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volantino congiunto su acqua pubblica e firmate il referendum da Usi Ait e altri sindacati di base

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Movimento

COMUNICATO SINDACALE DEL 28 aprile 2010 DESTINATO ALL’AFFISSIONE E ALLA DIFFUSIONE SINDACALE AI SENSI DELLA LEGGE 300/70



U.S.I./A.I.T.

reteComune

www.retecomune.org

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Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego

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U.S.I./A.I.T.

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www.usiait.it





“Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua!”.

In questi giorni è partita la raccolta firme per presentare tre quesiti referendari a difesa del bene comune più importante: l’acqua! L’accesso all’acqua è un diritto umano universale, un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno dovrebbe appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali.

Noi possiamo impedirlo. Mettendo una firma sulla richiesta di referendum. E’ una battaglia di civiltà che coinvolge tutti perchè riguarda l’idea di futuro che vogliamo per noi e le future generazioni. Le nostre associazioni sindacali di base, da sempre schierate a difesa dei beni comuni e

contro la privatizzazione dei servizi pubblici, hanno aderito e sostengono il comitato promotore dei Referendum. Rivolgiamo pertanto un appello a tutte le colleghe e a tutti i colleghi del Comune di Roma a sottoscrivere i tre quesiti referendari. Vogliamo inoltre dare un contributo concreto alla riuscita del referendum. Come è noto, gli ufficiali di stato civile, su delega del Sindaco, possono autenticare le firme a sostegno del Referendum.

Per questo motivo chiediamo a chiunque fosse interessato di contattarci per dare la propria disponibilità sia per raccogliere le firme sia per la loro autenticazione.



Di seguito riportiamo una sintesi dei contenuti referendari



Quesito n. 1: fermare la privatizzazione dell’acqua (Abrogazione dell’art.23 bis L. 133/08)

E’ l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato.

Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) (su 92) che non hanno ancora proceduto ad affidamento o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. L’ATO è un ambito territoriale su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, come quello idrico o quello dei rifiuti; sono individuati dalle Regioni con apposita legge e su di essi agiscono le Autorità d'Ambito, strutture con personalità giuridica che organizzano, affidano e controllano la gestione del Servizio Integrato. Con la norma voluta dal Governo Berlusconi, le società a capitale pubblico cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011 o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%.



Quesito n. 2: Aprire la strada della ripubblicizzazione (Abrogazione dell’art. 150 del D.lgs 152/06)

L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo impedirebbe il ricorso alla gara e all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo la ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.



Quesito n. 3:  Eliminare i profitti dal bene comune acqua (Abrogazione dell’art. 154 del D.lgs 152/06)

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun obbligo di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.



Per informazioni: www.acquabenecomune.org

 

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