MAYDAY, MAYDAY !
| Movimento |
La precarietà è la condizione di vita e lavoro oggi più diffusa in Europa.
Colpisce chiunque e ovunque, l'Europa nordica come quella mediterranea, l'est come l'ovest.
Ai vincoli della precarietà imposta, le imprese preferiscono contrapporre i vantaggi della flessibilità scelta, ma si tratta di un'operazione pubblicitaria che dopo vent'anni non riesce più a mascherare l'aumento dell'insicurezza sociale per decine e decine di milioni di persone in tutta l'Unione.
Una cosa è chiara: questa precarietà, oggi, non investe solo le condizioni lavorative ma è in grado di ristrutturare interamente la vita ed i luoghi in cui questa si svolge.
Ci comprano, ci vendono, ci ipnotizzano con i massmedia, ci trasformano in perfetti consumatori, ci sfruttano, ci rubano e rivendono le nostre emozioni e i nostri desideri ma, soprattutto, ci atomizzano ci e isolano.
Il peggiore destino è la routine, soli ad orbitare tra ufficio, metrò, televisione, bar.
La precarizzazione viene usata come chiave per uno sfruttamento sempre maggiore e per una sempre maggiore abilità nel controllo sociale, che è uno dei principali fattori di annichilimento dei movimenti di lotta e dello stesso concetto di umanita'.
Ogni aspetto dell'esistenza di precari, di intermittenti, di giovani, di vecchi, di cognitari o di lavoratori cosiddetti garantiti viene sottoposto a continui ricatti, aggressioni e negazioni: dalle condizioni abitative e ambientali al reddito eroso dalla morsa del caro-vita e del lavoro sempre piu' intermittente e meno tutelato; dal taglio delle pensioni all'impossibilita' di accedere a servizi pubblici sempre piu' smantellati e privatizzati; dalla precarizzazione dell'accesso ai saperi e alla formazione fino alla precarieta' piu' assoluta della vita in un epoca di guerra globale permanente.
Precarieta' ben esemplificata, infine, dai migranti che subiscono la negazione assoluta delle liberta' civili e dei diritti sociali e di cittadinanza.
Le precarie e i precari con la flessibilità che garantiscono a imprese e amministrazioni sono, oggi, il perno della produzione materiale e immateriale di ricchezza in Europa, ma non hanno alcun peso sulle tradizionali forme nazionali di rappresentanza, nè i loro bisogni e desideri vengono tenuti in alcun conto nell'agenda politica europea dominata, com'è, dagli interessi dalle élite economiche e finanziarie.
E allora i precari e le precarie, i flessibili, i temporanei e i networkers d'Europa, contorsioniste della flessibilità, equilibristi della precarietà, migranti, studenti, ricercatori, schiavi demotivati del lavoro salariato, disoccupati volenti o nolenti, intermittenti a tempo determinato hanno deciso di riprendersi il presente e la loro vita.
Hanno deciso di lottare per nuovi diritti sociali su scala continentale che diano senso e futuro alle scelte individuali e collettive: solo con l'abolizione della precarietà di giovani, donne, immigrati, sarà possibile uscire dalla stagnazione politica e culturale in cui versa oggi l'Europa.
Hanno deciso di costruire uno spazio pubblico europeo dove coltivare nuove forme di cooperazione sociale e condividere esperienze e risorse di mediattivismo e agitazione sindacale, per dare forma e corpo a un nuovo immaginario sociale radicale.
Altri sono i metodi, i contenuti e l'alternativita' della MayDay Parade rispetto alle celebrazioni del primo maggio dei sindacati confederali, al concertone di Piazza San Giovanni a Roma così come alla manifestazione nazionale convocata a Napoli-Scampia.
Da un lato, sta la corresponsabilita' dei sindacati confederali nei processi di precarizzazione (appoggio di CGIL, CISL e UIL al Patto Treu nel 1997, e di CISL e UIL alla Legge 30 nel 2003), dall'altro lato sta la scelta dell'autorganizzazione e del conflitto che metta al centro i bisogni ed i diritti sociali, contro le logiche delle compatibilita', della concertazione e della precarizzazione.
Invitiamo, quindi, i precari e le precarie, i lavoratori e le lavoratrici a l' EURO MAYDAY 2005 di MILANO, che si svolgerà in contemporanea con Helsinki, Barcelona, Hamburg, Liege, Maribor, Sevilla, Copenhagen, Paris, Amsterdam, Geneve, Wien, London, Stockholm, Marseille, Palermo e in tante altre città europee.
MILANO ore 15 Porta Ticinese
Precarie e Precari del mondo, lavoratrici e lavoratori agitiamo & scioperiamo per un'Europa aperta, libera, ribelle!
Colpisce chiunque e ovunque, l'Europa nordica come quella mediterranea, l'est come l'ovest.
Ai vincoli della precarietà imposta, le imprese preferiscono contrapporre i vantaggi della flessibilità scelta, ma si tratta di un'operazione pubblicitaria che dopo vent'anni non riesce più a mascherare l'aumento dell'insicurezza sociale per decine e decine di milioni di persone in tutta l'Unione.
Una cosa è chiara: questa precarietà, oggi, non investe solo le condizioni lavorative ma è in grado di ristrutturare interamente la vita ed i luoghi in cui questa si svolge.
Ci comprano, ci vendono, ci ipnotizzano con i massmedia, ci trasformano in perfetti consumatori, ci sfruttano, ci rubano e rivendono le nostre emozioni e i nostri desideri ma, soprattutto, ci atomizzano ci e isolano.
Il peggiore destino è la routine, soli ad orbitare tra ufficio, metrò, televisione, bar.
La precarizzazione viene usata come chiave per uno sfruttamento sempre maggiore e per una sempre maggiore abilità nel controllo sociale, che è uno dei principali fattori di annichilimento dei movimenti di lotta e dello stesso concetto di umanita'.
Ogni aspetto dell'esistenza di precari, di intermittenti, di giovani, di vecchi, di cognitari o di lavoratori cosiddetti garantiti viene sottoposto a continui ricatti, aggressioni e negazioni: dalle condizioni abitative e ambientali al reddito eroso dalla morsa del caro-vita e del lavoro sempre piu' intermittente e meno tutelato; dal taglio delle pensioni all'impossibilita' di accedere a servizi pubblici sempre piu' smantellati e privatizzati; dalla precarizzazione dell'accesso ai saperi e alla formazione fino alla precarieta' piu' assoluta della vita in un epoca di guerra globale permanente.
Precarieta' ben esemplificata, infine, dai migranti che subiscono la negazione assoluta delle liberta' civili e dei diritti sociali e di cittadinanza.
Le precarie e i precari con la flessibilità che garantiscono a imprese e amministrazioni sono, oggi, il perno della produzione materiale e immateriale di ricchezza in Europa, ma non hanno alcun peso sulle tradizionali forme nazionali di rappresentanza, nè i loro bisogni e desideri vengono tenuti in alcun conto nell'agenda politica europea dominata, com'è, dagli interessi dalle élite economiche e finanziarie.
E allora i precari e le precarie, i flessibili, i temporanei e i networkers d'Europa, contorsioniste della flessibilità, equilibristi della precarietà, migranti, studenti, ricercatori, schiavi demotivati del lavoro salariato, disoccupati volenti o nolenti, intermittenti a tempo determinato hanno deciso di riprendersi il presente e la loro vita.
Hanno deciso di lottare per nuovi diritti sociali su scala continentale che diano senso e futuro alle scelte individuali e collettive: solo con l'abolizione della precarietà di giovani, donne, immigrati, sarà possibile uscire dalla stagnazione politica e culturale in cui versa oggi l'Europa.
Hanno deciso di costruire uno spazio pubblico europeo dove coltivare nuove forme di cooperazione sociale e condividere esperienze e risorse di mediattivismo e agitazione sindacale, per dare forma e corpo a un nuovo immaginario sociale radicale.
Altri sono i metodi, i contenuti e l'alternativita' della MayDay Parade rispetto alle celebrazioni del primo maggio dei sindacati confederali, al concertone di Piazza San Giovanni a Roma così come alla manifestazione nazionale convocata a Napoli-Scampia.
Da un lato, sta la corresponsabilita' dei sindacati confederali nei processi di precarizzazione (appoggio di CGIL, CISL e UIL al Patto Treu nel 1997, e di CISL e UIL alla Legge 30 nel 2003), dall'altro lato sta la scelta dell'autorganizzazione e del conflitto che metta al centro i bisogni ed i diritti sociali, contro le logiche delle compatibilita', della concertazione e della precarizzazione.
Invitiamo, quindi, i precari e le precarie, i lavoratori e le lavoratrici a l' EURO MAYDAY 2005 di MILANO, che si svolgerà in contemporanea con Helsinki, Barcelona, Hamburg, Liege, Maribor, Sevilla, Copenhagen, Paris, Amsterdam, Geneve, Wien, London, Stockholm, Marseille, Palermo e in tante altre città europee.
MILANO ore 15 Porta Ticinese
Precarie e Precari del mondo, lavoratrici e lavoratori agitiamo & scioperiamo per un'Europa aperta, libera, ribelle!




