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La Rosa nel Pugno: arrivederci e grazie

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La Rosa nel Pugno: arrivederci e grazie

Di gc



Mi riempie di gioia e contribuisce alla speranza di stabilità del governo,
il fatto che i radicali (nella foto -
http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=583 - Pannella
in divisa da ustascia croato) siano andati malissimo. Al Senato non hanno
avuto neanche un eletto e alla Camera sono stati marginalizzati dal premio
di maggioranza.
Al Senato dunque non possono vivaddio fare danni. Anche i loro 14 deputati
(tra i quali solo parte sono in quota radicale) alla Camera, non servono.
Possono tornare armi e bagagli da dove erano venuti, ovvero a destra.

Quella della Rosa nel Pugno era un'operazione di Palazzo e probabilmente
perfino di Servizi per inserire nel centrosinistra il partito amerikano per
eccellenza. Se fosse stato numericamente condizionante avrebbe imposto
qualunque guerra al governo di centrosinistra e giustificato perfino l'uso
dell'atomica. Sappiamo che sarebbe stato così. Per fortuna la foglia di fico
della laicità dello stato è stata letta e capita da chiunque come un bluff
dietro il quale l'unica cosa che contava era il neoliberismo più aggressivo.

Negli ultimi quindici giorni, un'insinuante campagna mediatica sosteneva che
votare Rosa nel Pugno era molto di moda soprattutto tra i giovani. La Rosa
veniva venduta come un deodorante ma è finita nel cestino. Non ci sono
cascati gli elettori di sinistra, non ci sono cascati gli elettori radicali
che hanno votato Forza Italia.

Hanno preso mezzo milione di voti, ci hanno fatto vincere il premio di
maggioranza, grazie e arrivederci. Adesso è bene semplificare il quadro e
non alimentare equivoci. O vogliamo ritrovarci Capezzone ministro per le
privatizzazioni? Recuperiamo qualche deputato dello SDI, cooptandolo nel
gruppone dell'Ulivo, e con i radicali nemici come prima.

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(http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=583)
 

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