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archiviata la querela di Mediaset. E ora?

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Ieri, 30 marzo, l'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova ha deciso l'archiviazione della querela che il Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri aveva presentato contro gli autori del libro "Telestreet macchina immaginativa non omologata".
Con questo si conclude il tentativo farsesco e illiberale compiuto da Mediaset per mettere a tacere una voce di dissenso.

Ma ora deve iniziare un processo di trasformazione radicale del sistema comunicativo del quale debbono farsi promotori i centomila mediattivisti che in questi anni hanno mantenuto aperti canacli di comunicazione libera in un paese soffocato dal monopolio mafioso, e dal conformismo servile.
Nel penoso dibattito elettorale che si sta svolgendo, la coalizione di centrosinistra, paralizzata dalla sua inconsistenza programmatica, non è riuscita ad avanzare alcuna proposta di trasformazione del sistema comunicativo.
Questo è preoccupante, perché proprio sul terreno della comunicazione si sono giocate e si giocheranno le sorti della democrazia italiana. Quando fu in condizione di legiferare sulla questione comunicativa, negli anni tra il 1996 e il 2001, il centro sinistra non ebbe il coraggio di proporre nulla, e lasciò intatto il mostruoso Kombinat di potere economico e mediatico che nel 2001 si impadronì del potere politico e avviò a tempi forzati la demolizione della democrazia sociale e politica.
Il centrosinistra porta una responsabilità grave perché nulla ha fatto per togliere il predominio mediatico dalle mani di quel Kombinat nato dall'illegalità.
Ma non può continuare così. Se una coalizione di centrosinistra governerà il paese nei prossimi anni, la questione della democrazia comunicativa dovrà essere posta al primo posto.

Non dimentichiamo che le costituzioni moderne (e quella Italiana in particolare) sono state scritte quando non erano diffusi i media elettronici, che hanno cambiato profondamente le modalità della comunicazione sociale e della formazione dell'opinione. E' dunque necessaria un'invenzione legislativa e politica. Ma questa invenzione non potrà venire da quei partiti che nel passato hanno mostrato di non conoscere altra logica se non quella della spartizione. Potrà venire da coloro che in questi anni, nonostante l'occupazione pressoché completa dello spazio di comunicazione sociale da parte del Kombinat Mediaset hanno continuato a sperimentare forme di concatenazione comunicativa e hanno svolto un ruolo di critica e di informazione di base.

A partire dal 2002  il circuito Telestreet ha lavorato intorno all'idea di una televisione reticolare e proliferante, sottratta alle influenze del potere economico e pubblicitario.
Da qui dovrà ripartire ogni iniziativa legislativa che non voglia limitarsi a rabberciare il disastro prodotto dall'occupazione mafiosa del sistema comunicativo con un intervento di tipo partitocratico (ri-lottizzazione della RAI) che lascerebbe le cose come sono o forse le peggiorerebbe.
La comunicazione non può essere proprietà dei grandi gruppi economici né può essere un sistema burocratico di stato. Ma per poter mettere in moto un processo di trasformazione reticolare orizzontale e paritaria occorre spostare risorse economiche da chi le ha fin qui sottratte alla comunità verso gli innumerevoli gruppi di autorganizzazione comunicativa che hanno tenuto viva la speranza.
 

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