Sciopero generale 25 novembre 2005 - Manifestazione nazionale a Roma
| Movimento |
VENERDI’ 25 NOVEMBRE
SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO DELL’INTERA GIORNATA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ROMA, PIAZZA ESEDRA ORE 10
Il successo della manifestazione nazionale del 15 ottobre contro la
direttiva Bolkestein che ha visto scendere in piazza a Roma 50.000
persone, è un significativo passo in avanti per la crescita di un
movimento di lotta in grado di contrastare efficacemente la politica
neoliberista e di restaurazione sociale dell’Unione Europea e del governo
Berlusconi.
La Confederazione Cobas lavora a trasformare il 25 novembre in una
giornata di lotta per uno sciopero generale e generalizzato costruito su
una piattaforma sociale antiliberista che abbia al centro forti aumenti
salariali eguali per tutti ed il ripristino della scala mobile; la difesa
del Tfr ed il ritiro del decreto attuativo dei fondi pensione,
l’abrogazione delle controriforme pensionistiche di Berlusconi e Dini, per
il rilancio della previdenza pubblica; la lotta alla precarietà con
l’abrogazione del pacchetto Treu e la legge 30, la generalizzazione dei
contratti a tempo indeterminato e la garanzia del reddito; la tariffazione
sociale; l’abrogazione delle controriforme Moratti della scuola e
dell’università senza tornare a quella di Berlinguer e l’abolizione delle
leggi di parità e sull’autonomia scolastica; la difesa del carattere
pubblico di sanità, scuola, casa, acqua, trasporti, energia,
comunicazioni; la difesa dei contratti nazionali di lavoro; la difesa del
diritto di sciopero e l’esercizio dei diritti sindacali per tutti i
lavoratori e i Cobas; la cancellazione della legge Bossi/Fini senza
tornare alla Turco/Napolitano e la chiusura di tutti i CPT; il ritiro
immediato delle truppe italiane dall’Irak e da tutti gli scenari di
guerra; la cancellazione della direttiva Bolkestein e delle direttive
antisociali europee che aumentano l’orario di lavoro ad oltre 60 ore
settimanali.
La situazione di lavoratori, disoccupati, precari, pensionati, immigrati è
drammatica.
La crescita del carovita falcidia il potere d’acquisto di salari e pensioni.
I servizi sociali e i beni comuni vengono ridotti a merce e privatizzati.
Governo, Cgil-Cisl-Uil-Ugl, Confindustria/Confcommercio, Assicurazioni e
Banche vogliono fregarci il TFR destinandolo ai fondi pensione.
La Finanziaria 2006 impone tagli a scuola, sanità, enti locali, cultura,
blocca il rinnovo dei contratti e il turn over nel pubblico impiego,
regala miliardi di euro ai padroni tramite sgravi fiscali sul costo del
lavoro e stanziamenti per il decollo dei fondi pensione.
Il diritto di sciopero, già fortemente limitato dalle leggi 146/’90 e
83/2000 nei servizi pubblici, è aggredito anche nel settore privato dalla
Confindustria, che vuole ridimensionare il ruolo del contratto nazionale
di lavoro.
La democrazia e i diritti sindacali nei luoghi di lavoro sono sequestrati,
appannaggio esclusivo dei sindacati concertativi.
Il governo Berlusconi prosegue nella sua politica guerrafondaia, di
sudditanza agli Usa, razzista e neoliberista, vara la controriforma della
scuola e dell’università, intensifica sfratti e sgomberi contro i senza
casa, difende i CPT, i lager ove si rinchiudono e torturano i migranti,
propone l’adozione unilaterale per l’Italia della direttiva Bolkestein.
Il centrosinistra, che si candida a succedere a Berlusconi, ha già detto
che cambierà ma non abrogherà la riforma Moratti; non chiuderà i CPT;
modificherà ma non cancellerà la legge 30; non tasserà le rendite
finanziarie mentre sponsorizza i fondi pensione; forse gradualmente
ritirerà le truppe dall’Iraq ma non dal Kosovo, dall’Afghanistan e dagli
altri scenari di guerra e rimarrà fedele alleato degli Usa; continuerà
nella politica di privatizzazioni dei servizi sull’esempio della direttiva
Bolkestein partorita quando Prodi era presidente della Commissione
Europea.
Di fronte a tutto ciò Cgil-Cisl-Uil si affidano allo sciopero di 4 ore per
il 25 novembre, pronte ad applaudire il governo appena concederà il
semaforo verde per il decreto che ci scippa il TFR.
Noi non contrapporremo data a data; è importante che una grande massa di
lavoratori quel giorno scioperi e sia in piazza.
C’è la necessità materiale e politica di costruire un vero sciopero
generale dell’intera giornata di tutte le categorie del mondo del lavoro
pubblico e privato, uno sciopero generalizzato ed autorganizzato, esteso a
tutti i settori sociali penalizzati dal terrificante modello di sviluppo
neoliberista, per confluire il 25 novembre a Roma in una unica grande
manifestazione nazionale autorganizzata dell’opposizione sindacale,
sociale e politica contro il governo Berlusconi ed inviare un chiarissimo
monito all’opposizione di sua maestà del centrosinistra che si propone di
proseguirne le politiche liberiste.
Confederazione Cobas
SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO DELL’INTERA GIORNATA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ROMA, PIAZZA ESEDRA ORE 10
Il successo della manifestazione nazionale del 15 ottobre contro la
direttiva Bolkestein che ha visto scendere in piazza a Roma 50.000
persone, è un significativo passo in avanti per la crescita di un
movimento di lotta in grado di contrastare efficacemente la politica
neoliberista e di restaurazione sociale dell’Unione Europea e del governo
Berlusconi.
La Confederazione Cobas lavora a trasformare il 25 novembre in una
giornata di lotta per uno sciopero generale e generalizzato costruito su
una piattaforma sociale antiliberista che abbia al centro forti aumenti
salariali eguali per tutti ed il ripristino della scala mobile; la difesa
del Tfr ed il ritiro del decreto attuativo dei fondi pensione,
l’abrogazione delle controriforme pensionistiche di Berlusconi e Dini, per
il rilancio della previdenza pubblica; la lotta alla precarietà con
l’abrogazione del pacchetto Treu e la legge 30, la generalizzazione dei
contratti a tempo indeterminato e la garanzia del reddito; la tariffazione
sociale; l’abrogazione delle controriforme Moratti della scuola e
dell’università senza tornare a quella di Berlinguer e l’abolizione delle
leggi di parità e sull’autonomia scolastica; la difesa del carattere
pubblico di sanità, scuola, casa, acqua, trasporti, energia,
comunicazioni; la difesa dei contratti nazionali di lavoro; la difesa del
diritto di sciopero e l’esercizio dei diritti sindacali per tutti i
lavoratori e i Cobas; la cancellazione della legge Bossi/Fini senza
tornare alla Turco/Napolitano e la chiusura di tutti i CPT; il ritiro
immediato delle truppe italiane dall’Irak e da tutti gli scenari di
guerra; la cancellazione della direttiva Bolkestein e delle direttive
antisociali europee che aumentano l’orario di lavoro ad oltre 60 ore
settimanali.
La situazione di lavoratori, disoccupati, precari, pensionati, immigrati è
drammatica.
La crescita del carovita falcidia il potere d’acquisto di salari e pensioni.
I servizi sociali e i beni comuni vengono ridotti a merce e privatizzati.
Governo, Cgil-Cisl-Uil-Ugl, Confindustria/Confcommercio, Assicurazioni e
Banche vogliono fregarci il TFR destinandolo ai fondi pensione.
La Finanziaria 2006 impone tagli a scuola, sanità, enti locali, cultura,
blocca il rinnovo dei contratti e il turn over nel pubblico impiego,
regala miliardi di euro ai padroni tramite sgravi fiscali sul costo del
lavoro e stanziamenti per il decollo dei fondi pensione.
Il diritto di sciopero, già fortemente limitato dalle leggi 146/’90 e
83/2000 nei servizi pubblici, è aggredito anche nel settore privato dalla
Confindustria, che vuole ridimensionare il ruolo del contratto nazionale
di lavoro.
La democrazia e i diritti sindacali nei luoghi di lavoro sono sequestrati,
appannaggio esclusivo dei sindacati concertativi.
Il governo Berlusconi prosegue nella sua politica guerrafondaia, di
sudditanza agli Usa, razzista e neoliberista, vara la controriforma della
scuola e dell’università, intensifica sfratti e sgomberi contro i senza
casa, difende i CPT, i lager ove si rinchiudono e torturano i migranti,
propone l’adozione unilaterale per l’Italia della direttiva Bolkestein.
Il centrosinistra, che si candida a succedere a Berlusconi, ha già detto
che cambierà ma non abrogherà la riforma Moratti; non chiuderà i CPT;
modificherà ma non cancellerà la legge 30; non tasserà le rendite
finanziarie mentre sponsorizza i fondi pensione; forse gradualmente
ritirerà le truppe dall’Iraq ma non dal Kosovo, dall’Afghanistan e dagli
altri scenari di guerra e rimarrà fedele alleato degli Usa; continuerà
nella politica di privatizzazioni dei servizi sull’esempio della direttiva
Bolkestein partorita quando Prodi era presidente della Commissione
Europea.
Di fronte a tutto ciò Cgil-Cisl-Uil si affidano allo sciopero di 4 ore per
il 25 novembre, pronte ad applaudire il governo appena concederà il
semaforo verde per il decreto che ci scippa il TFR.
Noi non contrapporremo data a data; è importante che una grande massa di
lavoratori quel giorno scioperi e sia in piazza.
C’è la necessità materiale e politica di costruire un vero sciopero
generale dell’intera giornata di tutte le categorie del mondo del lavoro
pubblico e privato, uno sciopero generalizzato ed autorganizzato, esteso a
tutti i settori sociali penalizzati dal terrificante modello di sviluppo
neoliberista, per confluire il 25 novembre a Roma in una unica grande
manifestazione nazionale autorganizzata dell’opposizione sindacale,
sociale e politica contro il governo Berlusconi ed inviare un chiarissimo
monito all’opposizione di sua maestà del centrosinistra che si propone di
proseguirne le politiche liberiste.
Confederazione Cobas
Ultimo aggiornamento (Lunedì 28 Novembre 2005 09:38)




