21/10: Giornata per il vitto e l'alloggio
| Movimento |
Vitto e alloggio - Gli
occupanti contro l'assessorato alla casa e la mensa
universitaria
Venerdì 2 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione studentesca, gli studenti
dellefacoltà occupate di Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza sono
scesi in piazza con la volontà di proseguire i percorsi di lotta contro la
negazione del diritto allo studio nella città di Bologna. Alle ore 10 ci
siamo ritrovati in P.za Maggiore insieme ai collettivi di M.A.O., Passepartout
e Habit-Azione e occupato la sede dell'assessorato alla casa, ponendo con
determinazione la volontà di un confronto con l'assessoreAmorosi,la cui sola
risposta alla questione casa è stata data a suon di sgomberi epolizia.All'assessore
volevamo chiedere la pubblicazione immediata dell'elenco dellecase sfitte
e l'introduzione degli studenti e dei precari senza reddito fisso nelle graduatorie
di assegnazione delle case pubbliche. Ancora una voltal'assessore ha evitato
il confronto, rifiutando anche di venire ad ascoltare le nostre rivendicazioni
in una delle facoltà occupate. Per questo abbiamo deciso di rilanciare con
un appuntamento di contestazione e interruzione del Consiglio Comunale per
lunedì 24 alle 17, unendo le rivendicazioni legate al diritto alla casa all'indignazione
per lo sgombero dei migranti del Lungoreno messo inattodue giorni fa dall'amministrazione
Cofferati. Alle 13 il Drago Cinese, alla testa di un corteo studentesco,
ha guidato un'iniziativa di riappropriazione nella mensa universitaria, dichiarando
il proprio diritto, e quello di tutti gli studenti, a mangiare a prezzi ragionevoli.Il
Drago Cinese ha offerto agli studenti un pasto totalmente gratuito, di cui
si ritiene pienamente soddisfatto, e per questo ringrazia i dipendenti della
mensa. Per festeggiare ha poi condotto gli studenti in Piazza Verdi, con
un corteo interno alla zona universitaria. Il Drago Cinese ritiene inaccettabile
dover pagare 5,80 euro per un pasto (la mensa universitaria di Bologna è
la più cara d'Italia) e contesta l'esternalizzazione della mensa a un'azienda
privata come la Concerta. Queste due iniziative sono solo l'inizio di un
percorso di azioni volte a sollevare il problema del diritto allo studio
all'università di Bologna. Pretendiamo risposte chiare in merito alle questione
del diritto alla casa edegli studentati, degli spazi per gli studenti, della
mensa, delle tasseuniversitarie, dei numeri chiusi, del costo di libri di
testo e trasporti. Per questo invitiamo il rettore Calzolari e il presidente
dell'Arstud Capponi a un confronto serrato su questi temi, lunedì alle 15
in Aula 3 della facoltà diLettere e Filosofia Occupata.
LA CASA E? UN DIRITTO!
L?AFFITTO UNA RAPINA!
Nella giornata di mobilitazione nazionale degli studenti di venerdì 21 ottobre
2005 scenderemo in piazza per affermare che non siamo più disposti ad assistere
in silenzio alla sottrazione di ricchezza che subiamo quotidianamente.
Una città universitaria, Bologna, che trae gran parte della sua ricchezza
dalla massa di studenti che quotidianamente la vive: dalle tasse universitarie
ai trasporti, dai libri ai bisogni più elementari come il cibo e l?abitare
si calcola che siano all?incirca 1.600.000 gli euro che ogni giorno si riversano
nelle casse di amministrazione comunale, negozianti , università e padroni
di casa.
Ma nessuna di queste ricchezze torna a noi studenti in nessuna forma.
Particolarmente drammatica è la situazione dell?abitare: sappiamo che ci
sono a Bologna circa 7000 case sfitte di proprietà del comune e di privati.
Queste case vengono lasciate vuote nonostante le migliaia di persone che
a Bologna ne avrebbero bisogno: circa 5600 sono le persone che da anni aspettano,
avendone diritto secondo gli stessi criteri stabiliti dall?amministrazione,
l?assegnazione di una casa da parte del comune; altre migliaia sono coloro
a cui non è nemmeno riconosciuto questo fondamentale diritto. Infatti studenti,
precari e gran parte dei migranti non possono accedervi perché questi criteri
escludono ad esempio tutti coloro che non hanno contratti di lavoro a tempo
indeterminato; come dire: proprio chi ne ha più bisogno non ne ha diritto.
Per di più è costantemente sotto attacco chi, occupando una casa, promuove
la riappropriazione di questo diritto negato, ripristinando la vivibilità
di case che altrimenti resterebbero, per mancanza di fondi e di volontà politica,
vuote ad ammuffire. Attacco portato da un lato tramite una campagna diffamatoria
a mezzo stampa, dall?altro tramite la sistematica esclusione di chi occupa
dalle graduatorie per l?assegnazione.
Dalle assemblee degli studenti emerge la determinata volontà di rivendicare
la fine della precarietà abitativa:
Immediata pubblicazione dei dati in possesso dell?assessorato alla casa riguardanti
il patrimonio di edilizia residenziale pubblica lasciato inutilizzato. Censimento
delle proprietà abitative private inutilizzate.
Introduzione di studenti e precari all?interno delle liste di assegnazione
di alloggi pubblici, dalle quali sono attualmente esclusi proprio a causa
della loro impossibilità di accedere ad un reddito continuativo, che gli
impedisce di garantire un costante pagamento dell?affitto.
Eliminazione dal regolamento per la disciplina della gestione degli alloggi
pubblici dell?articolo che prevede che chi, in stato di necessità, occupa
una casa debba essere escluso dalle graduatorie di assegnazione degli alloggi
pubblici.
universitaria
Venerdì 2 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione studentesca, gli studenti
dellefacoltà occupate di Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza sono
scesi in piazza con la volontà di proseguire i percorsi di lotta contro la
negazione del diritto allo studio nella città di Bologna. Alle ore 10 ci
siamo ritrovati in P.za Maggiore insieme ai collettivi di M.A.O., Passepartout
e Habit-Azione e occupato la sede dell'assessorato alla casa, ponendo con
determinazione la volontà di un confronto con l'assessoreAmorosi,la cui sola
risposta alla questione casa è stata data a suon di sgomberi epolizia.All'assessore
volevamo chiedere la pubblicazione immediata dell'elenco dellecase sfitte
e l'introduzione degli studenti e dei precari senza reddito fisso nelle graduatorie
di assegnazione delle case pubbliche. Ancora una voltal'assessore ha evitato
il confronto, rifiutando anche di venire ad ascoltare le nostre rivendicazioni
in una delle facoltà occupate. Per questo abbiamo deciso di rilanciare con
un appuntamento di contestazione e interruzione del Consiglio Comunale per
lunedì 24 alle 17, unendo le rivendicazioni legate al diritto alla casa all'indignazione
per lo sgombero dei migranti del Lungoreno messo inattodue giorni fa dall'amministrazione
Cofferati. Alle 13 il Drago Cinese, alla testa di un corteo studentesco,
ha guidato un'iniziativa di riappropriazione nella mensa universitaria, dichiarando
il proprio diritto, e quello di tutti gli studenti, a mangiare a prezzi ragionevoli.Il
Drago Cinese ha offerto agli studenti un pasto totalmente gratuito, di cui
si ritiene pienamente soddisfatto, e per questo ringrazia i dipendenti della
mensa. Per festeggiare ha poi condotto gli studenti in Piazza Verdi, con
un corteo interno alla zona universitaria. Il Drago Cinese ritiene inaccettabile
dover pagare 5,80 euro per un pasto (la mensa universitaria di Bologna è
la più cara d'Italia) e contesta l'esternalizzazione della mensa a un'azienda
privata come la Concerta. Queste due iniziative sono solo l'inizio di un
percorso di azioni volte a sollevare il problema del diritto allo studio
all'università di Bologna. Pretendiamo risposte chiare in merito alle questione
del diritto alla casa edegli studentati, degli spazi per gli studenti, della
mensa, delle tasseuniversitarie, dei numeri chiusi, del costo di libri di
testo e trasporti. Per questo invitiamo il rettore Calzolari e il presidente
dell'Arstud Capponi a un confronto serrato su questi temi, lunedì alle 15
in Aula 3 della facoltà diLettere e Filosofia Occupata.
LA CASA E? UN DIRITTO!
L?AFFITTO UNA RAPINA!
Nella giornata di mobilitazione nazionale degli studenti di venerdì 21 ottobre
2005 scenderemo in piazza per affermare che non siamo più disposti ad assistere
in silenzio alla sottrazione di ricchezza che subiamo quotidianamente.
Una città universitaria, Bologna, che trae gran parte della sua ricchezza
dalla massa di studenti che quotidianamente la vive: dalle tasse universitarie
ai trasporti, dai libri ai bisogni più elementari come il cibo e l?abitare
si calcola che siano all?incirca 1.600.000 gli euro che ogni giorno si riversano
nelle casse di amministrazione comunale, negozianti , università e padroni
di casa.
Ma nessuna di queste ricchezze torna a noi studenti in nessuna forma.
Particolarmente drammatica è la situazione dell?abitare: sappiamo che ci
sono a Bologna circa 7000 case sfitte di proprietà del comune e di privati.
Queste case vengono lasciate vuote nonostante le migliaia di persone che
a Bologna ne avrebbero bisogno: circa 5600 sono le persone che da anni aspettano,
avendone diritto secondo gli stessi criteri stabiliti dall?amministrazione,
l?assegnazione di una casa da parte del comune; altre migliaia sono coloro
a cui non è nemmeno riconosciuto questo fondamentale diritto. Infatti studenti,
precari e gran parte dei migranti non possono accedervi perché questi criteri
escludono ad esempio tutti coloro che non hanno contratti di lavoro a tempo
indeterminato; come dire: proprio chi ne ha più bisogno non ne ha diritto.
Per di più è costantemente sotto attacco chi, occupando una casa, promuove
la riappropriazione di questo diritto negato, ripristinando la vivibilità
di case che altrimenti resterebbero, per mancanza di fondi e di volontà politica,
vuote ad ammuffire. Attacco portato da un lato tramite una campagna diffamatoria
a mezzo stampa, dall?altro tramite la sistematica esclusione di chi occupa
dalle graduatorie per l?assegnazione.
Dalle assemblee degli studenti emerge la determinata volontà di rivendicare
la fine della precarietà abitativa:
Immediata pubblicazione dei dati in possesso dell?assessorato alla casa riguardanti
il patrimonio di edilizia residenziale pubblica lasciato inutilizzato. Censimento
delle proprietà abitative private inutilizzate.
Introduzione di studenti e precari all?interno delle liste di assegnazione
di alloggi pubblici, dalle quali sono attualmente esclusi proprio a causa
della loro impossibilità di accedere ad un reddito continuativo, che gli
impedisce di garantire un costante pagamento dell?affitto.
Eliminazione dal regolamento per la disciplina della gestione degli alloggi
pubblici dell?articolo che prevede che chi, in stato di necessità, occupa
una casa debba essere escluso dalle graduatorie di assegnazione degli alloggi
pubblici.




