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lotta, sciopero delle donne, non voto

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Movimento
Dopo aver lanciato nella manifestazione di Milano del 14 gennaio la nuova
manifestazione a Napoli, sempre più in questi giorni abbiamo una netta
impressione che, in realtà, da parte delle organizzatrici di Milano questo
altrettanto importante appuntamento di lotta delle donne, che può permettere
una larga partecipazione delle donne, lavoratrici del sud, sta passando nel
silenzio; non vediamo un impegno nazionale a sostegno di questa
manifestazione di Napoli, della sua propaganda anche su alcuni massa media,
e soprattutto nessun impegno organizzativo per far partecipare anche a
Napoli tantissime donne.
Addirittura, nell'assemblea fatta a Milano il 31 gennaio nessun accenno vi è
stato su Napoli, anche se sappiamo che alcuni interventi lo hanno posto, e
il comunicato finale non ne parla minimamente.

Nello stesso tempo, invece, stiamo vedendo un uso della grandissima e bella
manifestazione di Milano e di questa nuova battaglia delle donne, in senso
puramente elettoralista; sempre nel documento finale del 31 l'unica proposta
ufficiale sarebbe quella di inviare per l'8 marzo ai partiti del
centrosinistra una lettera per chiedere di confrontarsi con le parole forti
delle donne e perchè mettano a cappello nei loro programmi che "la libertà
femminile è all'origine delle politiche".
Riteniamo tutto questo un uso strumentale della lotta delle donne e
sinceramente indecente.
200 mila donne, le tante che ci saranno a Napoli non sono scese in lotta per
avere il contentino di una frase nei programmi elettorali! (Cosa costerebbe
a un partito metterla? Poi, neanche si chiede un impegno su cose concrete:
migliorare la 194, eliminando per es. l'obiezione di coscienza, o abolire la
Legge 30 che ha istituzionalizzato la precarietà, o l'introduzione in tutti
gli ospedali della pillola RU486, ecc. ecc.).

Questa deriva elettoralista nasconde poi soprattutto il fatto che la gran
parte dei partiti del centrosinistra, nei suoi principali esponenti,
D'Alema, Rutelli, Rosi Bindi, Livia Turco, Amato, e ne potremmo citare tanti
altri, non ha affatto programmi tanto diversi dal centrodestra - la proposta
presentata dalla Turco/Bindi di un sussidio alle donne incinta è altrettanto
reazionaria e oppressiva per le donne e di evidente sapore antiabortista.
Questi partiti sono complici del moderno medioevo in cui questo sistema
capitalista, il governo, Ruini, Ratzinger vogliono ricacciare le donne, al
massimo lo vogliono solo rendere accettabile (e, per questo, possono essere
anche più pericolosi).
Se non si dice questo, se non si lotta anche contro questo, in realtà che lo
si voglia o no si sporca la lotta delle donne, la si delega ai partiti in
parlamento, così "la parola è alle donne, ma i fatti li fanno al solito gli
altri"!

Noi pensiamo che dopo la grande manifestazione del 14, dopo quella di
Napoli, l'8 marzo deve essere una nuova grande giornata di lotta delle
donne, in tutte le città, in tutti i posti di lavoro, in tutte le scuole.

Noi per l'8 marzo lanciamo lo sciopero delle lavoratrici, e facciamo appello
a tutte le lavoratrici, alle precarie a realizzarlo, coordinandoci tra le
città e i vari posti di lavoro.

Le lavoratrici di Taranto del Movimento femminista Proletario
Rivoluzionario.

TA. 7.2.06
 

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