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DAX E CARLO HANNO ACCOMPAGNATO LA COMANDANTE RAMONA

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Movimento
INUMATO TRA PREGHIERE E CANTI IL CORPO DELLA PICCOLA GRANDE COMANDATE

HERMANN BELLINGHAUSEN Inviato

San Andres Sakamch'en de los Pobres, Chis., 8 gennaio.
La comandante Ramona è stata sepolta nelle prime ore di questo
pomeriggio nel cimitero municipale di San Andrés, con una sobria
cerimonia religiosa alla presenza dei famigliari dell'indigena
tzotzil, ed un migliaio di zapatisti, rappresentanti di tutti
municipi autonomi ribelli degli Altos.

La comandante era stata vegliata nel caracol di Oventic, dove
l'Esercito Zapatista di Liberazione
Nazionale le ha reso i più alti onori. Come anticipato a Tonalá dal
subcomandante Marcos venerdì scorso, la cerimonia si è svolta in
forma privata. Vi avrebbero partecipato il Comitato Clandestino
Rivoluzionario Indigeno, Comando Generale, ed i governi autonomi
degli Altos, basi di appoggio e miliziani dell'EZLN.

Da ieri sera hanno cominciato ad arrivare nel caracul di Oventic
migliaia di basi di appoggio zapatiste, in maggioranza su veicoli
appartenenti ai diversi municipi autonomi, in particolare da San
Juan de la Libertad, Magdalena de La Paz, San Pedro Polhó e San
Andrés Sakamchén de los Pobres, ma anche da Santa Catarina, San Juan
Apóstol Cancuc e 16 de Febrero.   

Gli indigeni entravano nel caracol e si perdevano nella nebbia
gelata. Il silenzio era grande nonostante il gran numero di persone
che arrivavano. Oltre a loro, a nessun altro è stato permesso
l'accesso.

Da qui, questa mattina è partito il discreto corteo che l'ha
accompagnata fino al cimitero di San Andrés per l'ultima cerimonia,
strettamente religiosa, al canto di "Más allá del sole", tra nuvole
di fiori bianchi ed il pianto dei parenti della comandante Ramona.
Già da molte ore prima aspettavano lì circa 200 indigeni provenienti
da San Juan Chamula.   

L'arrivo al cimitero è avvenuto dopo le ore 13 di oggi, nelle
vicinanze del capoluogo municipale di San Andrés, con un'ambulanza
della clinica di Oventic, battezzata con i nomi di Carlo Giuliani e
Davide Dax Cesare, attivisti italiani caduti nella lotta contro il
neoliberismo. La seguiva una discreta comitiva di rappresentanti di
comunità zapatiste di tutta la regione tzotzil su una decina di
veicoli.

Tra canti e preghiere è stato inumato il corpo della piccola grande
comandante, sotto un sole raggiante e vento invernale. Non ci sono
stati discorsi, né slogan.   

Questa mattina, tra musica tradizionale di marimba e messaggi sul
rispetto delle donne, Radio Insorgente Nuevo Amanecer di San Andrés
ha trasmesso l'ultima storia del vecchio Antonio, per voce del
subcomandante Marcos.   

"I ruscelli quando scendono non fanno più ritorno, se non sotto
terra", dice la narrazione nella quale
Antonio, figlio del vecchio Antonio, riferisce di aver domandato a
suo padre moribondo se avesse qualche messaggio per il suo pupillo,
e che il vecchio Antonio aveva risposto schiettamente: "Ti ho già
detto tutto quello che dovevo dirti. Ora c'è molto lavoro da fare."

Senza citare esplicitamente la comandante scomparsa, Radio
Insurgente, nel pomeriggio, ha trasmesso una commedia sul diritto
delle donne a partecipare ad assemblee, cooperative ed attività
politiche. Lì, un'indigena discute con Juan, suo marito, che le nega
il permesso di andare ad un'assemblea. Lei lo respinge in maniera
esemplare, difende i suoi diritti e gli cita l'articolo 5 della
Legge Rivoluzionaria delle Donne che stabilisce che qualunque donna
ha il diritto di partecipare alle attività della comunità e
dell'organizzazione zapatista.

Oltre l'ovvio, l'omaggio alla comandante Ramona consiste, non che
oggi sia stata trasmessa questa
commedia radiofonica, ma che quotidianamente queste si diffondano  e
così molti altri messaggi e notizie in favore delle donne indigene.
Ed il fatto ancora più eloquente che ora migliaia di donne, giovani
e adulte, hanno trasformato le loro vite, quelle delle loro comunità
e quella del Messico. Come insurgentas, come comandanti, come
governanti dei loro municipi, come socie di cooperative, promotrici
di salute e di educazione. Sono migliaia le ragioni per dire che la
vita e la
morte di Ramona non sono state vane. E se ci fossero dubbi al
riguardo, domandate ad una qualsiasi di loro.

Un messaggio da Cuba

Oggi è stata diffusa una lettera inviata da L'Avana da Celia Hart,
rivoluzionaria cubana, che rende omaggio alla comandante Ramona,
morta "in piena attività rivoluzionaria", dice.   

"Il dolore è solo una delle medicine che portiamo con più ventura
che ci permette di oltrepassare la morte. Perché la morte non è
morte quando la vita è stata dedicata ad evitare la morte dei nostri
simili. Ed è esattamente questo il caso della compagna comandante
Ramona.   

"Voglio dire alle sorelle e fratelli dell'EZLN, in definitiva al
popolo del Messico, perché per lui
lottava la compagna comandante, che il mio cuore rivoluzionario è
con voi.

"In particolare noi donne latinoamericane dobbiamo alla comandante
Ramona una preghiera in più... per aver lottato per i diritti e le
aspirazioni della donna lavoratrice, che a poco a poco si prepara a
gestire il proprio destino.   
"Senza dubbio, questa grande perdita sarà il motivo per cui  ci
facciamo più forti, coerenti e impegnate nell'Altra Campagna, in cui
è con voi l'anima dell'America che spera che il  Messico buono
riprenda le sue posizioni originarie in cima al mondo.   

"Ovviamente... sono a vostra disposizione per quanto fosse
necessario. In ricordo della comandante Ramona, tutti alla lotta!
Salve Altra Campagna! Fino alla vittoria! ", conclude la lettera.

(Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)
 

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