POCO SALARIO MOLTA FLESSIBILITA E PRECARIETA
| Movimento |
POCO SALARIO MOLTA FLESSIBILITA’ E PRECARIETA’
Con lo sciopero abortito di ieri si è segnato la firma sul contratto
nazionale fissato economicamente a 100 € lorde di aumento al 5
livello scaglionati in tre trance con scadenza al 30 giugno 2007.
Questo allungamento di 6 mesi della durata del contratto abbassa
ancor di più la cifra ad un valore reale di pochi euro al giorno per
le categorie più diffuse tra i giovani operai metalmeccanici che
hanno il 3 e 4 livello..Infatti per un 4 livello operaio, l’aumento è
di 91,25 euro lordi di cui solo 54,75 euro subito da gennaio (circa 1
caffè al giorno), altri 22,81 dal 1 ottobre ossia dopo 10 mesi e
infine 13,69 dal 1 marzo 2007.
L’aumento tradisce l’obbiettivo di un forte recupero salariale a
fronte del carovita di questi mesi e risulta del tutto insufficiente
a fronte anche dei soli rincari tariffari che nei primi dieci mesi
del 2005 risultavano già rincarati del 5,1 % mentre nel 2006
segneranno ulteriori rincari per 1110 €uro come denuncia già da
dicembre “L’INTESA CONSUMATORI” parlando solo di luce, gas, benzina,
rc auto e servizi bancari ….
Per questo anche l’una tantum di 320 euro lorde è assolutamente bassa
per compensare più di un anno di mancanza del contratto e le più di
60 ore di sciopero effettuate.
Sotto l’aspetto normativo invece si è dato il via ad una commissione
che entro luglio dovrà decidere in quali percentuali si potranno
utilizzare lavoratori interinali e lavoratori a tempo determinato
nelle aziende regolamentando l’utilizzo dei lavoratori precari in
percentuali che i padroni vedranno sicuramente di aumentare piuttosto
che diminuire.
Altro aspetto normativo da sottolineare l’orario plurisettimanale che
accoglie in pieno la direttiva del padronato europeo ed allunga
l’orario di lavoro settimanale a discrezione del padrone e della RSU.
La linea dei padroni del resto è stata chiara sin da principio più
soldi solo in cambio di più flessibilità, ed i sindacati proprio
quando è stato più alta la fase conflittuale della lotta degli
operai, e non è un caso …hanno chiuso ben presto l’accordo accettando
le proposte operative dei padroni sulla flessibilità discussa al
tavolo parallelo sul mercato del lavoro voluto dai sindacalisti.
Questo tavolo di negoziato serviva per regolamentare la precarietà e
l’apprendistato che prolungherà fino a 52 mesi l’apprendistato per un
quarto livello senza diploma !!!
Si chiude in pratica un contratto a perdere che vanifica la lotta ed
i blocchi operai, aprendo agli operai ulteriori problemi per quanto
riguarda il salario, e la precarizzazione del lavoro.
Invece di passare prima tra le assemblee operaie per decidere se
chiudere o meno sull’ipotesi di accordo raggiunta, dicendo
chiaramente lo scambio che c’è stato tra salario e flessibilità,
questa decisione è portata fuori dalle fabbriche e delegata ad un
gruppo di 500 delegati, non eletti dai lavoratori, quindi di fatto
500 funzionari, burocrati sindacali e delegati scelti dalle
segreterie.
La verità è che hanno paura della democrazia operaia, tutti, che
possa far saltare questa sorta di accordo preventivo, nel rispetto
delle compatibilità dei padroni; mentre questi padroni ci stanno
massacrando in termini di salario, condizioni di lavoro, sicurezza e
infortuni, ricatto occupazionale, negazione continua dei diritti,
ecc.
Forse sarebbe il caso di non votare perché il voto degli operai non
avrà valenza per cambiare l’accordo ma servirà solo a cgil cisl e uil
a legittimare una democrazia che nei fatti non c’è.
19/01/2006
Con lo sciopero abortito di ieri si è segnato la firma sul contratto
nazionale fissato economicamente a 100 € lorde di aumento al 5
livello scaglionati in tre trance con scadenza al 30 giugno 2007.
Questo allungamento di 6 mesi della durata del contratto abbassa
ancor di più la cifra ad un valore reale di pochi euro al giorno per
le categorie più diffuse tra i giovani operai metalmeccanici che
hanno il 3 e 4 livello..Infatti per un 4 livello operaio, l’aumento è
di 91,25 euro lordi di cui solo 54,75 euro subito da gennaio (circa 1
caffè al giorno), altri 22,81 dal 1 ottobre ossia dopo 10 mesi e
infine 13,69 dal 1 marzo 2007.
L’aumento tradisce l’obbiettivo di un forte recupero salariale a
fronte del carovita di questi mesi e risulta del tutto insufficiente
a fronte anche dei soli rincari tariffari che nei primi dieci mesi
del 2005 risultavano già rincarati del 5,1 % mentre nel 2006
segneranno ulteriori rincari per 1110 €uro come denuncia già da
dicembre “L’INTESA CONSUMATORI” parlando solo di luce, gas, benzina,
rc auto e servizi bancari ….
Per questo anche l’una tantum di 320 euro lorde è assolutamente bassa
per compensare più di un anno di mancanza del contratto e le più di
60 ore di sciopero effettuate.
Sotto l’aspetto normativo invece si è dato il via ad una commissione
che entro luglio dovrà decidere in quali percentuali si potranno
utilizzare lavoratori interinali e lavoratori a tempo determinato
nelle aziende regolamentando l’utilizzo dei lavoratori precari in
percentuali che i padroni vedranno sicuramente di aumentare piuttosto
che diminuire.
Altro aspetto normativo da sottolineare l’orario plurisettimanale che
accoglie in pieno la direttiva del padronato europeo ed allunga
l’orario di lavoro settimanale a discrezione del padrone e della RSU.
La linea dei padroni del resto è stata chiara sin da principio più
soldi solo in cambio di più flessibilità, ed i sindacati proprio
quando è stato più alta la fase conflittuale della lotta degli
operai, e non è un caso …hanno chiuso ben presto l’accordo accettando
le proposte operative dei padroni sulla flessibilità discussa al
tavolo parallelo sul mercato del lavoro voluto dai sindacalisti.
Questo tavolo di negoziato serviva per regolamentare la precarietà e
l’apprendistato che prolungherà fino a 52 mesi l’apprendistato per un
quarto livello senza diploma !!!
Si chiude in pratica un contratto a perdere che vanifica la lotta ed
i blocchi operai, aprendo agli operai ulteriori problemi per quanto
riguarda il salario, e la precarizzazione del lavoro.
Invece di passare prima tra le assemblee operaie per decidere se
chiudere o meno sull’ipotesi di accordo raggiunta, dicendo
chiaramente lo scambio che c’è stato tra salario e flessibilità,
questa decisione è portata fuori dalle fabbriche e delegata ad un
gruppo di 500 delegati, non eletti dai lavoratori, quindi di fatto
500 funzionari, burocrati sindacali e delegati scelti dalle
segreterie.
La verità è che hanno paura della democrazia operaia, tutti, che
possa far saltare questa sorta di accordo preventivo, nel rispetto
delle compatibilità dei padroni; mentre questi padroni ci stanno
massacrando in termini di salario, condizioni di lavoro, sicurezza e
infortuni, ricatto occupazionale, negazione continua dei diritti,
ecc.
Forse sarebbe il caso di non votare perché il voto degli operai non
avrà valenza per cambiare l’accordo ma servirà solo a cgil cisl e uil
a legittimare una democrazia che nei fatti non c’è.
19/01/2006
Ultimo aggiornamento (Lunedì 20 Febbraio 2006 12:35)




