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Giornata Internazionale della Donna 2010

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Movimento

L'OTTO MARZO: SIGNIFICATO ED ATTUALITA'



Nel 1910 la seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, svoltosi a Copenaghen, approvò la proposta della comunista tedesca Clara Zetkin di istituire la Giornata Internazionale della Donna, in omaggio alle operaie tessili di New York che, l'8 marzo 1857, entrarono in sciopero rivendicando la riduzione della giornata di lavoro.

Queste operaie, che ricevevano meno di un terzo del salario degli uomini, furono rinchiuse nella fabbrica Cotton, che fu poi incendiata dal padrone, assassinando in tal modo 129 di loro.

In Italia la Giornata Internazionale della Donna fu tenuta per la prima volta nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista d'Italia, sezione della Terza Internazionale comunista.



Oggi, un secolo dopo, la lotta della metà dell'umanità per la propria emancipazione economica e sociale, contro le discriminazioni e le violenze cui è sottoposta, mantiene tutta la sua importanza.

Dobbiamo rivendicare il significato rivoluzionario dell'8 marzo, contro la borghesia che ha svuotato di contenuti questa giornata, trasformandola in una festa ipocrita e commerciale, all'interno di una cultura che scimmiotta quella del maschilismo.

A fronte di questa regressione, favorita dalla politica liberista e riformista, deve corrispondere una discussione, una ripresa e  un progresso pratico dell'iniziativa politica del sesso oppresso.



La situazione sociale di soggezione e defraudazione dei diritti del genere femminile nasce da precisi fattori economici. Questi fattori sono perpetuati dal sistema basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e nella sua necessità di riproduzione a basso costo della forza-lavoro.

Il capitalismo non può offrire soluzioni ai problemi delle donne, può solo approfondirli, vedendo la donna come merce da sfruttare al massimo grado, articolo di commercio o traffico sessuale.

Solo abolendo tale sistema, trasformando la base economica, cambiando le concezioni e le pratiche culturali, si potranno abolire le discriminazioni esistenti, si potrà incidere radicalmente nella posizione della donna nella società. Ad esempio,  trasferendo alla collettività nel suo insieme le responsabilità che oggi gravano sulla famiglia individuale, particolarmente sulle donne.

Di conseguenza nel nuovo modo di produzione fondato sulla proprietà comune dei mezzi di produzione e di scambio, le relazioni fra i generi potranno svilupparsi sulla base della solidarietà e della cooperazione, in modo non antagonista.



Pur essendo le donne in genere oppresse, la questione femminile si pone dunque in modo diverso, presenta caratteristiche diverse,  per le donne del proletariato e per quelle della borghesia.

Per le donne della borghesia il problema è essenzialmente quello della concorrenza con gli uomini appartenenti alla loro stessa classe; costoro non attaccano mai le fondamenta dell’attuale società, non mettono mai in questione i privilegi di classe esistenti.

Le donne del proletariato e delle masse popolari non possono condurre allo stesso modo la lotta per la propria emancipazione economica e sociale, aspetto fondamentale della lotta di liberazione da tutte le forme di alienazione. Debbono condurla assieme agli uomini della loro stessa classe contro la classe dei capitalisti, sostenendo determinate rivendicazioni (per il diritto al lavoro, per l'equiparazione economica delle lavoratrici, per la parità dei diritti, per la difesa della L. 194, per la riduzione dell'orario, contro lo smantellamento dei servizi sociali, la schiavitù domestica, le discriminazioni e la violenza, l'oscurantismo e le ingerenze clericali, il dominio dell'uomo, ecc.), al fine di portare avanti la battaglia in prima persona e ad armi pari.



In particolare oggi va rafforzata l'azione unitaria di massa per rifiutarci di pagare le conseguenze della crisi economica capitalista, che vengono subite in maniera pesante dalle donne proletarie, le più sfruttate, le prime ad essere licenziate assieme a precari e migranti, mandate in pensione più tardi, private dei servizi pubblici basilari (consultori, case di accoglienza, nidi e asili che sono diventati lussi per pochi) e sempre più in difficoltà con i conti delle spese.



Obiettivo di questa lotta non è la libera concorrenza con l'uomo, ma la conquista del potere politico da parte del proletariato rivoluzionario per edificare la nuova società in cui sarà abolito lo sfruttamento e l'oppressione di classe e di genere, i privilegi e il potere degli uomini e delle donne delle classi sfruttatrici. Con il passaggio al comunismo, la società senza classi, vi potrà infine essere piena libertà ed eguaglianza in tutti gli aspetti della vita sociale.



In occasione della Giornata Internazionale della Donna del 2010, ribadiamo che la donna proletaria ha un ruolo fondamentale e insostituibile nella lotta contro l'asservimento economico e politico della classe che produce ogni ricchezza, fianco a fianco dell'uomo proletario.

Lo stesso lavoro di ricostruzione e rafforzamento dei partiti comunisti non può prescindere dall'apporto delle donne proletarie più avanzate e coscienti.

La vittoria della rivoluzione sociale del proletariato è inconcepibile senza la partecipazione cosciente e risoluta delle donne delle classi lavoratrici, protagoniste del proprio futuro.

E' su queste basi che le donne comuniste (marxiste-leniniste) offriranno il loro contributo alla Conferenza Mondiale delle Donne che si terrà il prossimo anno in Venezuela.

Viva l'Otto Marzo, Giornata Internazionale della Donna!



Marzo 2010

Piattaforma Comunista


--
www.piattaformacomunista.com

 

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