - per fine maggio - per porre la richiesta al
nuovo governo Prodi di un reale superamento della condizione di
precarietà e l'abrogazione della legge 30.
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(Comitato delle lavoratrici e lavoratori) UNICAB
Italia S.p.A. aderente all'USI-AIT
C.A.L.L. ATESIA aderente all'USI-AIT
(Comitato autorganizzato lavoratori e lavoratrici
ATESIA)
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HTTP://WWW.ECN.ORG




