Significato dello sciopero del 28 gennaio
| Movimento |
I NO di Pomigliano, i NO di Mirafiori e lo sciopero Nazionale dei Metalmeccanici del 28 gennaio, sono stati una prima, importante, risposta all’attacco che Marchionne e la Marcegaglia hanno portato a tutto il movimento dei lavoratori.
Allo sciopero indetto dalla Fiom, accompagnato dallo sciopero Nazionale Generale di tutte le categorie indetto dalla Confederazione Cobas e dagli scioperi indetti da USB e CUB, hanno aderito centinaia di migliaia di lavoratori nelle maggiori piazze d’Italia, non solo metalmeccanici, trasformando la giornata del 28 in un PRIMO PASSO UNITARIO per la costruzione di un consistente movimento di resistenza all’attacco padronale.
Televisioni e giornali borghesi e governativi, dopo aver per più di un mese martellato il cranio dell’opinione pubblica per costringere i lavoratori della Mirafiori ad un risicato SI al referendum burla, hanno tentato di oscurare i risultati dello sciopero e delle manifestazioni, limitando la cronaca della giornata di lotta, per sminuirne il significato.
Costoro hanno subito ripreso a parteggiare per l’uno o l’altro ceto sociale e politico, per l’uno o l’altro gruppo della borghesia, impegnati a scaricare i costi della crisi, che coinvolge le vecchie metropoli imperialiste, innanzitutto sui lavoratori e poi sulla frazione avversaria.
Ma quello che sta avvenendo oggi in tutto il Nord Africa (Tunisia, Egitto, …) e la stessa storia ci mostrano che il movimento delle classi non può essere nascosto, né impedito artificialmente. I lavoratori italiani sapranno far valere i loro interessi di classe dando continuità e estendendo nei luoghi di lavoro e nelle categorie il movimento di lotta iniziato con la giornata del 28 gennaio.




