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Movimento
NO ALLE STRUMENTALIZZAZIONI ELETTORALI DEI BISOGNI E DELLA LOTTA DELLE DONNE


Le organizzatrici della manifestazione del 14 a Milano hanno ben presto
mostrato che cosa loro intendono con lo slogan ³usciamo dal silenzio²:
³Entriamo nel chiasso fastidioso, afono, ripetitivo, estraneo alle esigenze
delle donne della campagna elettorale².
L¹8 marzo, invece, di continuare a lottare, hanno pensato bene di inviare
una ³Lettera aperta alle Œeleggibili¹ e gli Œeleggibili¹ dell¹Unione²,
usando, quindi, la nuova grande mobilitazione delle donne in senso puramente
elettorale. Una lettera per chiedere ai partiti di confrontarsi con le
parole delle donne e perchè mettano a cappello nei loro programmi che "la
libertà femminile è all'origine delle politiche". Cosa costerebbe a un
partito metterla? Visto che neanche si chiede un impegno su cose concrete:
migliorare la 194, eliminando per es. l'obiezione di coscienza, abolire la
Legge 40 e la Legge 30, l'introduzione in tutti gli ospedali della pillola
RU486, ecc. ecc.?
A coloro che, purtroppo molto timidamente, nelle precedenti riunioni a
Milano hanno posto la necessità di vincolare i partiti e gli esponenti
dell¹Unione quantomeno ad impegni concreti, è stato risposto con una
demagogia ipocrita (che le esigenze delle donne non vogliono ridursi alla
lista della spesa, ma devono impregnare tutto il programma), un¹affermazione
che in realtà non dice niente ma di fatto delega ai partiti dell¹Unione e al
nuovo governo la vita delle donne - così ³la parola è alle donne, ma i fatti
li fanno al solito gli altri²!
A fronte di una politica e proposte che vanno già chiaramente contro ciò che
chiedono le donne con le loro lotte da parte dei principali partiti
dell¹Unione (quelli che effettivamente deciderebbero nel futuro governo), la
Lettera rivolge solo delle critiche di cecità. A fronte di una marcia verso
un moderno medioevo clerico-fascista che la politica dei partiti dell¹Unione
non solo non contrasta, ma ne è parte cercando di renderla solo meno
contundente, la Lettera critica i partiti solo di attardarsi ad una visione
della donna come ³soggetto debole². Invece di denunciare ciò che i partiti
dell¹Unione già dicono e fanno ed ³esigere² - come scrivono nella Lettera -
almeno, risultati concreti e verificabili immediatamente, chiedono un
³confronto costante con gruppi e movimenti esistenti² e che (per piacere) le
pratiche politiche delle donne vengano ³riconosciute, sostenute e
considerate².

Non è evidentemente una sorpresa. Le Camusso (dirigente di quella Cgil che
in tanti posti di lavoro firma contratti e accordi che ratificano i
contratti precari, i salari più bassi; con un passato alla Fiat di Œonorata
e continua svendita degli interessi degli operai; elogiata da un
padrone/sforna-omicidi bianchi come Riva...), le giornaliste alla Sarno, le
Œstoriche¹ femministe piccolo borghesi alla Melandri, hanno qualcosa da
difendere in questa società capitalista e quindi non vogliono ³rompere tutte
le catene² ma solo quelle che non permettono a un ceto molto ristretto di
donne di avere più spazio in questa società.
Non è un caso che la vera e sentita richiesta della Lettera, ciò che
effettivamente le Camusso, le Melandri ritengono assolutamente inderogabile,
è ³l¹impegno ad adottare misure immediate (per difendere e migliorare la
194? Per lavoro a tempo indeterminato e salario pieno a tutte le
lavoratrici? Per avere servizi sociali?... NO! NO!) per il conseguimento
delle pari presenza in tutti i campi decisionali a partire dal governo del
Paese²! Ecco la sostanza!
NON permettiamo che la lotta delle donne venga così strumentalizzata e
infangata!
Costruiamo la nostra autonomia. Costruiamo un movimento femminista
proletario rivoluzionario!

MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO
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