Il voto popolare contrasta sempre più con gli interessi della borghesia!
| Movimento |
Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro 7 – 20128 Milano - Tel 02/26306454 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.carc.it
Direzione Nazionale
5 febbraio 2006
Il voto popolare contrasta sempre più con gli interessi della borghesia!
Intervenire nella campagna elettorale per rafforzare la mobilitazione
rivoluzionaria!
No a ulteriori restrizioni contro la partecipazione dei comunisti alle
elezioni!
Il 30 gennaio scorso, il capo della politica estera USA, Condoleeza Rice da
Londra, dove si trovava per discutere della Palestina con i suoi “partner”
europei, ha dichiarato che la vittoria di Hamas costringerà USA e UE a
“imporre standard normativi per la partecipazione alle elezioni” (Corriere
della Sera, 31.01.06), il che significa una cosa sola: che la borghesia
imperialista vuole decidere quali partiti da ora in poi possono presentarsi
alle elezioni e quali no.
Tutta la borghesia e i suoi lacchè “scoprono” che le elezioni, nonostante le
enormi risorse e mezzi messi in campo per comprare il consenso delle masse
popolari, non vanno più bene. “Scoprono” che le elezioni sono diventate un
ulteriore laccio alla sua azione, un cappio per il suo sistema di dominio e
che non le basta più corrompere gli esponenti politici, sindacali e
intellettuali del movimento operaio, che non sono più sufficienti le sue
martellanti campagne mediatiche: sempre più spesso il voto popolare ribalta
le sue previsioni, i suoi sondaggi, e manda all’aria le soluzioni di governo
che essa prepara con tanta cura e fatica.
Gli “acuti osservatori” di destra e di sinistra lanciano i loro allarmi: la
democrazia così come è stata conosciuta negli ultimi decenni (frutto delle
conquiste democratiche strappate dal movimento operaio e comunista con 160
anni di lotta e in particolare in Italia con la lotta di Resistenza) non
funziona più, non va più bene, alcuni “ricordano” che “anche Hitler è andato
al potere con le elezioni” per sostenere che bisogna porre ulteriori freni
alla “libera” espressione popolare.
La crisi generale del sistema capitalista avanza inesorabile e sempre più
leggi vengono violate dai loro stessi promulgatori, sempre più regole
vengono violate o stravolte, perfino le regole della partecipazione alle
elezioni, ovvero ciò che la borghesia ha di più sacro per rivestire il suo
marcio sistema con un velo democratico. Anche questo velo presto cadrà in
diversi paesi. Non lo scopriamo certo noi oggi, Engels lo ha già spiegato
chiaramente nel lontano 1895, quando affermò che la borghesia, incalzata
dalla lotta della classe operaia, violerà con ogni mezzo le sue stesse leggi
per mantenere il suo dominio. E altrettanto chiaramente ha scritto che i
comunisti devono usare a proprio vantaggio la legalità borghese e devono
imparare a far fronte vittoriosamente alla violazione della sua stessa
legalità cui immancabilmente la borghesia ricorre per mantenere il suo
dominio.
Il partito dei CARC ribadisce la validità attuale dell’analisi fatta da
Engels e chiama i comunisti a intervenire nell’ambito elettorale per
utilizzarlo ai fini rivoluzionari. Dobbiamo mettere i piedi nelle
istituzioni borghesi per utilizzarle come potente cassa di risonanza delle
nostre parole d’ordine, per svelare agli occhi di un numero crescente di
esponenti delle masse popolari il carattere profondamente antipopolare e
antidemocratico delle istituzioni borghesi stesse.
Abbiamo più volte detto e scritto in questi anni che gli spazi di agibilità
politica si sarebbero via via ristretti col procedere della crisi del
capitalismo e che i comunisti devono difendere questi spazi praticandoli.
Sull’intervento dei comunisti alle elezioni borghesi abbiamo più volte detto
e scritto in questi anni che si tratta di un campo nel quale la borghesia
teme (come il diavolo teme l’acquasanta) che i comunisti riescano a mettervi
piede. La borghesia ha il terrore che i comunisti sfruttino le sue
istituzioni per rafforzare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse
popolari. Le dichiarazioni di Condoleeza Rice confermano che questa analisi
è giusta.
Tutte le norme approvate negli ultimi 15 anni in materia elettorale hanno
l’obiettivo di impedire che partiti e organizzazioni provenienti dalla masse
popolari riescano a partecipare alle elezioni (norme scritte in modo
incomprensibile ai non addetti ai lavori, numero spropositato di firme da
raccogliere, sbarramenti, costi della “politica”). La politica parlamentare
insomma devono farla i professionisti della politica come Prodi, D’Alema,
Fini, Follini, gli imprenditori alla Berlusconi, i poliziotti alla Ferrante,
gli avvocati alla Previti e i magistrati alla Violante, D’Ambruoso.
La borghesia ha paura delle masse popolari e ha paura che i comunisti ne
orientino e ne rafforzino la mobilitazione. La borghesia teme il giudizio
delle masse: per questo cerca di evitare di sottoporre il suo operato al
loro giudizio, per questo evita il contatto con le masse (quei bagni di
folla tanto cari ai vecchi monarchi, ecc.) e alza inferriate e cordoni di
polizia a sua protezione, si riunisce in conclave blindati e va in giro
protetta da plotoni di guardie del corpo e dell’esercito. Strano per una
democrazia che si basa sul consenso popolare!
Contro tutti gli scettici, gli estremisti, gli sfiduciati, il nostro partito
oggi riafferma l’importanza del ritorno dei comunisti nel campo elettorale
dopo decenni di assenza e chiama a raccolta tutti coloro che non intendono
più lasciare l’orientamento ideologico e la mobilitazione delle masse
popolari nelle mani della borghesia di destra e di sinistra, dei
revisionisti vecchi e nuovi, dei mestatori e dei “capipopolo”. Occorre
costruire un Blocco elettorale comunista composto da coloro che mettono al
centro dell’attività politica, sempre e in ogni caso, gli interessi delle
masse popolari e non le compatibilità dell’ordinamento sociale borghese. La
Lista Comunista è un passo concreto verso la costruzione di questo blocco.
E’ una Lista costituita da compagne e compagni, lavoratori, giovani, donne
che ritengono importante lo sviluppo di un fronte comune di lotta per la
difesa intransigente (e l’ampliamento) dei diritti e delle conquiste delle
masse popolari. E’ una Lista costituita da compagne e compagni che vogliono
dare il loro contributo alla costruzione di un mondo nuovo, necessario e
possibile: il socialismo.
È necessario che i comunisti irrompano nel teatrino elettorale della
borghesia per indebolirlo e per rafforzare la mobilitazione delle
rivoluzionaria masse popolari!
Sostenere la Lista Comunista, primo passo verso la costruzione del Blocco
elettorale comunista!
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Direzione Nazionale
5 febbraio 2006
Il voto popolare contrasta sempre più con gli interessi della borghesia!
Intervenire nella campagna elettorale per rafforzare la mobilitazione
rivoluzionaria!
No a ulteriori restrizioni contro la partecipazione dei comunisti alle
elezioni!
Il 30 gennaio scorso, il capo della politica estera USA, Condoleeza Rice da
Londra, dove si trovava per discutere della Palestina con i suoi “partner”
europei, ha dichiarato che la vittoria di Hamas costringerà USA e UE a
“imporre standard normativi per la partecipazione alle elezioni” (Corriere
della Sera, 31.01.06), il che significa una cosa sola: che la borghesia
imperialista vuole decidere quali partiti da ora in poi possono presentarsi
alle elezioni e quali no.
Tutta la borghesia e i suoi lacchè “scoprono” che le elezioni, nonostante le
enormi risorse e mezzi messi in campo per comprare il consenso delle masse
popolari, non vanno più bene. “Scoprono” che le elezioni sono diventate un
ulteriore laccio alla sua azione, un cappio per il suo sistema di dominio e
che non le basta più corrompere gli esponenti politici, sindacali e
intellettuali del movimento operaio, che non sono più sufficienti le sue
martellanti campagne mediatiche: sempre più spesso il voto popolare ribalta
le sue previsioni, i suoi sondaggi, e manda all’aria le soluzioni di governo
che essa prepara con tanta cura e fatica.
Gli “acuti osservatori” di destra e di sinistra lanciano i loro allarmi: la
democrazia così come è stata conosciuta negli ultimi decenni (frutto delle
conquiste democratiche strappate dal movimento operaio e comunista con 160
anni di lotta e in particolare in Italia con la lotta di Resistenza) non
funziona più, non va più bene, alcuni “ricordano” che “anche Hitler è andato
al potere con le elezioni” per sostenere che bisogna porre ulteriori freni
alla “libera” espressione popolare.
La crisi generale del sistema capitalista avanza inesorabile e sempre più
leggi vengono violate dai loro stessi promulgatori, sempre più regole
vengono violate o stravolte, perfino le regole della partecipazione alle
elezioni, ovvero ciò che la borghesia ha di più sacro per rivestire il suo
marcio sistema con un velo democratico. Anche questo velo presto cadrà in
diversi paesi. Non lo scopriamo certo noi oggi, Engels lo ha già spiegato
chiaramente nel lontano 1895, quando affermò che la borghesia, incalzata
dalla lotta della classe operaia, violerà con ogni mezzo le sue stesse leggi
per mantenere il suo dominio. E altrettanto chiaramente ha scritto che i
comunisti devono usare a proprio vantaggio la legalità borghese e devono
imparare a far fronte vittoriosamente alla violazione della sua stessa
legalità cui immancabilmente la borghesia ricorre per mantenere il suo
dominio.
Il partito dei CARC ribadisce la validità attuale dell’analisi fatta da
Engels e chiama i comunisti a intervenire nell’ambito elettorale per
utilizzarlo ai fini rivoluzionari. Dobbiamo mettere i piedi nelle
istituzioni borghesi per utilizzarle come potente cassa di risonanza delle
nostre parole d’ordine, per svelare agli occhi di un numero crescente di
esponenti delle masse popolari il carattere profondamente antipopolare e
antidemocratico delle istituzioni borghesi stesse.
Abbiamo più volte detto e scritto in questi anni che gli spazi di agibilità
politica si sarebbero via via ristretti col procedere della crisi del
capitalismo e che i comunisti devono difendere questi spazi praticandoli.
Sull’intervento dei comunisti alle elezioni borghesi abbiamo più volte detto
e scritto in questi anni che si tratta di un campo nel quale la borghesia
teme (come il diavolo teme l’acquasanta) che i comunisti riescano a mettervi
piede. La borghesia ha il terrore che i comunisti sfruttino le sue
istituzioni per rafforzare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse
popolari. Le dichiarazioni di Condoleeza Rice confermano che questa analisi
è giusta.
Tutte le norme approvate negli ultimi 15 anni in materia elettorale hanno
l’obiettivo di impedire che partiti e organizzazioni provenienti dalla masse
popolari riescano a partecipare alle elezioni (norme scritte in modo
incomprensibile ai non addetti ai lavori, numero spropositato di firme da
raccogliere, sbarramenti, costi della “politica”). La politica parlamentare
insomma devono farla i professionisti della politica come Prodi, D’Alema,
Fini, Follini, gli imprenditori alla Berlusconi, i poliziotti alla Ferrante,
gli avvocati alla Previti e i magistrati alla Violante, D’Ambruoso.
La borghesia ha paura delle masse popolari e ha paura che i comunisti ne
orientino e ne rafforzino la mobilitazione. La borghesia teme il giudizio
delle masse: per questo cerca di evitare di sottoporre il suo operato al
loro giudizio, per questo evita il contatto con le masse (quei bagni di
folla tanto cari ai vecchi monarchi, ecc.) e alza inferriate e cordoni di
polizia a sua protezione, si riunisce in conclave blindati e va in giro
protetta da plotoni di guardie del corpo e dell’esercito. Strano per una
democrazia che si basa sul consenso popolare!
Contro tutti gli scettici, gli estremisti, gli sfiduciati, il nostro partito
oggi riafferma l’importanza del ritorno dei comunisti nel campo elettorale
dopo decenni di assenza e chiama a raccolta tutti coloro che non intendono
più lasciare l’orientamento ideologico e la mobilitazione delle masse
popolari nelle mani della borghesia di destra e di sinistra, dei
revisionisti vecchi e nuovi, dei mestatori e dei “capipopolo”. Occorre
costruire un Blocco elettorale comunista composto da coloro che mettono al
centro dell’attività politica, sempre e in ogni caso, gli interessi delle
masse popolari e non le compatibilità dell’ordinamento sociale borghese. La
Lista Comunista è un passo concreto verso la costruzione di questo blocco.
E’ una Lista costituita da compagne e compagni, lavoratori, giovani, donne
che ritengono importante lo sviluppo di un fronte comune di lotta per la
difesa intransigente (e l’ampliamento) dei diritti e delle conquiste delle
masse popolari. E’ una Lista costituita da compagne e compagni che vogliono
dare il loro contributo alla costruzione di un mondo nuovo, necessario e
possibile: il socialismo.
È necessario che i comunisti irrompano nel teatrino elettorale della
borghesia per indebolirlo e per rafforzare la mobilitazione delle
rivoluzionaria masse popolari!
Sostenere la Lista Comunista, primo passo verso la costruzione del Blocco
elettorale comunista!




