Parigi chiama, noi rispondiamo
| Movimento |
dalla rivolta della gioventù proletaria delle banlieus alla ribellione
studentesca contro il governo della precarietà
UN CONVEGNO INTERNAZIONALE PROMOSSO DALLE RIVISTE MARXISTE-LENINISTE
MAOISTE
LA NUOVA BANDIERA ITALIA
LE DRAPEAU ROUGE FRANCIA
CON L3APPOGGIO DI
RED BLOCK ITALIA
SECOURS ROUGE FRANCIA
testo dell'appello di convocazione uscito il 13 febbraio 2006 su scala
internazionale e diffuso dal 18 marzo in tutte le manifestazioni in europa
DALLA RIVOLTA DELLE BANLIEUES
ALLA RIVOLUZIONE PROLETARIA
In Francia, nel cuore dei paesi imperialisti, la rivolta delle banlieues ha
sollevato la cappa di piombo che pesava sui giovani dei quartieri popolari.
Ogni partito e le classi che essi rappresentano hanno dovuto prendere
posizione sulla rivolta. Hanno tutti denunciato la violenza, fatto appelli
alla calma. La destra e l'estrema destra lo hanno fatto in forma
reazionaria, fascista. L'insieme dei partiti e organizzazioni ufficiali
della sinistra ed estrema sinistra in forma conservatrice, anticomunista.
Per non dire delle gerarchie religiose, che hanno tentato di "riportare alla
ragione" i giovani.
Per tutti occorreva inquadrare i giovani, occuparli. Occorreva in primo
luogo rafforzare la polizia locale, la sua presenza massiccia, trasformare
tutti in sbirri e usare quanta più gente possibile come confidenti e
delatori. Occorreva mobilitare ogni sorta di animatori per riportare quei
sulla retta via "ragazzi perduti", far loro credere alle promesse di
impiego. In realtà hanno messo in campo un piano di sorveglianza e
repressione di massa, uno stato di polizia.
È la politica di usare "masse contro masse", della collaborazione di classe,
la messa in campo di una forma moderna di fascismo.
La borghesia ha scatenato la guerra contro il proletariato e le masse
popolari, la guerra contro il "terrorismo" non è che un falso pretesto. Si
tratta di una vera e propria guerra a bassa intensità.
La borghesia considera tutti questi riformisti come ragionevoli "partner
sociali" sui quali può contare per l'alternanza di governo e su cui conta
per annientare o canalizzare la rivolta delle banlieues.
La borghesia e i suoi governi e collaboratori di tutte le tendenze hanno
paura, perché non sono soltanto i giovani proletari e degli strati popolari
nelle banlieues dei paesi imperialisti che si rivoltano, ci sono anche i
popoli oppressi di tutto il mondo che si sollevano contro l'invasione,
l'occupazione
e lo sfruttamento.
Queste lotte di liberazione nazionale e le guerre popolari dirette dai
partiti maoisti servono gli interessi del proletariato internazionale.
L'Unione Europea, nel contesto della ristrutturazione capitalista su scala
mondiale e di una nuova ripartizione del mondo tra le potenze imperialiste,
sviluppano politiche anti-operaie e anti-popolari, con precarietà,
disoccupazione, carovita, distruzione dei servizi sociali, supersfruttamento
degli immigrati, aumento della povertà. Tutto questo provoca un malcontento
crescente che erompe in rivolta.
Una rivolta che ha la necessità di trasformarsi in rivoluzione, per
rovesciare la dittatura della borghesia e il suo stato e portare al potere
il proletariato. Serve costruire in Francia, in Europa e in tutti i paesi
imperialisti dei veri partiti rivoluzionari marxisti-leninisti-maoisti che
si pongano l'obiettivo di condurre la guerra rivoluzionaria di lunga durata
per la presa del potere del proletariato. La rivolta dei giovani ha mostrati
che questa via è possibile, in Francia come in tutti i paesi imperialisti.
Occorre preparare la nuova tappa.
Portate le vostre pietre all'edificio!
Vi invitiamo per questo al convegno internazionale che si terrà a Parigi il
29 e 30 aprile 2006.
Per informazioni e adesioni contattateci:
La Nuova Bandiera : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Le Drapeau Rouge : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
APPEL POUR UNE RENCONTRE INTERNATIONALE A L'INITIATIVE DE :
LA NUOVA BANDIERA, DRAPEAU ROUGE, RED BLOCK, LE SECOURS ROUGE
DE LA REVOLTE DES BANLIEUES
A LA REVOLUTION PROLETARIENNE
En France, au coeur des pays impérialistes, la révolte des banlieues a
soulevé la chappe de plomb qui pesait sur la jeunesse des quartiers
populaires.
Chaque parti et les classes qu'ils représentent ont du se positionner par
rapport à cette révolte. Ils ont tous dénoncé cette violence, appelé au
calme, d'une façon réactionnaire, fasciste en ce qui concerne la droite et
l'extreme
droite; de façon conservatrice, anticommuniste pour l'ensemble des
directions dse partis et organisations de gauche et d'extreme gauche des
organisations officielles; sans compter les hiérarchies religieuses qui ont
tenté de ramener les jeunes "à la raison".
Pour eux ce qu'il faut c'est plus de moyens pour encadrer les jeunes, les
occuper. Il faut en premier lieu renforcer la police de proximité, sa
présence massive à fin de fliquer tout le monde et utiliser le plus de gens
possible comme indicateurs et délateurs. Il faut des animateurs de toutes
sortes pour ramener "les égarés" dans le droit chemin et créer des
soi-disant des emplois, en réalité mettre en place un plan massif de
surveillance et de répression, un Etat policier.
C'est la politique d'utiliser "masses contre masses". C'est la collaboration
de classes, la mise em place d'une nouvelle forme de fascisme.
La bourgeoisie a déclenché la guerre contre le prolétariat et les couches
populaires, la guerre contre " le terrorisme" n'étant qu'un faux prétexte.
C'est
une guerre de basse intensité.
La bourgeoisie considère tous ces réformistes comme des "partenaires
sociaux" raisonnables sur qui elle peut compter pour l'alternance
gouvernementale et compte sur eux pour anéantir ou canaliser la révolte des
banlieues.
La bourgeoisie et ses gouvernements et collaborateurs de toutes tendances
ont peur, car ce n'est pas seulememt dans les banlieues des pays
impérialistes que la jeunesse prolétarienne et des couches populaires se
révoltent, ce sont aussi les peuples opprimés du monde entier qui se
dressent contre l'invasion, l'occupation et l'exploitation.
Ces luttes de libération nationale et les guerres populaires dirigées par
les partis maoistes servent les intérets du prolétariat international.
L'Union Européenne, dans le contexte de la restructuration capitaliste à
l'échelle
mondiale et le nouveau repartage du monde entre les puissances
impérialistes, développent une politique anti-ouvrière et anti-populaire :
précarité, chomage, hausse des prix, destruction des services sociaux,
surexploitation des immigrés, montée de la pauvreté. Tout cela provoque un
mécontentement croissant qui va jusqu'à la révolte.
La révolte a besoin de se transformer en révolution pour renverser la
dictature de la bourgeoisie et son Etat et mettre le prolétariat au pouvoir.
Il s'agit de construire en France, en Europe et dans tous les pays
impérialistes, des vrais partis révolutionnaires
marxistes-léninistes-maoistes qui se fixent comme objectif de conduire la
guerre révolutionnaire de longue durée pour la prise du pouvoir du
prolétariat. La révolte des jeunes a montré que cette voie est possible en
France comme dans tous les pays impérialistes. Il faut préparer la nouvelle
étape.
Apportez votre pierre à l'édifice !
Nous vous invitons à la Rencontre Internationale qui se tiendra à Paris le
29 et 30 Avril 2006
Pour l'information et la participation contctez-nous !
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internazionale e diffuso dal 18 marzo in tutte le manifestazioni in europa
DALLA RIVOLTA DELLE BANLIEUES
ALLA RIVOLUZIONE PROLETARIA
In Francia, nel cuore dei paesi imperialisti, la rivolta delle banlieues ha
sollevato la cappa di piombo che pesava sui giovani dei quartieri popolari.
Ogni partito e le classi che essi rappresentano hanno dovuto prendere
posizione sulla rivolta. Hanno tutti denunciato la violenza, fatto appelli
alla calma. La destra e l'estrema destra lo hanno fatto in forma
reazionaria, fascista. L'insieme dei partiti e organizzazioni ufficiali
della sinistra ed estrema sinistra in forma conservatrice, anticomunista.
Per non dire delle gerarchie religiose, che hanno tentato di "riportare alla
ragione" i giovani.
Per tutti occorreva inquadrare i giovani, occuparli. Occorreva in primo
luogo rafforzare la polizia locale, la sua presenza massiccia, trasformare
tutti in sbirri e usare quanta più gente possibile come confidenti e
delatori. Occorreva mobilitare ogni sorta di animatori per riportare quei
sulla retta via "ragazzi perduti", far loro credere alle promesse di
impiego. In realtà hanno messo in campo un piano di sorveglianza e
repressione di massa, uno stato di polizia.
È la politica di usare "masse contro masse", della collaborazione di classe,
la messa in campo di una forma moderna di fascismo.
La borghesia ha scatenato la guerra contro il proletariato e le masse
popolari, la guerra contro il "terrorismo" non è che un falso pretesto. Si
tratta di una vera e propria guerra a bassa intensità.
La borghesia considera tutti questi riformisti come ragionevoli "partner
sociali" sui quali può contare per l'alternanza di governo e su cui conta
per annientare o canalizzare la rivolta delle banlieues.
La borghesia e i suoi governi e collaboratori di tutte le tendenze hanno
paura, perché non sono soltanto i giovani proletari e degli strati popolari
nelle banlieues dei paesi imperialisti che si rivoltano, ci sono anche i
popoli oppressi di tutto il mondo che si sollevano contro l'invasione,
l'occupazione
e lo sfruttamento.
Queste lotte di liberazione nazionale e le guerre popolari dirette dai
partiti maoisti servono gli interessi del proletariato internazionale.
L'Unione Europea, nel contesto della ristrutturazione capitalista su scala
mondiale e di una nuova ripartizione del mondo tra le potenze imperialiste,
sviluppano politiche anti-operaie e anti-popolari, con precarietà,
disoccupazione, carovita, distruzione dei servizi sociali, supersfruttamento
degli immigrati, aumento della povertà. Tutto questo provoca un malcontento
crescente che erompe in rivolta.
Una rivolta che ha la necessità di trasformarsi in rivoluzione, per
rovesciare la dittatura della borghesia e il suo stato e portare al potere
il proletariato. Serve costruire in Francia, in Europa e in tutti i paesi
imperialisti dei veri partiti rivoluzionari marxisti-leninisti-maoisti che
si pongano l'obiettivo di condurre la guerra rivoluzionaria di lunga durata
per la presa del potere del proletariato. La rivolta dei giovani ha mostrati
che questa via è possibile, in Francia come in tutti i paesi imperialisti.
Occorre preparare la nuova tappa.
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soulevé la chappe de plomb qui pesait sur la jeunesse des quartiers
populaires.
Chaque parti et les classes qu'ils représentent ont du se positionner par
rapport à cette révolte. Ils ont tous dénoncé cette violence, appelé au
calme, d'une façon réactionnaire, fasciste en ce qui concerne la droite et
l'extreme
droite; de façon conservatrice, anticommuniste pour l'ensemble des
directions dse partis et organisations de gauche et d'extreme gauche des
organisations officielles; sans compter les hiérarchies religieuses qui ont
tenté de ramener les jeunes "à la raison".
Pour eux ce qu'il faut c'est plus de moyens pour encadrer les jeunes, les
occuper. Il faut en premier lieu renforcer la police de proximité, sa
présence massive à fin de fliquer tout le monde et utiliser le plus de gens
possible comme indicateurs et délateurs. Il faut des animateurs de toutes
sortes pour ramener "les égarés" dans le droit chemin et créer des
soi-disant des emplois, en réalité mettre en place un plan massif de
surveillance et de répression, un Etat policier.
C'est la politique d'utiliser "masses contre masses". C'est la collaboration
de classes, la mise em place d'une nouvelle forme de fascisme.
La bourgeoisie a déclenché la guerre contre le prolétariat et les couches
populaires, la guerre contre " le terrorisme" n'étant qu'un faux prétexte.
C'est
une guerre de basse intensité.
La bourgeoisie considère tous ces réformistes comme des "partenaires
sociaux" raisonnables sur qui elle peut compter pour l'alternance
gouvernementale et compte sur eux pour anéantir ou canaliser la révolte des
banlieues.
La bourgeoisie et ses gouvernements et collaborateurs de toutes tendances
ont peur, car ce n'est pas seulememt dans les banlieues des pays
impérialistes que la jeunesse prolétarienne et des couches populaires se
révoltent, ce sont aussi les peuples opprimés du monde entier qui se
dressent contre l'invasion, l'occupation et l'exploitation.
Ces luttes de libération nationale et les guerres populaires dirigées par
les partis maoistes servent les intérets du prolétariat international.
L'Union Européenne, dans le contexte de la restructuration capitaliste à
l'échelle
mondiale et le nouveau repartage du monde entre les puissances
impérialistes, développent une politique anti-ouvrière et anti-populaire :
précarité, chomage, hausse des prix, destruction des services sociaux,
surexploitation des immigrés, montée de la pauvreté. Tout cela provoque un
mécontentement croissant qui va jusqu'à la révolte.
La révolte a besoin de se transformer en révolution pour renverser la
dictature de la bourgeoisie et son Etat et mettre le prolétariat au pouvoir.
Il s'agit de construire en France, en Europe et dans tous les pays
impérialistes, des vrais partis révolutionnaires
marxistes-léninistes-maoistes qui se fixent comme objectif de conduire la
guerre révolutionnaire de longue durée pour la prise du pouvoir du
prolétariat. La révolte des jeunes a montré que cette voie est possible en
France comme dans tous les pays impérialistes. Il faut préparer la nouvelle
étape.
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