La inossidabile lobby del Ponte
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A proposito di lobbyes e di "banchieri antagonisti" ....
La inossidabile lobby del Ponte
Le sorprese non sono finite. Chi è stato chiamato a presiedere il nuovo consiglio
di amministrazione della Garboli-Conicos acquistata da Pizzarotti? Il cavaliere
del lavoro Franco Nobili, un curriculum professionale trentennale ai vertici
della società di costruzioni Cogefar del Gruppo Gemina-Fiat, entrata poi
a far parte di Impregilo, ed attuale membro del Cda del gruppo di Parma e
dunque formalmente "avversario" di Impregilo nella gara per il General Contractor
del Ponte. Franco Nobili ha pure ricoperto dal 1989 al 1993 la carica di
presidente dell'IRI, l'istituto, poi liquidato, a capo dell'industria statale
nazionale e di cui è stato direttore generale e membro del Collegio dei liquidatori
l'odierno amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
La stagione di Franco Nobili all'IRI ha coinciso, tra l'altro, con il piano
di rilancio della controllata Società del Ponte, con la nomina alla presidenza
del giornalista Nino Calarco (oggi presidente onorario della S.p.A.) e con
l'inserimento nella finanziaria di un rilevante stanziamento annuale a favore
della concessionaria. Nobili dovette abbandonare l'incarico all'IRI a seguito
all'arresto per una storia di tangenti. Ad accusarlo l'allora vicedirettore
di Italstat Alberto Mario Zamorani: secondo il manager, Franco Nobili avrebbe
fatto parte del cosiddetto "sistemone", il tavolo di imprenditori e politici
dove venivano suddivisi appalti e subappalti per i lavori pubblici stradali.
Nobili trascorse 77 giorni in prigione; rinviato a giudizio fu però assolto
otto anni dopo. Il cavaliere del lavoro è pure finito sotto inchiesta per
vicende relative agli appalti ENEL. I processi, tuttavia, si sono conclusi
sempre a suo favore: a Milano, dopo la condanna in primo grado, è giunta
l'assoluzione in appello; assoluzione a Salerno e infine prescrizione nel
procedimento aperto dai giudici di Roma.
Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei grandi costruttori è
sancito dalla sua ininterrotta vicepresidenza vicaria dell'IGI, l'Istituto
Grandi Infrastrutture diretto dall'on. Giuseppe Zamberletti, odierno presidente
della Società Stretto di Messina. L'IGI è certamente il cuore pulsante delle
Grandi Opere, anzi, per precisione, è l'Istituto per antonomasia del Ponte:
i componenti del consiglio direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi
tutte le società in corsa per la sua realizzazione. Presidente IGI Zamberletti.
Vicepresidente vicario Franco Nobili e vicepresidenti "ordinari" Fabrizio
Di Amato (presidente Maire Enginering), Gian Maria Gros-Pietro (presidente
di Autostrade S.p.A. entrata nel controllo di Impregilo); Vittorio Morigi
(manager C.M.C. Cooperativa Mutarori Cementizi di Ravenna); Salvatore Ricci
(nel Cda Impregilo). Membri del consiglio: Pasquale Alcini (Vianini Lavori);
Duccio Astaldi (Società Italiana Condotte d'Acqua); Riccardo Bonasso (Italferr
S.p.A.); Paolo Cetroni (Astaldi);FRANCO LATTANZI (Capitalia, gruppo bancario
azionista di Astaldi ed Impregilo), Luca Pecchio (Techint, società del Gruppo
Rocca, anch'essa entratta nel controllo di Impregilo); Roberto Pratesi (Tecnimont);
Alessandro Mazzi (Grandi Lavori Fincosit).
www.socialpress.it
La inossidabile lobby del Ponte
Le sorprese non sono finite. Chi è stato chiamato a presiedere il nuovo consiglio
di amministrazione della Garboli-Conicos acquistata da Pizzarotti? Il cavaliere
del lavoro Franco Nobili, un curriculum professionale trentennale ai vertici
della società di costruzioni Cogefar del Gruppo Gemina-Fiat, entrata poi
a far parte di Impregilo, ed attuale membro del Cda del gruppo di Parma e
dunque formalmente "avversario" di Impregilo nella gara per il General Contractor
del Ponte. Franco Nobili ha pure ricoperto dal 1989 al 1993 la carica di
presidente dell'IRI, l'istituto, poi liquidato, a capo dell'industria statale
nazionale e di cui è stato direttore generale e membro del Collegio dei liquidatori
l'odierno amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
La stagione di Franco Nobili all'IRI ha coinciso, tra l'altro, con il piano
di rilancio della controllata Società del Ponte, con la nomina alla presidenza
del giornalista Nino Calarco (oggi presidente onorario della S.p.A.) e con
l'inserimento nella finanziaria di un rilevante stanziamento annuale a favore
della concessionaria. Nobili dovette abbandonare l'incarico all'IRI a seguito
all'arresto per una storia di tangenti. Ad accusarlo l'allora vicedirettore
di Italstat Alberto Mario Zamorani: secondo il manager, Franco Nobili avrebbe
fatto parte del cosiddetto "sistemone", il tavolo di imprenditori e politici
dove venivano suddivisi appalti e subappalti per i lavori pubblici stradali.
Nobili trascorse 77 giorni in prigione; rinviato a giudizio fu però assolto
otto anni dopo. Il cavaliere del lavoro è pure finito sotto inchiesta per
vicende relative agli appalti ENEL. I processi, tuttavia, si sono conclusi
sempre a suo favore: a Milano, dopo la condanna in primo grado, è giunta
l'assoluzione in appello; assoluzione a Salerno e infine prescrizione nel
procedimento aperto dai giudici di Roma.
Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei grandi costruttori è
sancito dalla sua ininterrotta vicepresidenza vicaria dell'IGI, l'Istituto
Grandi Infrastrutture diretto dall'on. Giuseppe Zamberletti, odierno presidente
della Società Stretto di Messina. L'IGI è certamente il cuore pulsante delle
Grandi Opere, anzi, per precisione, è l'Istituto per antonomasia del Ponte:
i componenti del consiglio direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi
tutte le società in corsa per la sua realizzazione. Presidente IGI Zamberletti.
Vicepresidente vicario Franco Nobili e vicepresidenti "ordinari" Fabrizio
Di Amato (presidente Maire Enginering), Gian Maria Gros-Pietro (presidente
di Autostrade S.p.A. entrata nel controllo di Impregilo); Vittorio Morigi
(manager C.M.C. Cooperativa Mutarori Cementizi di Ravenna); Salvatore Ricci
(nel Cda Impregilo). Membri del consiglio: Pasquale Alcini (Vianini Lavori);
Duccio Astaldi (Società Italiana Condotte d'Acqua); Riccardo Bonasso (Italferr
S.p.A.); Paolo Cetroni (Astaldi);FRANCO LATTANZI (Capitalia, gruppo bancario
azionista di Astaldi ed Impregilo), Luca Pecchio (Techint, società del Gruppo
Rocca, anch'essa entratta nel controllo di Impregilo); Roberto Pratesi (Tecnimont);
Alessandro Mazzi (Grandi Lavori Fincosit).
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