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La fiamma olimpica

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Movimento
      La fiamma olimpica.

I fatti e le questioni sollevate attorno al passaggio della fiamma
olimpica nelle piazze e nelle vie delle città italiane testimoniano,
qualora ce ne fosse ancora il bisogno, che noi italiani siamo un popolo
prigioniero di molti tabù.
Visto il silenzio di tutti su questi episodi importantissimi, credo sia
giusto fare un poco di chiarezza, quando oramai poche ore ci separano
dalla cerimonia di apertura dei giochi.
Le azioni di disturbo dei noglobal, di cui mi onoro di far parte, non
sono fini a se stesse, come ci vorrebbero far credere, ma tentano di
attirare l'attenzione su altri fatti, legati agli sponsor della
manifestazione olimpica.
Quindi un primo dato di fatto: non c'é nessun problema tra i noglobal e
le olimpiadi ma, invece, tra i noglobal e gli sponsor delle olimpiadi.
In particolare il problema principale è rappresentato dalla Cocacola,
una multinazionale che si è macchiata e continua a macchiarsi di sangue.
Ad accusarla di questo non sono leggende metropolitane ma denunce di
esponenti del sindacato colombiano “Sinaltrainal”, che stanno subendo
ingiustizie, pestaggi ed uccisioni da parte degli squadroni della morte
colombiani. Oltre a questi fatti in Colombia, gravissimi,la cocacola è
accusata in tutto il mondo per la sua avversione al lavoro
sindacalizzato e di usare metodi non “ortodossi” per fare pressione sui
suoi dipendenti. Per fortuna non tutti in italia sono rimasti sordi al
grido di aiuto che veniva da queste popolazioni ed hanno aderito alla
campagna di boicottaggio dei prodotti del marchio di Atlanta. Comuni di
tutta italia hanno rifiutato di ospitare distributori automatici della
cocacola, colpendo l'impresa dove è più sensibile, sui soldi.
Tuttavia bisogna denunciare la complicità di tutta l'informazione
italiana su questo tema, sicuramente legato alla pubblicità che la
cocacola fa su giornali e tv e che rischierebbe di essere ritirata se
qualcuno si azzardasse a parlare dei fatti.
Torniamo a quei tabù di cui parlavamo all'inizio. Tabù che sono
difficili da superare se non attraverso internet, ma che sono una scorza
invulnerabile per gli opinionisti, i politici e tutti quelli che
contribuiscono a formare le idee di noi italiani.
Questi personaggi sono dotati di un raffinato sistema di riflessi
pavloviani che va letteralmente in cortocircuito quando devono gestire
notizie in cui compaiono le parole noglobal, multinazionali, pubblicità.
Come dei “candidati manchuriani” essi sanno che in questi casi occorre
tacere o, al massimo, sfoderare un sorrisetto di derisione/compassione.
 

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